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Islamismo

Paura del minareto svizzero

La Svizzera (con un referendum, 29 novembre 2009) ha deciso di proibire la costruzione di nuovi minareti (ne esistono quattro). I “nostri” islamofobi (da Borghezio a Gasparri) hanno subito plaudito alla decisione. La Svizzera è abituata (per legge) a decisioni a colpi di referendum che non sempre garantiscono scelte democratiche. Anzi. Su temi così delicati il voto popolare rischia di esprimere i sentimenti più arcaici e oltranzisti. È questo il caso. La Svizzera si mette simbolicamente sullo stesso piano dell’Arabia saudita, che vieta la costruzione di chiese, e fornisce argomenti ai movimenti islamisti. Ma non è solo per questo che sono contro la decisione “svizzera”: penso che un paese multiculturale e multireligioso debba dare spazio alla costruzione di luoghi per esercitare il culto (in Svizzera non sarà tuttavia proibita la costruzione di moschee “mutilate” del minareto), perché se non c’è uno spazio pubblico, frequentabile da tutti, riconoscibile, si finisce per condannare alla clandestinità i fedeli di un culto con tutto quello che comporta. Gli estremisti potranno facilmente alimentare il fanatismo contro chi limita il loro spazio. Il minareto è inoltre un mezzo per rendere pubblico il sermone e (per chi nutre timori) anche controllabile.

Qualcuno si chiederà allora perché sono contro il crocefisso nelle scuole. È diverso avere un simbolo religioso dentro un luogo pubblico destinato alla formazione e educazione di bambini di religioni diverse, rispetto al garantire la visibilità della pluralità religosa per strada. Naturalmente la costruzione di chiese e moschee con minareto devono essere regolati come tutti gli altri edifici da un piano urbanistico che li renda armoniosi con l’ambiente. Almeno io la penso così. Tuttavia non siamo ancora al paradosso di alcuni paesi musulmani dove a seguito di un conflitto o dopo l’arrivo di islamisti radicali finanziati dall’Arabia saudita o dall’Iran si sono costruite centinaia di moschee faraoniche.

Già in Svizzera si parla (da parte dei promotori del referedum) di proseguire con refedrendum per proibire il burqa, i matrimoni forzati e le mutilazioni sessuali. Come se le violazioni dei diritti delle donne e la mutilazione di un corpo potesse essere paragonato alla costruzione di un minareto! Di questo continueremo a parlare, anche il nostro paese ci offre l’occasione.

  • monica

    Castrazione simbolica decretata a furor di popolo. Non potendo impedire al dittatore iraniano di dotarsi di missili nucleari, si abbattono i minareti dei musulmani europei. Un monumento alla frustrazione occidentale: sinistro, stupido e ignominioso.

  • alma

    Perchè certa Sinistra si mostra più “Musulmana” dei Musulmani ?
    I Musulmani progressisti hanno salutato con favore l’esito del Referendum Svizzero specificando però che il pericolo : ” non è certamente il minareto, ma chi ci sta dentro” ?
    Perchè la STRAGRANDE maggioranza dei Musulmani sanno benissimo che dietro questi Imam improvvisati (che rappresentando si e nè il 2 % dei Musulmani Europei) c’ è il Fondamentalismo ed il Terrorismo
    Cosa che certi Vescovi e molti Comuninisti “sembrano” non aver capito
    O forse fingono di non capire ?
    Ma quale interesse avrebbero Chiesa Catolica e Sinistra Estrema ad andare CONTRO la stragrande maggioranza dei Musulmani per schierarsi in difesa di pochi “fanatici” Fondamentalisti ?
    Posso giustificare il Vaticano, che dice di operare così nel tentativo di preservare i Cristiani da rappresaglie nei paesi musulmani “caldi”
    ( Pakistan, Indonesia ecc ) , ma proprio non riesco a comprendere la posizione di certa Sinistra estrema da sempre Laica e miscredente
    Purtroppo costoro, nel VUOTO assoluto di qualsiasi strategia politica valida, si sono innamorati dell’Islam Fondamentalista e Terrorista nella speranza cervellotica di usarla come V colonna per scardinare la democrazia occidentale
    Un’altra illusione che li allontanerà sempre più dal voto popolare e li confinerà stabilmente in posizioni extraparlamentari !
    Un’altro favore posto su un piatto d’argento a Berlusconi !

