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Anziparla

Peppa Pig, quella pericolosa femminista

Peppa Pig è una «minaccia» per i nostri figli e le nostre figlie (avete capito bene, una «minaccia»). L’ha scritto il giornalista Piers Akerman nel suo blog sul Daily Telegraph che è stato ripreso ironicamente da Alex McClintock sul Guardian. Non solo Peppa Pig è «femminista» (avete capito bene, «femminista» detto in quel modo lì), ma anche una «rabbiosa marxista-leninista».

Peppa Pig è la protagonista di un cartone animato che si chiama come lei, che si rivolge ai bambini dai sei anni in giù e che è arrivato in Italia nel 2010: attualmente è distribuito in 180 paesi. L’hanno inventata e creata Phil Davies, Mark Baker e Neville Astley (un lungo articolo del Financial Times ricostruisce tutta la vicenda con aneddoti, rifiuti e successi).

Peppa è un maiale di circa cinque anni che vive in una casa sulla collina con il fratellino George, mamma Pig e papà Pig. Poi ci sono i nonni (nonna Pig e nonno Pig) e un gruppo di amici che non sono maiali: Susy Pecora, Emily Elefante, Danny Cane, Rebecca Coniglio e così via (l’iniziale del nome corrisponde a quella della specie). I disegni sono a due dimensioni, i colori pieni, ogni puntata dura 5 minuti e si conclude con i personaggi che si buttano a terra ridendo o nelle pozzanghere di fango a festeggiare.

Oltre a questo, c’è molto altro, ed è vero. Di seguito, i «peggiori eccessi» (avete capito bene, i «peggiori eccessi») della piccola Peppa elencati sul Guardian:

– In ogni episodio di Peppa Pig si insiste sul multiculturalismo, con volpi e conigli, lupi e pecore che sono vicini di casa e vanno a scuola insieme. Le diverse specie animali hanno ciascuno il proprio verso e delle abitudini che li rende differenti dagli altri. «Che cosa ci possono guadagnare i bambini dall’eccessiva esposizione a questo mondo fantasioso e lontano dalla realtà?»

peppa Pig

– Peppa Pig «fa propaganda a favore degli omosessuali». Ecco una prova:

omosessuali

– Mamma Pig mette spesso in guardia i suoi figli «dai mali presunti del consumismo»: il cartone animato insegna ai bambini «la terribile lezione che non abbiamo bisogno di beni e denaro per essere felici». In ogni episodio Peppa Pig riesce a infilare «uno spinto ambientalismo». Sono continui i riferimenti al ciclismo e, «implicitamente alle piste ciclabili».

riciclaggio

– Infine c’è la questione del femminismo di Peppa Pig: il cartone insegna che gli uomini e le donne possono fare le stesse cose, mamma Pig lavora al computer, papà Pig cucina, passa l’aspirapolvere ed è un inetto nei lavori che tradizionalmente spettano al “maschio di casa”, Madame Gazelle (l’insegnante di Peppa) suona in un gruppo rock tutto al femminile e ci sono anche delle madri-senza-uomini come Mummy Sheep.

femminismo

Che rimpianto per Hello Kitty, gattina senza bocca e sempre associata alle faccende domestiche. Peppa Pig parla, insegna che può esserci la parità tra uomini e donne, che le mamme anche lavorano e i papà  anche cucinano, che spiega come si fa la raccolta differenziata e che mostra che si può convivere nelle differenze. Tenete lontani i vostri bambini da questa «oscenità». Avete capito bene, «oscenità».

(Grazie a Francesco Costa per la segnalazione)

  • Guido Trotter

    L’articolo sul Guardian è sfacciatamente ironico, vi è chiaro?

  • giulia siviero

    Certo. Pen­savo fosse abba­stanza chiaro, ma dai com­menti direi pro­prio di no. Ho pre­ci­sato, gra­zie. g.

  • giulia siviero

    Certo. Pen­savo fosse abba­stanza chiaro, ma dai com­menti direi pro­prio di no. Ho pre­ci­sato, gra­zie. g.

  • Paola Alimonti

    peppa pig femminista? ma se il papà va al lavoro mentre la mamma a casa fa torte con i bambini! secondo me questo cartone è pieno di stereotipi di genere…

  • Niccolò Benvenuti

    Oibò

  • Manjola Toska Korreshi

    Adoro peppa

  • Maurizio

    Tra l’altro Akerman non parla mai di “minaccia”, quel virgolettato è quantomeno azzardato. Inoltre che il resto dei virgolettati non siano di Akerman ma dell’ironica esagerazione di McClintock si capisce solo andando a leggere gli articoli originali. Tutte cose per chi capisce l’inglese, ovviamente, gli altri penseranno veramente che Akerman abbia scritto una filippica contro Peppa Pig che promuove le unioni gay, la parità ecc.

