closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
in the cloud

Per il manifesto la notizia, oggi, siete voi

Lo confessiamo: siamo travolti. Abbiamo i lettori più belli del mondo. Quasi ci dispiace per gli altri. Per pubblicare come meriterebbero tutte le lettere, le email, i tweet e le foto che ci avete spedito in appena tre giorni non basterebbe la foresta amazzonica. Scusateci se non trovate proprio la vostra qui sotto e nelle ultime pagine, ma le leggiamo tutte e ce le passiamo tra noi come se fossero l’ultimo flash d’agenzia.
Perché la notizia, oggi, siete voi.

Nonostante la neve che ha reso ancora più critica la nostra già critica distribuzione, le primissime stime parlano di un aumento delle vendite del 30%: il manifesto era esaurito in molte edicole a metà mattinata (ma si può sempre comprare il pdf sul sito). Oggi, in tempi così difficili per tutti, è una precisa scelta politica ed editoriale quella di lasciar scorrere gli affetti. Perché la liquidazione, come tutti i momenti di crisi, è anche il momento del cambiamento e della verità.

Abbiamo ricevuto solidarietà da ogni dove. Da vecchi e nuovi compagni. Ci scrivete da Madrid, Tokyo, Parigi, Berlino, Atene. In due giorni le sottoscrizioni di singoli sostenitori (ieri 86 persone) sono arrivate già a 35.357 euro. Senza contare i temerari «mille per mille euro» lanciati da Valentino.

Lo confessiamo: la reazione ci ha sorpreso. E poi travolto. Su facebook molti hanno cambiato la foto del proprio profilo mettendoci la testata del giornale. «Voi siete parte di me!», scrive Fabiana Magro. Lettori storici e recenti confessano la loro relazione con il giornale. «Sono 27 anni che vi leggo, ho già un abbonamento ma comprerò da oggi 2 copie e le lascerò in giro …forza che ce la facciamo anche questa volta!!!», scrive Luciana Casciardi. E Antonio Folchetti: «Io ho meno di vent’anni, ma vi leggo da quando ne avevo 14, non posso esprimermi su cosa sia stato il manifesto quarant’anni fa e quanto possa essere “degenerato” nel tempo, semplicemente perché non c’ero. Io dico solo che in questo giornale ho sempre trovato tanti spunti di riflessione, di critica e di analisi che hanno contribuito (e non poco) alla mia formazione politica e culturale. Non riesco a immaginare, un domani, di entrare in edicola e non trovare il “mio” manifesto». Antonio: il “tuo” manifesto è anche il nostro. E’ per te che scriviamo.

«Il manifesto è certamente imperfetto, molto – riflette Franco Padella – a volte troppo. Ma è nel nostro presente che deve vivere, non nella nostra storia. E’ forse l’unico luogo pubblico (comune?) dove una sinistra che abbia la voglia di pensare e praticare idee di cambiamento (di cambiamento, non semplicemente di identità) può ancora esistere».

Cambiamento e identità. E’ la sfida della sinistra. La nostra sfida. Non a caso fanno capolino qua e là, sul Web soprattutto, minidibattiti accesissimi su cosa fare del manifesto di domani, se ce la farà a resistere.

Tutti ci implorano di migliorare la nostra presenza su Internet. Qualcuno preferirebbe un settimanale come agli inizi. Altri si spingono fino a immaginare un nuovo grande giornale di tutta la sinistra. Ma forse c’è già. O forse è tutto ancora da costruire e la storia è solo agli inizi.

dal manifesto dell’11 febbraio 2012