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo

    Arabia Saudita e Svizzera hanno molto in comune. Ad esempio (1) i soldi e (2) la chiusura verso l’esterno.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @alma non so a chi ti riferisci esattamente nella sinistra radicale, visto che scrivi sul mio blog spero che tu conosca le mie posizioni e tutte le prese di posizione, spesso scomode per la sinistra, che ho preso in anni di lavoro nei e sui paesi musulmani. Denunciare il relativismo culturale di una buona parte della sinistra è un conto ma fare di tutta un’erba un fascio buttando a mare le lotte faticose su chi si è mosso su un terreno così difficile ma non ha mai rinunciato a difendere i diritti delle donne musulmane mi sembra ingeneroso e poco onesto. La questione del minareto è diversa, si tratta di una valutazione: è meglio tenere i musulmani credenti chiusi dentro cantine a pregare o permettere che preghino alla luce del sole sapendo che cosa dicono? Io penso che sia meglio la seconda. I musulmani come i crisitiani i gli atei non la pensano tutti allo stesso modo e se isoliamo anche i musulmani moderati finiremo per buttarli fra le braccia degli islamisti che avranno buon gioco a dire che non si possono esprimere liberamente in paesi dove c’è la pluralità religiosa. giuliana

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @lorenzo per fortuna in Svizzera non siamo ancora agli eccessi sauditi, ma occore stare attenti
    giuliana

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo

    @alma – i “musulmani progressisti” di cui parli sono la Sbai. Infatti riporti esattamente ciò che ha detto la parlamentare del PdL al riguardo del referendum in Svizzera. La Sbai non è l’unico polo progressista mondiale. Ve ne sono ovunque, benché spesso negletti e discriminati. Comunque mettere un minareto vicino a una moschea non è granché fondamentalista. Lo fanno quasi tutti i musulmani da circa 1500 anni. Semmai “fondamentalista” è NON metterlo. I primi wahhabiti, nel ‘700, erano contro i minareti. Li giudicavano poco conformi alla “purezza” originaria della comunità di Medina, dove la chiamata alla preghiera si faceva dal tetto di casa di Maometto. Altri musulmani “marginali”, come ad esempio i kharigiti, nella storia hanno “dissimulato” le moschee per non farsi individuare da chi era contro di loro. In Svizzera la dissimulazione è “provocata” da un referendum…. Insomma alma: fatti due conti, togliti l’abito ideologico e cerca di ragionare con la tua testa.

  • Rosario

    Cara Giuliana, le motivazioni originali del movimento referendario in Svizzera
    sono oggettivamente agghiaccianti. Purtroppo secondo me fa anche male negare
    l’arretratezza di un certo tipo di Islam. Che si scontra di certo con l’ignoranza di
    certe fazioni di casa nostra. Però, un po’ serio un po’ no, fossi stato in Svizzera
    sarei stato contento della decisione: l’appello alla preghiera mezz’ora prima
    dell’alba, con conseguente sveglia di tutto il vicinato, è davvero troppo.
    Ma chissà, in un paese ideale forse se ne poteva discutere.

  • http://www.mediterraneoecultura.it Urs

    Vorrei rispondere (da Lugano) ad Alma. L’iniziativa era assolutamente ingannevole. Non capisco come i musulmani “progressisti” possano salutare con favore l’esito. Lo scrittore Alaa Al Aswany ha scritto bene nell’articolo apparso su “Il Sole24 ore” l’8.11.2009 “… se l’SVP vince, l’Islam diventerà, ufficialmente e legalmente, una religione che incita alla violenza, all’odio e all’omicidio, e ciò avrebbe effetti negativi sulle comunità musulmane in tutti i paesi occidentali.” Non si trattava di votare contro gli estremisti islamici, ma l’obiettivo era l’altro, il diverso e come tale, nemico. Saramago scrisse a proposito: ” Noi, uomini bianchi, civilizzati e ricchi, non accettiamo che l’Altro dica “io”.
    Trovo pure errato e pericoloso elogiare la democrazia; basti pensare che anche Hitler fu eletto democraticamente. Quello che è mancato – e manca tuttora – era ed è l’impegno concreto degli
    scrittori, intellettuali che spesso si rinchiudono in un incomprensibile silenzio. Dobbiamo assolutamente trovare un modo per comunicare con tutte quelle persone che si lasciano troppo facilmente ingannare da una propaganda (costosissima) che fa leva solo sulla paura e l’egoismo.

