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Poltergeist

Per un’estate strutturata seriamente

In questa torridissima estate del 2015, chi non avesse ancora visto le serie estive più importanti degli ultimi anni (quasi tutte ormai terminate), o chi volesse dare uno sguardo alle serie di ultima uscita, può fare un’abbuffata di questi telefilm caldamente consigliati a seconda dell’umore, del momento o della compagnia. (qui le prime 4, sintonizzatevi per gli altri consigli la prossima settimana)

1. Depressione rabbiosa. The Wire –

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germano della piacevolezza della sofferenza interiore, a cui tanti di noi sono avvezzi e affezionati, è il devastante fallimento e spreco di mezzi, denaro, energie e vite umane, di questa serie che dà voce, e in uno strano modo catartico anche consola la nostra disperazione e mette in mostra figure di eroi moderni incorruttibili e senza paura.

2. Vendetta allegra. Breaking Bad – un po’ come il Capaneo dantesco, che non si pente nemmeno sotto una pioggia di fiamme, il dottor Heisenberg, alias Walter White, è il parametro del piccolo borghese frustrato, La sua lunga (qualcuno l’ha definita discesa) risalita verso uno status personale e sociale opposto a quello di partenza ne

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fa un eroe portatore di balsamo curativo per quanti vivono un’estate all’insegna della frustrazione.

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3. Sindrome del genio. Burn Notice – Michael Westen è un ex agente della CIA che è in grado di far saltare un edificio in vetrocemento di cinquanta piani solo con una nocciolina americana – e vi spiega come fare, vi girasse l’uzzolo di vendicarvi sull’azienda che vi costringe a lavorare in pieno agosto.

4. Sindrome di immortalità. Mad Men – l’afa vi colpisce nei bisogni più basilari dell’essere umano (fumare, bere, drogarsi e darsi alla pazza gioia)? Niente di meglio che una dose di questa serie in cui (tutti i giorni che Dio manda in terra) si può bere come spugne fin dalle 9 di mattina, passare la notte in bianco fumando tre pacchetti di sigarette (anche al nono mese di gravidanza),

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fare sesso contro pareti, su tavoli ricoperti di tagliacarte, puntine, spille e macchine da scrivere, fumare marijuana come non ci fosse un domani ed essere in grado di presentarsi ben sbarbati, pettinati e senza una piega a un meeting di lavoro con l’idea più brillante che i presenti abbiano mai sentito in vita loro. Con tutto il carico di depressione che grava sulle spalle del protagonista Don Draper, la visione di questa serie genera nello spettatore un’inebriante volontà di potenza.