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FranciaEuropa

Polemiche dopo le violenze a Strasburgo e Bastia

foto Reuters

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Come mai la polizia ha lasciato che si scatenasse la violenza a Strasburgo, senza intervenire? La polemica infuria in Francia. Il sindaco socialista di Strasburgo, Roland Ries, accusa la polizia di aver “abbandonato ai casseurs” due quartieri popolari. La ministra degli interni, Michèle Alliot-Marie ribatte: “è strumentalizzazione”. I Vedi hanno chiesto “una commisisone d’inchiesta per stabilire le responsabilità”. La segretaria del Pcf, Marie-George Buffet si è detta “infuriata”: “i pacifisti tedeschi sono stati bloccati alla frontiiera e i provocatori hanno potuto agire. Se le autorità avessero lasciato che la manifestazione sfilasse tranquillamente avremo avuto delle immagini di pace. Invece, abbiamo delle immagini di guerra”. Il centrista François Bayou, leader del MoDem, chiede di lasciare “il confronto delle idee, anche se è vivace, duro, nel campo della democrazia e non nella violenza di strada”. Le reazioni del Partito socialista sono diverse. Laurent Fabius ha condannato “i gruppi ultraminoritari e ultraviolenti, che bisogna punire senza nessuna debolezza”. Ségolène Royal, accusata dal partito di maggioranza di soffiare sul fuoco della protesta sociale perché ha affermato di comprendere le reazioni dei lavoratori che sequestrano i dirigenti, ha ribattutto accusando l’Ump di fare “un amalgama che consiste a mettere sullo stesso piano le violenze gravissime e inammissibili che hanno avuto luogo a Strasburgo e a Bastia, che tutti condannano, e le reazioni dei lavoratori”. Difatti, nel fine settimana, le violenze non si sono limitate a Strasburgo, ma si sono scatenate anche a Bastia, dove ha avuto luogo sabato una manifestazione “contro la violenza della polizia”: gli agenti sono accusati di aver sparato dei lacrimogeni ad altezza d’uomo e di aver ferito gravemente un ragazzino di 14 anni. Alliot-Marie ha smentito categoricamente, ma ci sono molti testimoni che confermano gli spari. A Strasburgo, Pierre Villard, del Movimento per la pace, denuncia la scelta della “strategia della tensione” da parte delle autorità. Il sindaco Roland Ries chiede che venga “analizzata la catena di comando. Tutta l’operazione è stata organizzata senza un direttore d’orchestra, con differenti forze che non avevano autorità l’una sull’altra”. Un poliziotto tedesco, Reiner Wendt, del sindacato DPolG, ha affermato oggi che “i francesi hanno rifiutato i rinforzi tedeschi”. Il sindacato  Unsa Police chiede un’inchiesta sull’abbandono dei due partieri popolari di Strasburgo ai casseurs. “Avevamo altre priorità” ha affermato Henri Martini, un sindacalista del’lUnsa. 

C’erano 5 elicotteri che sorvolavano Strasburgo, ma gli agenti non sono riusciti a bloccare i violenti e i manifestanti pacifisti sono stati aggrediti e il corteo bloccato. Non c’è neppure accordo sul numero dei feriti: le autorità parlano di 15 feriti tra le forze de’ll’ordine, 33 feriti leggeri tra i manifestanti e uno tra i giornalisti. Il sindacato di polizia Synergie fa salire a  un centinaio gli agenti feriti, mentre il Pronto soccorso di Strasburgo ha contato 35-40 feriti. Secondo il Legal Team degli organizzatori della manifestazone, i feriti sono stati una cinquantina.

Ma Nicolas Sarkozy, che palesemente gioca di nuovo la carta dell’ordine pubblico per recuperare consensi,  è soddisfatto del comportamento della polizia, che, secondo lui, “ha svolto  un ottimo lavoro”. Sarkozy, che giudica “inverosimile andare a manifestare per la pace nel mondo con delle ascie e delle sbarre di ferro”, chiede ore sentenze senza pietà: “i casseurs saranno puniti con estrema severità”, ha detto, mentre al tribunale di  Strasburgo cominciano a sfilare gli arrestati giudicati per direttissima.