  • amina

    Ha perfettamente ragione Giuliana: saranno gli estremisti islamici a gioire, insistendo sul “ve l’avevo detto che ci odiano”.
    Per il resto non sono d’accordo per niente su come Giuliana vede il velo, che io porto per scelta da quando avevo 35 anni (sono anzianotta, di origine turca, cresciuta in Italia) e che NON E’ un simbolo di sottomissione della donna, come la barba non e’ simbolo della sottomissione dell’uomo.
    Se veramente a questa gente importa delle mutilazioni genitali femminili, vadano a fare le loro battaglie nei paesi dove veramente avvengono, oppure lottino per il diritto delle bambine afghane ad andare a scuola, o contro la violenza domestica in Pakistan. Abolire il minareto portera’ solo acqua la mulino dei facinorosi.

    Alma: quale “maggioranza” dei musulmani e’ d’accordo col divieto?! Con rispetto per suad Sbai, non mi pare che da sola faccia la “maggioranza” dei musulmani.

  • Giovanni R

    La sinistra ha lottato contro la chiesa, ma non lotta contro il fascismo islamico. Dove sono finite le femministe? Perche`non protestano contro l`islam?

  • Pamela

    Sono svizzera e accolgo con dispiacere il risultato della votazione. Purtroppo è un brutto segnale; ancora una volta ha vinto la paura del diverso determinata dall’ignoranza e questo atteggiamento va contro i principi stessi di multiculturalismo che caratterizzano la Svizzera. In un momento come questo in cui la nostra immagine nel mondo è già abbastanza negativa, questo risultato non ci aiuterà di certo.

  • lina

    Non esistono referendum buoni e referendum cattivi. Se così fosse allora che dire di quelli che hanno respinto il nucleare o sancito il divorzio….? Sono forse da mettere in discussione ?
    Il referendum svizzero ha solo dimostrato la distanza tra una classe dirigente (ovvero che si illude di esserlo) e il suo fallimento culturale. Poichè dal 11/01 ad oggi non ha saputo convincere la gente delle sue ragioni.

  • danilo recchioni baiocchi

    Ma come si fa ragionevolmente a paragonare la Svizzera all’Arabia Saudita???
    In Svizzera non c’è alcun divieto di preghiera, proselitismo, comunicazione, possibilità di far conoscere il proprio pensiero. In Arabia Saudita si passano grossi guai al solo avere indosso un crocifisso o a dire che non si crede a Maometto come profeta. Ma stiamo davvero perdendo il senso della misura? Per favore, cerchiamo di non fare disinformazione.
    Il segnale che viene dalla Svizzera è molto chiaro, come la reazione in Italia alla sentenza sul crocifisso, e dovrebbe far riflettere chiaramente tutti gli aristocratici che pretendono di interpretare il bene del popolo in democrazia: c’è un limite a tutto, che i popoli europei non vogliono venga superato. Gli Svizzeri hanno capito che il minareto è il simbolo esteriore dell’occupazione del territorio da parte di una comunità religiosa, quella islamica, votata alla conquista del mondo, pacifica o violenta a seconda delle circostanze (il jihad è uno dei cinque pilastri della religione). Gli Svizzeri hanno lanciato un segnale chiaro: pregate e dite la vostra quanto volete, ma non pensiate di farla da padroni qui.
    Non è un messaggio xenofobo. Gli Svizzeri hanno già respinto diversi referendum chiaramente xenofobi. E’ un chiaro segno di islamofobia, nel senso letterale del termine: non vogliamo che una visione totalitaria dell’uomo e della società come quella islamica esca da limiti tollerabili, perchè vogliamo che la nostra rimanga una società libera. E le società fondate sull’islam non sono libere, perchè al primo posto pongono Allah, e l’unico diritto che hanno gli esseri umani è quello alla sottomissione (islam=sottomissione). Nella nostra società al primo posto c’è la persona umana e il rapporto con Dio si fonda sulla libeertà di accettarlo o no.
    Il peniero islamico non ha elaborato ancora una coerente ed ampiamente condivisa visione capace di conciliare l’islam con la democrazia e i diritti umani. Non sta a noi farlo. Possiamo auspicare che avvenga, ma adesso coloro che vengono definiti moderati sono pochi, isolati e nei paesi islamici non contano nulla. Pertanto, a mio avviso, è bene fissare dei limiti invalicabili, a partire dalla difesa della parità delle donne e della sacralità della vita, che non possono che vedere schierati dalla stessa parte senza se e senza ma credenti, non credenti, agnostici e persone in cerca di risposte.

