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FranciaEuropa

Polemica Fronte nazionale-sindacati

Il Fronte nazionale ha creato un’associazione per la “difesa dei militanti Fn nei sindacati”. La mossa fa seguito a due espulsioni di sindacalisti – il primo dalla Cgt un mese fa e il secondo pochi giorni fa da Force ouvrière – perché entrambi candidati alle prossime elezioni cantonali (20 e 27 marzo) nelle liste del Fronte nazionale. Il partito di estrema destra denuncia “una discriminazione politica”. Bernard Thibault, segretario della Cgt, ha inviato una lettera interna alle federazioni per sottolineare che i “principi” e i “valori” della Cgt “non sono compatibili con il Fronte nazionale”. Per Thibault, “non è auspicabile, che in nome della libera opinione nella Cgt, il sindacato possa essere rappresentato, a qualunque livello, da militanti che rivendicano pubblicamente l’adesione al concetto di preferenza nazionale, che è alla base del Fronte nazionale”. Thibault invita quindi la Cgt a “una grande vigilanza”  di fronte “all’entrismo” del Fn, che “vuole pararsi delle migliori virtù sociali e utilizzare, strumentalizzare, le etichette sindacali”. Il segretario della Cgt ricorda che negli anni ’90 i sindacati di erano rivolti alla magistratura per bloccare la nascita di pseudo-sindacati frontisti. l risposa del Fn era stata l’infiltrazione nelle centrali esistenti.

Marine Le Pen, oggi al centro della politica francese dopo che alcuni sondaggi (discutibili) l’hanno posta in testa – o comunque presente al secondo turno – delle prossime presidenziali del 2012, ha risposto che Thibault non sopporta il fatto che “un terzo degli operai voti Fronte nazionale”. La crisi sta favorendo l’aumento dell’estrema destra. E’ l’effetto della delusione rispetto a una situazione economica che non cambia, della paura di fronte agli effetti della mondializzazione e della richiesta di protezione a cui lo stato non risponde. I dati sugli utili delle grandi società quotate in Borsa non fa che rafforzare il sentimento di ingiustizia e di impotenza: 82,6 miliardi di profitti nel 2010 per i 40 principali gruppi quotati, un record storico, concomitante a un calo delle tasse pagate (le multinazionali pagano 2,3 volte meno della piccola e media impresa), mentre la disoccupazione cresce.

La campagna delle presidenziali, anche se ancora lontane, è di fatto già avviata in Francia. Sarkozy, che ha paura di non venire rieletto, punta sulla destra della destra (come aveva già fatto nel 2007, attirando parte dell’elettorato frontista). Cosi’, l’Ump, il partito del presidente, vuole un dibattito nazionale sull’islam, ribattezzato, per decenza, sulla “laicità”.  Ieri, il rettore della Moschea di Parigi, un assoluto moderato, ha alzato la voce e chiesto che questo dibattito nazionale venga annullato, perché i musulmani si sentono stigmatizzati. Ma non passa giorno che gli argomenti dell’estrema destra non vengano sfruttati dall’Ump. Per fortuna, ci sono le istituzioni: il Consiglio costituzionale ha appena bocciato alcuni articoli della nuova legge sulla sicurezza interna (Loppsi 2), in particolare quelli che volevano applicare ai minorenni il codice penale degli adulti (processo per direttissima senza passare di fronte al giudice dei minori,  pene minime obbligatorie come per la recidiva) e alcune disposizioni sul diritto degli stranieri (evacuazione del campi rom da parte dei Prefetti, maggiori controlli di identità ecc.).

  • Valter Di Nunzio

    Una brutta gatta da pelare per CGT per tanti motivi. Il primo è che un sindacato non è un partito politico e quindi non potrebbe non dico sindacare ma addirittura interessarsi delle opinioni politiche dei soui iscritti. Dall’altro lato la “preferenza nazionale” è però una scelta politica con immediati riflessi sindacali. Mi permetto di dire che la “preferenza nazionale” in parte già esiste perchè in pratica è abbastanza difficile per una ditta francese assumere uno straniero che abbia il Permesso CE di un altro Paese dell’area Schengen, come l’Italia per esempio. Il secondo motivo è che la CGT ha tantissimi iscritti immigrati e quindi far finta di niente sulle simpatie frontiste di una parte dei suoi iscritti avrebbe un gran brutto effetto sull’altra parte. Il terzo motivo è che tutta la classe operaia è esasperata dalle delocalizzazioni e dalla crisi che ne hanno minato la forza contrattuale, ben più dell’immigrazione. Solo che contro le delocalizzazioni è impossibile fare qualcosa mentre contro l’immigrazione sì.
    In teoria una altra politica sarebbe semplice e praticabile e l’articolo lo suggerisce: far pagare di più chi nonostante la crisi guadagna di più. Ma, in Francia come in Italia, i recenti “scudi” sui grandi patrimoni dimostrano (in Francia ancora di più che in Italia) che alla fine la destra “dei soldi” e quella del razzismo (si chiami Lega o Front) si completano efficacemente, lasciando la sinistra attonita e marginale.

  • Fiorino

    @ Valter Di Nunzio
    I sindacati CGT e Force Ouvrière hanno molti iscritti anche nel pubblico dove la preferenza nazionale opera appieno.