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Rovesci d'Arte

Pillole del sapere a scuola, audizione di Profumo sullo scandalo

Le pillole amarissime che la scuola è costretta a inghiottire sono sfilate tutte insieme in un servizio su Report di domenica scorsa, facendo sobbalzare sulle sedie, studenti, docenti e dirigenti delle scuole pubbliche italiane. Adesso sono diventate un caso in parlamento. E una vera patata bollente per il governo dei tecnici. Dopo la trasmissione di Report andata in onda domenica dal titolo “La banca degli amici” il presidente della Commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni ha convocato  il ministro dell’istruzione Francesco Profumo per un’audizione su quanto emerso nella puntata e il ministro ha avviato un’ispezione interna per fare chiarezza sull’acquisto delle “Pillole del sapere” da parte dell’Ansas, l’agenzia ministeriale che si occupa di autonomia scolastica, e sul finanziamento di oltre 5 milioni di euro nell’ambito del progetto Smart Cities. Mentre le scuole non hanno nulla e si preparano tagli per centinaia di milioni, il Ministero decide di spendere 730 mila euro per le Pillole del sapere e per format prodotti da Interattiva Media, la società di Ilaria Sbressa, moglie di Andrea Ambrogetti, il responsabile relazioni istituzionali di Mediaset e presidente di Dgtvi, l’associazione per il digitale terrestre. Chiunque abbia visto il servizio giornalistico l’altra sera, avrà anche notato le facce degli intervistati (tipo Biondi), il loro non ricordarsi nulla, il loro asserire con gli occhi sgranati che “non sapevano”, che non sono loro i diretti interlocutori…

Forse su un caso così eclatante di scambi di favori e soldi pubblici buttati al vento in un momento durissimo per la scuola, ci si aspetta che qualcuno si dimetta. Chi è responsabile di quell’insulto, lasci la poltrona. Anche se è solo un “tecnico”.