  • paolo1984

    Scusate se esulo un po’ dal dibattito “minareti sì/minareti no”, ma ho un interrogativo che mi frulla in testa: come mai la Chiesa Cattolica Apostolica Romana si mostra così “aperta” nei confronti dei credenti islamici e di altre fedi? Qual è il vero motivo di questo “ecumenismo”?
    Io credo di aver trovato la risposta: le gerarchie cattoliche hanno capito prima e meglio degli altri che il nemico da battere non sono i credenti di altre religioni i quali anzi sono potenziali alleati nella battaglia contro il vero nemico che sono i non credenti, gli atei, gli agnostici e gli illuministi come me, o come ci chiamano con disprezzo “laicisti”.

    Il nemico della Chiesa è il nemico di ogni credo religioso in particolare delle tre fedi monoteiste: il pensiero libero. Libero da un’ideologia misogina, sessuofobica, omofobica, oppressiva come l’ideologia religiosa.
    Spero di sbagliarmi, ma non mi stupirei se tra un secolo dovesse avvenire una “Santa Alleanza” di fondamentalisti cristiani, ebrei e musulmani contro il pensiero laico e agnostico. E la cosa mi fa paura.

  • amina

    caro giovanni, dove lo vedi esttamente il “fascismo islamico”? Se e’ Ahmadinejad a darti fastidio, unisciti alle proteste dei giovani iraniani, o pensi che abolendo i minareti abbatterai il suo potere?
    E perche’ mai le femministe dovrebbero protestare contro l’Islam (e qui Giuliana Sgrena non sara’ d’accordo con me…)? Non ci sono abbastanza problemi da risolvere qui in Italia? Nei paesi islamici i movemineti femministi esistono, ebbene si’, e sono anche piuttosto variegati: comprendono donne laiche e musulmane praticanti, che non vogliono vedere la propria religione macchiata di obbrobri che non le appartengono, come l’infibulazione, i matrimoni forzati, i delitti d’onore (brr..).
    A te e agli islamofobi come te non stanno certo a cuore i dissidenti iraniani o le bambine somale mutilate, voi cercate un modo di far politica sulla pelle delle minoranze, dato che non avete altri argomenti. Perche’ mettersi ad affrontare la crisi economica quando si puo’ distrarre la popolazione dai veri problemi con lo spettro dell”islamizzazione”? ma del resto il “divide et impera” e’ una strategia vecchia come il mondo…

  • amina

    Per Rosario: i 4 (!) minareti esistenti in Svizzera non vengono usati per la chiamata alla preghiera.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ a danilo, mi pare che la sua intenzione sia solo quella di isolare ancora di più coloro che hanno una posizione progressista nei paesi musulmani, coloro che si battono per la secolarizzazione dell’islam e dei laici che comunque esistono anche nei paesi musulmani
    giuliana

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ lina, può essere quello che dice, ma compito di una classe dirigente dovrebbe essere anche quello di evitare uno scontro xenofobo e l’affermarsi di posizioni islamofobe
    giuliana

  • amina

    @danilo.
    I 5 pilastri dell”islam sono la professione di fede, la preghiera, il digiuno in Ramadan, la carita’ e il pellegrinaggio alla Mecca.
    Il fatto che tu annoveri il “jihad” fra i 5 pilastri la dice tutta sulla tua conoscenza dell’islam, percio’ non commento oltre il tuo post. Solo una domanda: ma se io voglio vivere in Italia da donna musulmana, se rispetto le leggi e pago le tasse e non ostacolo la tua liberta’, a che te ne frega?

