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Pixar: the sequel

Losangelista stacca da oggi per una pausa estiva a risentirci fra un mese

un precario di "Toontown" ad un semaforo di LA. Giugno 2010

Mentre Toy Story 3 si avvicina  al traguardo dei $350 milioni di incassi,  un articolo del Los Angeels Times racconta come la Pixar consumato il matrimonio con la Disney stia rischiando una trasformazione da factory dell’animazione originale e indipendente a cantiere di prodotti a “colpo sicuro” voluta dal management di Burbank. A Hollywood molti vedono l’uscita del terzo Toy Story come un segnale di adattamento alla ricetta imperante delle sequel – preferite dagli studios perche’ meno rischiose visto che il pubblico conosce gia’ i personaggi. Bob Iger capo della Disney in particolare e’ un profeta del branding che consente il lauto indotto del merchandising. Pixar invece aveva sempre resistito la formula e l’insitenza Disney su questa questione aveva provocato addirittura la rottura dei negoziati di acqusizione durante il regime Eisner che voleva imporre  una “quota” di sequel a Lassiter e i suoi.  Ora che il merger c’e’ stato e quest’ultimo e’ passato a dirigere la divisione animation di Burbank qualcuno teme che sia passata anche la linea corporate che determinera’ un appiattimento “holywoodiano” dell’offerta. Significa che lo studio che ha prodotto un numero record di storie e personaggi originali  prevedibilmente comincera’ ad andare sul sicuro e sfornare molte piu’ sequel: gia’ in cantiere Cars 2 e Monsters Inc 2.