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Ceci n'est pas un blog

Perché leggere Jimmy Corrigan

Nel momento di massima visibilità del fumetto in Italia, recentemente è arrivata in libreria la riedizione di un’opera, sì chiamiamola opera, di Chris Ware “Jimmy Corrigan – il ragazzo più in gamba sulla terra”. Pubblicato nel 2009 da Mondadori da qualche mese è di nuovo in libreria per merito della Coconino-Fandango.

“Sebbene non fosse nelle intenzioni dell’autore della presente pubblicazione produrre un’opera che alcuno potesse considerare ‘difficile’, ‘ermetica’ o, ancor peggio, ‘impenetrabile’, è sorto all’attenzione del nostro consiglio di ricerca che alcuni lettori, per via di una (interamente scusabile) ignoranza di certe mode che scorrono lungo gli affluenti della ‘cultura giovanile d’avanguardia’ di oggi, potrebbero ritrovarsi sprovvisti dei mezzi per intrattenere un dialogo semantico soddisacente con il teatro pittografico ivi offerto”.

Chris Ware non è un semplice fumettista. E’ un’artista, uno scrittore, un grafico straordinario. Nato quasi 50 anni fa nel Nebraska, non particolarmente conosciuto dal neo pubblico del fumetto in Italia, è uno degli autori più importanti negli Stati Uniti, non uno di quelli che “ha cambiato il fumetto” ma che lo ha portato ad un livello superiore. E ad averlo fatto è stato proprio attraverso il suo Jimmy Corrigan, storia di un 36enne grassottello, impacciato, un nerd pre-computer, vessato dalla propria madre che ne richiede attenzioni quotidiane ma che soprattutto si ritrova ad incontrare per la prima volta suo padre. Questo è lo spunto da cui partono le 400 pagine che vedono 3 generazioni di “Jimmy” muoversi nelle stupende tavole che le compongono.

Jimmy non ha ricordi dell’uomo che è suo padre finché un giorno non arriva l’invito a trascorrere il Ringraziamento con lui. Tutto questo lo getta in uno stato d’animo fatto d’odio e paura. Suo padre non è un supereroe né una cattiva persona. Forse è soltanto un padre inadeguato per un Jimmy che ormai va verso i 40 anni. Del resto è lo stesso Jimmy ad aver paura di non piacere al proprio padre e terrorizzato dall’idea decide di andarlo a incontrare. Da questo momento in poi Ware giocherà con i personaggi, con la linea temporale, mostrandoci i caratteri della famiglia Ware, presente, passato e futuro del buon Jimmy.
“La storia in realtà ruota intorno agli eventi delle cadute, per l’intenzione di rappresentare la crescita e il momento in cui si inizia a conoscere il mondo. Non do un significato specifico e diretto a queste immagini, preferisco pensare che ne abbiano uno poetico che può risiedere in qualsiasi persona che lo legge. Quando l’ho scritto ne avevo un’idea personale, ma è stato così tanto tempo fa che se lo dicessi ora credo che mentirei, perché non ne ho un ricordo chiaro.”

Ho usato apposta la parola romanzo per descrivere il fumetto di Ware perché di questo si tratta. E’ un’opera enorme, sicuramente complessa per alcuni aspetti, ma che merita assolutamente la lettura. Un grande romanzo che ha molto dell’autobiografico, che ha saputo andare oltre al fumetto stesso e al linguaggio a cui quello strumento, in tutte le sfumatura, ci ha abituato. Quando 3 e 2 anni fa sia Gipi che Zerocalcare erano stati messi tra i 12 finalisti del premio Strega molti addetti ai lavori avevano storto la bocca. Invece Ware con il suo Jimmy Corrigan ha vinto il Guardian First Book Award oltre ad essere stato il primo fumettista ad aver vinto l’American Book Award, uno dei più importanti premi letterari americani.

Ma non è solo un discorso sulla scrittura che rende quest’opera di Ware così importante. Non è solo perché Jimmy Corrigan con la sua storia così semplice riesce ad emozionare e a commuovere ma lo è anche grazie a una struttura di tavole e disegni anch’essa fuori dall’ordinario del fumetto ma che è la caratteristica di Ware: una perfezione grafica che va oltre tutto ciò a cui siamo abituati, che attraversa tutte le forme del disegno grafico, dalla scelta dei caratteri a seconda del tipo di tavola alla composizione delle stesse neanche fossimo nella cartotecnica, quella moderna ma anche quella ordinaria. Un esercizio di stile impressionante a cui però Ware ha abituato i suoi lettori. Perché come ha affermato Art Spiegalman “Jimmy Corrigan è una pietra miliare, la dimostrazione di cosa è possibile fare con il fumetto”.

Un fumetto per chi non legge i romanzi e un romanzo per chi non legge i fumetti. Comunque da leggere.

  • Kung Paolon

    forse serviva stampare le tavole più grandi, o forse visto che come jimmy vado verso i 40 mi servono gli occhiali