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ paolo, non è solo un timore è già successo, per esempio all’assemblea sulla demografia del Cairo dove c’è stato un accordo contro l’aborto
    giuliana

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ amina mio dispiace per lei ma io faccio politica solo sulla mia pelle. E le prime a smentirla sarebbero proprio le femministe dei paesi musulmani, quelle vere non quelle che avallano la poligamia e la suddistanza al marito
    giuliana

  • danilo recchioni baiocchi

    “Secolarizzazione dell’islam”???
    Scusi, Giuliana, ma questa la vedo dura. L’islam è stato fondato – contemporaneamente ad uno Stato agguerrito – da un capo religioso, politico e militare insieme, che non ha esitato ad utilizzare tutti i suoi poteri quando lo ha ritenuto opportuno. I suoi successori hanno fatto lo stesso.
    Restavano gli sciiti (per motivi che non sto qui a descrivere) a separare in qualche modo clero e politica, e alla fine hanno preso il potere in Iran nel modo che conosciamo, peraltro trucidando i comunisti del Tudeh.
    Un islam secolarizzato non è islam, tutto lì: è un’altra cosa.
    Quanti sono quelli che cercano di separare religione e potere nel mondo islamico? Che seguito hanno? E, soprattutto, quali sono le basi teoriche, teologiche e storiche a sostegno delle loro tesi? Figuriamoci, poi, se qualcuno di noi da queste parti è in grado di isolarli maggiormente! Più isolati e perseguitati di così! Il loro intento è lodevole, ma si tratta di contrastare una tradizione che in 14 secoli si è orientata sempre più verso gli aspetti normativi della vita, anche quelli più minuti, tralasciando quelli filosofici. Perchè stare a ragionare se è già tutto scritto nel Corano, cioè nella parola di Allah che si è fatta testo? Come si fa a proporre l’analisi critica di un testo che è assunto come increato, esistente dall’eternità? E come si fa a relativizzare la figura di Maometto, affermando – ad esempio – che oggi in situazioni analoghe si comporterebbe diversamente?
    Insomma, rispetto ad un miliardo di musulmani che seguono le prediche di migliaia e migliaia di imam esaltati, in moschea o via internet, si può davvero sperare che in tempi ragionevoli poche decine di accademici, magari cresciuti in Europa e America, riescano a cambiare le cose? E mentre ci provano, cosa dovremmo fare nei prossimi secoli? Li aspettiamo o possiamo continuare a progredire sulla strada del rispetto dei diritti umani?
    Vogliamo guardare alla realtà per quello che è e non solo a come vorremmo che fosse?

  • amina

    Cara Giuliana, quindi le femministe “vere” sarebbero solo quelle che piacciono a lei…quindi l’avvocata yemenita che lotta contro i matrimoni delle bambine non vale nulla perche’ porta il velo e prega…non mi piace fare propaganda personale, ma io stessa mi sono impegnata in Turchia per anni contro i matrimoni forzati, probabilmente pero’ anche questo non vale ninete non essendo atea. E chi le ha detto che chi si professa musulmana credente deve per forza avvallare la poligamia (retaggio di tempi passati e indatta al mondo attuale) e la sudditanza al marito?
    Io l’ammiro come persona, ma proprio per i suoi argomenti sono convinta che le femministe come lei non smuoveranno mai una virgola ne’ nei paesi islamici ne’ nelle culture non europee – perche’ chi non la pensa come lei non e’ emancipata, non e’ una valida alleata. Il fatto che faccia poltica sulla propriapelle le fa onore, ma c’e’ da chiedersi se serve a qualcosa.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    non accetto manicheismi da qualsiasi parte provengano e nemmeno giudizi sommari sul mio conto da chi evidentemente non conosce la mia pratica e le mie posizioni. Chi mi conosce potrà giudicare, chi no se vuole potrà informarsi… altrimenti si accontenterà di dire la sua
    giuliana

  • antonio billa

    il mio semplice parere è che non sia così facile dare netti giudizi in merito al problema della religione islamica. Religione che incide profondamente nella politica e nella laicità degli stati dove è presente. Questo mi sembra essere il punto:- La sicurezza della laicità dello stato nei confronti della religione. E’ un problema che in Italia abbiamo con il cattolicesimo, che di suo è , però, estremamente più tollerante .