  • http://fcoraz.blogspot.com/ fcoraz

    La madre sta a casa da dove telelavora…

  • Piero Vereni

    Con la seconda figlia, ora di 5 anni, ho iniziato a guardare Peppa Pig appena è uscita su Rai Yoyo. Non mi piaceva all’inizio, mi sembrava anche troppo infantile e ora invece, dopo centinaia di puntate viste assieme a mia figlia, la adoro. E’ tutto giusto quel che dice il Guardian, si tratta di un personaggio estremamente moderno e politically correct, ma credo che il successo per i bambini stia nella sua natura ansiolitica.
    Se ci fate caso, ogni puntata affronta un tipico “dramma” infantile (cade il gelato, ci si sporca con il fango, si va al mare ma c’è freddo e non ci si può bagnare, i piccoli non vogliono dormire mentre ci sono parenti a cena, si combina qualche disastro dentro casa) e viene sistematicamente smontato lo sguardo “catastrofista” degli adulti normali e borghesi (noi genitori, insomma). Tutto quello che nella vita reale porterebbe alla tragedia domestica nel mondo di Peppa viene ricondotto alla sua vera natura di evento facilmente risolvibile o addirittura godibile. Immaginatevi la reazione del tipico genitore italiano di fronte alla figlia che voglia zompare nelle pozzanghere, guardate la reazione di Papà Pig e Mamma Pig (che partecipano alla voglia di divertimento dei figli) e avrete una chiave del successo planetario di questo cartone.
    Peppa Pig è un atto sereno di smascheramento della nostra (genitoriale) incapacità di sdrammatizzare o, meglio, un invito a farlo in modo sistematico. Papà Pig, con tutta la sua imbranataggine, con tutto il suo stupido egocentrismo si rivela un padre sano quando non sbraita come un folle perché la figlia ha fatto gli aeroplanini con i suoi “Importantissimi” documenti. Da quando ho visto quella puntata, Papà Pig è il mio Buddha.

  • giulia siviero

    si sono di McClintock (come da link) e sono ironiche. Meno l’articolo di Akerman che cita il cartone come esempio di malatv.

  • giulia siviero

    sono d’accordo con te, il successo sta altrove per i bambini. ma piace anche agli adulti per tutto quel che racconta il Guardian.

  • Iacopo Ghelli

    Posto qui il mio commento sull’articolo “tutte pronte” perché hanno disabilitato i commenti a quell’articolo (e a questo no, bizzarro).
    L’articolo è ideologico, perché vuol criticare la grammatica italiana senza analizzarla, citando solo sentenze dell’accademia della crusca senza spiegarle.

    Conosco bene le professioni del mio settore (medico-scientifico) e nessuno si è mai lamentato di non essere anestesisto, geriatro, psichiatro, laboratoristo, dietisto, odontoiatro, otorinolaringoiatro, fisiatro, fisioterapisto, pediatro, oculisto, farmacisto, genetisto, igienisto, terapeuto, agopunturisto, internisto, diagnosto, salutisto, per citarne alcune…

    L’articolo non dice che in italiano molti mestieri finiscono in o (e dunque sono maschili) mentre l’arte, il nome collettivo o la materia è di per sé femminile (quindi la discriminazione è solo ideologica, perché altrimenti gli uomini dovrebbero adirarsi che tutti i nomi collettivi o di arti sono al femminile)

    è spiegato quindi

    magistrato-magistratura (e non magistraturo ch’è un aborto), avvocato-avvocatura (avvocaturo?), architetto-architettura, chirurgo-chirurgia; mentre chimica fisica matematica l’areonautica ecc… sono materie e quindi sarebbe folle metterle come mestieri.

    Oggettivamente alcuni nomi citati come alternative al femminile sono buoni (avvocata è un attributo che si da alla Madonna già nel latino prima che in italiano), altri sono obrobriosi ma anche qui l’articolo dice « cacofonico, suona male » in modo presuntuoso (come se suonasse male perché siamo tutti maschilisti), senza spiegare il perché suona male, dimenticando da ignorante o colpevole che l’italiano non ha solo regole grammaticali MA ANCHE FONETICHE; a tal proposito

    Assessora (che ho trovato nei commenti) è un aborto fonetico, non perchè il suono e viene sostituita con la a, ma perché così facendo cambiano gli accenti all’interno della parola Assèssore-Assessòra, così facendo si chiude la o che foneticamente la nostra lingua cerca il più possibile di evitare giacché cozza con la dizione italiana.

  • WhiteR

    siete dei fenomeni: questo è la vostra apocalisse chiarificatrice.

    appunto, da Marx a peppa pig….

    consiglio a tutti le letture e i video del filosofo Diego Fusaro, su capitalismo e Marx.

    A quando la cocacola di, che ne so’, Gramsci?

    oppure il mac donald’s di Genitle?

    spero vi estinguiate presto, per una rinascita della sinistra.

  • demetria voice

    cazzo ma vedete il male ovunque,peppa pig è un normalissimo cartone per bambini ed è innocuo altro che minaccia anche messo in grassetto per tutti quelli che la pensano come l’intelligente mente che ha scritto l’articolo,andate a lavorare.

  • Giulia Siviero

    Non so perché sono disabilitati, ora cerco di rimediare. g.

  • teo

    In peppa pig vi è sempre un simbolo satanico in bella mostra.quando la protagonista si sporca con il fango la macchia sul vestito è una stella a 5 punte rovesciata.in un altro episodio viene mostrato la raffigurazione di un tempio massonico con evidenziate le due colonne Jachin e Boaz sormontate dal triangolo con l occhio onniveggente(puntata degli aeroplani di carta).