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FranciaEuropa

Più di 50mila a Parigi contro l’Europa “austeritaria”

Un lungo corteo sta attraversando Parigi, da Nation a place d’Italie. Per iniziativa del Front de Gauche e di una sessantina di organizzazioni, a cominciare da Attac e la Cgt, più di 50mila persone  protestano contro l’imminente ratifica, da parte della Francia, del Fiscal Compact e per chiedere un referendum. I deputati cominceranno a discutere della ratifica del nuovo trattato europeo martedi’. Seguirà poi anche il voto della “legge organica”, corollario del trattato, che inserirà nella legislazione francese la “regola aurea” dei bilanci  senza deficit. Non è un corteo anti-Hollande, ma in molti sfilano con una grande foto del presidente socialista sovrastata dalla  scritta “Ricercato”: per rispondere del rispetto della democrazia. Attac ha scelto di ritrasmettere un pezzo di discorso elettorale di Hollande, quando aveva promesso che avrebbe “rinegoziato” il trattato concluso dal suo predecessore Sarkozy con Angela Merkel. Un’altra grossa foto rappresenta un Hollande con la faccia spaventata: “mai hai paura di Angela Merkel?”. In testa al corteo, Jean-Luc Mélenchon, del Front de Gauche, Pierre Laurent del Pcf ed esponenti delle organizzazioni altermondialiste, dietro lo slogan “per un’Europa solidale, contro il trattato austeritario”, che impone il rigore e nega la democrazia. Molto presente anche l’Npa, il Nuovo partito anticapitalista, che ha portato nel corteo una sfumatura molto più antigovernativa di quella del Front de gauche e, soprattutto, del Pcf. Per Pierre Laurent (Pcf), la manifestazione deve “dare il coraggio alla sinistra per fare la guerra alla finanza”. Nel corteo ci sono anche numerose bandiere dei Verdi, che hanno due ministri al governo mentre i deputati dovrebbero votare a maggioranza “no” alla ratifica del Fiscal Compact. Per Philippe Poutou, che era il candidato dell’Npa al primo turno della presidenziale, l’opposizione a Hollande  che ha scelto di imporre l’austerità per rispettare la regola del 3% di deficit “è nella testa di tutti”. Ma per il momento non c’è ancora opposizione frontale, anche se dalle fabbriche che rischiano di chiudere (Peugeot, ArcelorMittal, Petroplus ecc.) la rabbia cresce e la delusione verso l’azione del governo è ormai più che palpabile. A Parigi, la manifestazione sottolinea che l’austerità sta strozzando i popoli, dappertutto in Europa, mentre la finanza resta intoccabile e il presidente socialista appare impotente. Hollande teme soprattutto che si riaccenda a sinistra la guerra del 2005 (referendum sul Trattato costituzionale), con la maggioranza dei cittadini che si schierano per il “no” ai diktat europei contro i dirigenti che scelgono il “si'”.