  • Rosario

    @amina grazie (davvero) per l’informazione, mi sfugge a questo punto (ma probabilmente per ignoranza)
    il ruolo del minareto, immagino come simbolo, quindi sarebbe piu’ che tollerabile. Anzi li trovo proprio
    belli. Purche’ non cantino alle 4 del mattino.
    Per il resto prendo spunto da affermazioni di Danilo. Mi pare abbia una visione molto positiva della nostra societa’, ed e’ in gran parte vero. Ma vorrei ricordare, supposto che viva in Italia e non in USA,
    che c’e’ una certa Chiesa (lontana dall’esaurire tutte le posizioni dei cattolici) il cui clero “ordina” ai nostri
    politici le posizioni da prendere su tanti argomenti (sesso, ricerca, assistenza medica…) e vorrei sapere come chiama questi proclami, se non ingerenze. La nostra fortuna e’ che grazie a qualche secolo di sangue versato
    quelle parole possono restare solo parole e non hanno altro effetto (beh, quasi…) se non mostrare la scorrettezza ideologica di chi le afferma.
    Perche’ sarebbe lecito manifestare la propria posizione, ma non lo e’ imporla a politici di
    uno stato laico. La maggior parte dei musulmani non europei mi pare abituata a una sovrapposizione tra stato
    e chiesa ben superiore (oltre a un concetto abbastanza piu’ rigido del rapporto uomo-religione) e non vorrei che quel modello venisse reintrodotto da noi. Questo “avviso” non deve
    pero’ essere di nessun impedimento a chi vuol condividere i valori di liberta’ e rispetto reciproco che
    si sono affermati nella nostra societa’. La parte piu’ violenta purtroppo credo che sia animata dal principio affermato una volta da Terzani, che l’Islam e’ l’erede dell’ideologia comunista nel raccogliere i cattivi umori delle fascie di popolazione escluse dal benessere o dai giochi di potere (a qualunque livello) occidentali.
    Questo, di nuovo, non deve far nascere razzismi o rozze categorizzazioni: l’integrazione deve essere sempre e comunque favorita, la diversita’ e’ la regola della sopravvivenza. Ho l’impressione davvero che la secolarizzazione dei paesi islamici sia l’obiettivo giusto, ma quello piu’ lontano, temo.

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo

    @ danilo – allora. Tu scrivi: “rispetto ad un miliardo di musulmani che seguono le prediche di migliaia e migliaia di imam esaltati, in moschea o via internet, si può davvero sperare che in tempi ragionevoli poche decine di accademici, magari cresciuti in Europa e America, riescano a cambiare le cose?”

    I musulmani sono 1 miliardo e mezzo. Non seguono le prediche di migliaia e migliaia di imam esaltati. O almeno: non la grandissima maggioranza. Ti basterebbe andare una volta in un paese a maggioranza musulmana per renderti conto che questa tua visione è assolutamente apocalittica. Mi dirai, e questo è un altro discorso, che in quelle aree trovi una più sviluppata “spiritualità”.

    Ti basterebbe poi cercare in rete il numero sempre crescente di bloggers e opinionisti di vario genere di paesi musulmani per capire che il percorso della “secolarizzazione” o comunque della forte opposizione alla presenza del dato religioso in politica è già da molto tempo in atto. E che spesso i primi a reprimere queste voci sono regimi considerati “referenti affidabili” o “moderati” in occidente. Non ci sono soltanto accademici e voci isolate.

    Il “potere” non ha confessione, prende le posizioni che più gli fanno comodo. Solo un esempio: ti ricordi quando Saddam mise la scritta “Allah akbar” sulla bandiera? E quando sognò Maometto? Eppure era un “campione” del nazionalismo arabo, per decenni in Iraq il dato religioso era stato secondario, Tareq Aziz, il suo ministro degli esteri, era cristiano…

    Quanto ai tempi: basterebbe “fare una politica” per determinare importanti cambiamenti in molti paesi musulmani. Una politica che tuttavia si scontra con interessi politico-economici di dimensione planetaria. E qui i musulmani non c’entrano.

