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Napoli centrale

Pdl Campania: a volte ritornano

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Che sia proprio il deputato Luigi Cesaro a fare da testa d’ariete sul giuramento di fedeltà all’ex Cav la dice lunga sullo stato del Pdl, ma soprattutto sul fuggi fuggi generale dalla nave che affonda, una pratica di cui i campani in genere sono grandi maestri. “In un momento tanto delicato per il Paese, non abbiamo certo bisogno di gossip su presunti ‘tradimentì pseudo politici, quasi sempre scritti intingendo la penna nell’inchiostro avvelenato”, scrive in un comunicato l’ex presidente della Provincia, lo stesso di una miriade di gaffe ancora reperibili su Youtube, dal Tic tac (dicktat) di Berlusconi, all’ad della Fiat chiamato Melchiorre, per passare da condizionali e congiuntivi messi a piacere. Questa volta ci parla di “inchiostro avvelenato”, gli articoli a cui si riferisce il parlamentare, che ha abbandonato al suo destino anche il suo amico di scalate politico Cosentino, riguardano le supposizioni degli ultimi giorni che indicavano almeno una 20ina tra deputati e senatori pronti alla defezione e a passare in un gruppo misto pur di non far cadere il governo Letta. Tra questi pareva in un primo momento esserci molti della Campania, come Ciro Falanga, Giuseppe Esposito, Pietro Esposito, solo per nominarne alcuni. Ma ieri invece hanno preso carta e penna e annunciato il “monolitico appoggio” a papi Silvio. Addirittura proprio Falanga va giù duro e annuncia querele: “Perseguirò legalmente chi, attraverso queste continue illazioni, intende sfregiare la mia immagine ed inquinare il mio rapporto con l’elettorato del centrodestra”.

Una sfilza di comunicati arrivati nelle redazioni in pochi minuti, e ammesso la buona fede dei parlamentari in questione, per molti potrebbe significare anche altro, cioè che l’arrembaggio non sia riuscito e l’operazione transfughi sia rientrata. I numeri di un possibile Letta bis, sarebbero stati in ogni caso risicatissimi, per non parlare dei problemi che si sarebbero presentati nelle commissioni. E poi si aspetta anche il salvataggio di Berlusconi, che si ostina a voler far andare tutti a picco con lui (eventualmente).

Sui gettonatissimi presunti tentativi di salire sulle scialuppe del Pd interviene il coordinatore del Pdl: “Personalmente considero la cosa offensiva per l’intera dirigenza campana (parlamentari, consiglieri regionali, ecc.), la quale, come noto nel partito, è particolarmente compatta, essendo cementata sia da un comune sentire politico (non scalfito dalle diverse categorie ornitologiche) e sia, ciò che più importa, dalla democraticità con la quale vengono assunte le varie decisioni e da veri e solidi rapporti di amicizia”. Così a 48 ore parla anche Nitto Francesco Palma, lo stesso che aveva rincorso Cosentino fuggito via con le liste lo scorso gennaio e che aveva minimizzato dicendo non esserci nessun problema nel partito (poi O’ mericano venne arrestato). L’ex ministro della giustizia ci tiene infatti a precisare che “tutto il gruppo ha consapevolezza di avere l’onore di rappresentare la popolazione di una regione storicamente roccaforte del centrodestra e da sempre tra le più vicine al Presidente Berlusconi”. Perfetto.