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Horror Vacuo

Luca Ferrari a Pezzi

Audio, navigo, video è un mondo da esplorare, ma senza dimenticare sentire, viaggiare, guardare.
Stefano Benni

“Pezzi” non è soltanto l’unità di misura della cocaina venduta dagli spacciatori, ma una piccola, umile istigazione alla Speranza. Il documentario realizzato da Luca Ferrari – Premio Prospettive per il migliore Documentario al Festival Internazionale del Film di Roma – è come un bambino che sceglie di diventare adulto da una narice e restare bianco-candido dall’altra. La sua (fuorilegge) dolcezza abita tutta nelle lettere, nei disegni, nelle strisce, nei graffiti del Laurentino 38, così come nella “bisca del Pantera” e in quelle architetture storpiate dallo sfruttamento urbanistico. Come gli zombie di Romero, i pezzi della periferia romana gravitano attorno alla torre d’avorio (il Colosseo, la stazione, il cimitero di Trigoria) in attesa di un blues che, notte dopo notte, lutto dopo lutto, gli “ultimi del Paradiso” anticipano sniffando. Due anni di lavoro da fotoreporter, capanne e locali after dark (come la suburbia di Vamp dove si esibiva Grace Jones per infettare i clienti). Luca Ferrari graffia la faccia a bomboniera di chi non vuol vedere e soffoca la violenza (della telecamera) per far parlare il suo reame di stracci. Stracci d’amore, autentici, difficili. Pieni di luce.

Di seguito, l’audio-intervista all’autore di Pezzi.