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Nuvoletta rossa

Per tutti gli anniversari, Batman: l’eroe per tutte le stagioni fa 75

30 marzo 1939. Data d’uscita accertata di Detective Comics #27, magazine lanciato dalla National Periodical Publications pochi mesi dopo il trionfale debutto di Superman. Un autentico graal degli albi da collezione, fra i pochissimi a superare il milione di dollari nelle aste dedicate alle icone pop. Merito di quel curioso vampiro mascherato in copertina, ali spiegate nella skyline urbana, e un gangster fra le grinfie. “Le stupefacenti ed eccezionali avventure de Il Batman”, recitava lo strillo. Settantacinque anni dopo, l’Uomo Pipistrello è ancora fra noi, magari un po’ acciaccato nelle tirature, ma sempre in grado di tradurre il suo appeal spiccatamente junghiano in travolgenti perfomance di pubblico e di critica.

"Detective Comics" # 27 (1939) - © DC Comics

“Detective Comics” # 27 (1939) – © DC Comics, Inc.

Un successo del genere non avrebbe potuto prevederlo neanche Robert Kahn alias Bob Kane, creatore del personaggio. Che nel 1938, ispirato dal miraggio della ricchezza e dal successo dei primi eroi in costume aveva abbozzato i primi schizzi del suo eroe. C’eravamo quasi, ma a “Bird-Man” (sic) mancava il quid: sfoggiava, sì, un bel paio d’ali da chirottero ricalcate sui disegni leonardeschi. Ma la calzamaglia era di un rosso sgargiante; e nella mascherina nera, nemmeno un accenno delle grandi orecchie che di lì a poco avrebbero completato il suo look. Per fortuna, Kane si era scelto come assistenti lo sceneggiatore Bill Finger e il penciller Jerry Robinson. È grazie a loro se oggi abbiamo il Batman total black con la voce da garguglia e quei cattivi così irresistibili. Grazie a loro, e ad altre influenze d’antan, dai titoloni sui successi di Edgar J. Hoover contro Dillinger e Capone, ai villain lombrosiani disegnati da Chester Gould sulle strip di Dick Tracy, fino a eroi pulp come Zorro o il misconosciuto The Black Bat. Proiettando la sua silhouette sinistra ben oltre i confini della legge, sorretto dalla propria ira di bambino traumatizzato, un super-potere a misura di ogni lettore, Batman se li è magnati tutti. Ed è sempre riuscito a sintonizzarsi con la pancia del pubblico. Generazione dopo generazione.

Le (re)incarnazioni, ovviamente, non si contano. C’è il Batman “legge e ordine” degli anni immediatamente successivi alla fine del proibizionismo; quello fantascientifico dei fifties, figlio della guerra fredda e delle psicosi sulle invasioni aliene; quello leggero e frilloso del serial Tv della Abc, prossimamente in una attesissima edizione home video; e poi, l’eroe noir degli anni di Nixon, e quello anarcoide dell’era Reagan. Avventure prodotte da Maestri della nona arte come Gardner Fox, Archie Goodwin, Dennis O’Neil, Steve Englehart, Dick Sprang, Carmine Infantino, Neal Adams o Marshall Rogers. Storie che fino a pochi anni fa toccava recuperare a carissimo prezzo sugli scaffali delle librerie antiquarie nelle edizioni Mondadori, Williams e Cenisio, e che oggi fanno parte del ricco catalogo della RW/Lions Comics, licenziataria italiana del Marchio DC, sotto forma di collane e speciali monografici per tutte le tasche.

Batman e Joker secondo l'artista Greg Capullo - © DC Comics, Inc.

Batman e Joker secondo l’artista Greg Capullo – © DC Comics, Inc.

Settantacinque anni dopo quel numero 27 di Detective Comics, l’avventura continua anche in edicola nel classicissimo mensile spillato dedicato al Dark Knight, che proprio in questo inizio 2014 propone ai lettori Batman: Anno Zero, rilettura della nascita di Batman firmata dall’autore di best-seller Scott Snyder e dal Disegnatore Greg Capullo. È un personaggio violento, non privo di humour nerissimo e venature horror, che distilla in un serial più adulto del previsto l’eroe delle origini, quello noir di storyline come Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller e ovviamente il Batman dolente e spietato della trilogia di Nolan. Un ritorno alle origini che scavalca l’estetica del personaggio per riflettere come uno specchio di ossidiana le incertezze, le paure e le miserie di un mondo sempre pronto a votarsi ai cavalieri neri dalle maniere spicce. Non solo sui fumetti, purtroppo. Ma il traguardo delle settantacinque candeline merita comunque un applauso: dunque, buon compleanno, vecchio pipistrellone.