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Pentagono: consolato a Hollywood

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L’attacco a Zero Dark Thirty di alcuni altolocati senatori contrariati dalla rappresentazione delle torture americane e la conseguente esclusione della regista Kathryn Bigleow dai candidati oscar,  hanno riaperto la pratica dei rapporti fra Hollywood e Pentagono. Quest’ultimo a Los Angeles mantiene un efficente ufficio di “assistenza alla produzione” attraverso il quale gli studios possono assicurarsi la collaboroazione di mezzi e personale militari alla condizione di soddisfare i requisiti di immagine positiva imposti dai comandi. Una simbiosi di cui sono frutto film celebratori come Top Gun (che si dice abbia fruttato all’epoca 20000 nuove reclute per l’aeronautica) o quest’anno Act of Valor, il lungometraggio promozionle per l’arruolamento coprodotto dagli alti comandi della marina che hanno messo a disposizione i Seals che lo interpretano, e i para’ che per l’anteprima si sono lanciati su Hollywood boulevard. Chi non e’ stato al gioco, come Coppola o Oliver Stone, e’ invece stato boicottato e per mezzi e comparse di Platoon e Apocalypse Now si sono dovuti rivolgere ad altri eserciti, come quello filippino. 13 Days sulla crisi dei missili sovietici a Cuba venne bocciato a causas dele scene in cui i generali consigliavano a Kennedy un attacco preventivo a Cuba (come effettivamente fu) un immagine ritenuta con costruttiva dall’ufficio di assistenza speciale ai media su Wilshire boulevard dal quale il diartimento della difesa elargisce truppe, aerei, istallazioni o  portaerei – al produttore col copione giusto. In caso contrario i consulenti del pentagono saranno lieti di apportarvi le modifiche necessarie a renderlo tale.

LucaCelada

  • Paolo1984

    però la candidatura a miglior film è rimasta