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Polanski: il sollievo silenzioso di Hollywood

La decisione svizzera su Roman Polanski ha sposato in sostanza (o usato a pretesto, a seconda delle parti) la tesi di “Polanski: Wanted and Desired”  il documentario che due anni fa ha raccontato i retroscena sul patteggiamento avvento a suo tempo con le autorita’ giudiziarie e la scelta del regista di lasciare gli USA quando divenne apparente l’intenzione di rinnegarla da parte del giudice. “Profondamente deluso” si e’ detto Steve Cooley il procuratore di Los Angeles dal nome di un personaggio di James Ellroy, la cui ambizione politica (vorrebbe esser il prossimo Attorney General della California) e’ secondo alcuni alla radice della riaperutra del caso. La procura e il dipartimento di stato hanno aggiunto che non desisteranno dal tentativo di processare Polanski,  ma la realta’ e’ che non c’e’ molto che possano fare, almeno fin quando il regista rimarra’in paesi “amici”. A Hollywood intanto c’e’aria che definiremmo di silenzioso sollievo da parte dei molti che sono stati pubblicamente fustigati per l’appoggio dato al  regista (qui il riassunto cautamente neutrale di Variety). Per quanto riguarda  stampa e opinione pubblica invece,  corsivi e commenti internet pendono in grande maggioranza per lo scalpore e la rabbia per la mancata estradizione e condanna. Un sentimento in cui, come direbbe Berlusconi,  un giustizialismo giacobino “di base” si fonde  alla diffidenza per “l’elitismo” europeo e in cui il comprensibile scalpore per la violenza carnale pedofila ammessa da Polanski supera ogni considerazione di proscrizione e di perdono da parte della vittima,  per esigere la retribuzione. Una posizione che comprende la semplice intransigenza “vendicativa” ma anche le considerazioni di chi e’ impegnato  nella lotta all’impunita’ del clero pedofilo protetto dalla chiesa cattolica: Barbara Blaine presidente del Survivors Network of those Abused by Priests ha sottolineato la solidarieta’ coi minori vittime di violenze   i cui responsabili si sono sottratti alla giustizia “con manovre legali, influenza politica e l’uso strategico della procrizione”.