  • lina

    @giuliana
    non mi convince la sua idea che il compito principale di una classe dirigente europea sia quello di frenare islamofobia.
    A mio avviso il primo compito è quello di fornire un’analisi del fenomeno e quindi offrire una risposta adeguata.
    Se una diagnosi non è esatta, anche la cura risulterà sbagliata.
    Questo è ciò che è accaduto in Svizzera, dove hanno cercato di far passare l’idea che tutte le religioni sono uguali.
    Per questo motivo io comprendo perfettamente la posizione di chi, come lei , sostiene che sia normale combattere l’islamofobia.
    Ma se invece, come per molti altri, questa “parificazione” non è condivisa, allora non può essere accettata una risposta che si limita a una condanna contro i propri concittadini, che tendono all’autodifesa (non islamofobia)
    In questi casi un medico rifà le analisi del malato o cerca di approfondire con altre e nuove.
    E una classe dirigente dovrebbe seguire questo stesso metodo e studiare meglio cosa sia islam e le sue inconciliabili diversità con il cristianesimo ( Non solo il cattolicesimo. La Svizzera infatti è anche protestante)
    Alla sinistra laica-atea, manca questo sforzo di rinnovamento culturale.

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo

    @ danilo. Non avevo letto il commento “indignato” sul mio paragone Svizzera-Arabia Saudita. Mi sembrava fosse chiara l’ironia, ma evidentemente no, devo spiegare: paragonavo la Svizzera alla Arabia Saudita all’interno di un paradosso. Entrambi i due paesi hanno soldi a palate per un motivo “futile” (uso disinvolto del segreto bancario, essere seduti sul petrolio). Entrambi si contraddistinguono per essere chiusi all’esterno rispetto ai paesi loro vicini. Esemplificando: http://30secondi.wordpress.com/2009/11/30/cantonate/ (non volevo citare il mio blog ma a questo punto per comodità lo faccio) e http://bikyamasr.com/?p=6267 .

  • John Zorn

    Giuliana. Non sono d’accordo.
    Se conosci i musulmani Svizzeri sono molto laici, secolarizzati e poco praticanti.

    Tra questi ultimi solo pochi sono oltranzisti che piagnucolano per i minareti.

    Perché invece di buttarla in rissa qualcuno NON ne approfitta per far nascere un Islam Europeo, distante dagli anacronismi che spesso quello Mediorientale-Orientale importa ed ha importato in Europa?

    Inoltre: offensivo il paragone. In Arabia Saudita è proibita la costruzione di CHIESE, ed qualsivoglia credo CHE NON SIA L’ISLAM E’ VIETATO PER LEGGE.
    In Svizzera sono permesse le moschee (che ne sono anche molte) e il diritto a praticare e professare il culto Islamico è garantito.

    Il paragone è offensivo, non me ne volere…

  • http://www.bibiart.eu bibi

    Non dimentichiamo che qui a Roma la costruzione della moschea di Prtoghesi ha subito infiniti ritardi proprio sull’altezza del minareto…quasi che volesse raggiungere il cielo prima delle nostre chiese…ora il Vaticano condanna la Svizzera ma non è difficile vedere una mossa più politica che religiosa! Infondo il suo sogno è quello di inavadere la Cina con i suoi edifici di culto!

  • emidio mario giovanni

    Gli ospiti in casa mia devono rimanere tali, così come lo sono io quando mi reco in casa loro.
    Non sono sorpreso di tante false e demagogiche dimostrazioni di indignazione per il risultato del referendum in Svizzera; dimenticandosi, ad arte o per stupidaggine, che non vi è sistema più democratico di legiferare.
    Emidio

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @john a volte servono anche i paradossi
    giuliana

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo

    @Emidio. Ci sono centinaia di migliaia di persone nate in Italia, italiane dal punto di vista linguistico e dell’educazione (quindi per me italiane tout court), che sono anche musulmane. A questo punto ti chiedo di precisare meglio il concetto di “ospite”, tenuto conto che confessioni come la Soga Gakkai, una setta buddista, hanno un loro “protocollo di intesa” con lo Stato italiano, sono insomma riconosciute ufficialmente in Italia.

  • lina

    VUOTA TOLLERANZA
    I cristiani del Pakistan sono circa 4 milioni in un mare di oltre 160 milioni di musulmani. Questa piccola minoranza di fedeli chiede dunque che venga cancellata dalla legislazione del Paese la famigerata legge sulla blasfemia, la costruzione di chiese.
    Questa legge, in vigore dal 1986, commina la prigione e la pena capitale per tutti coloro che offendono il Corano o Maometto. In questi 23 anni quasi mille persone sono state accusate di questo crimine e diverse centinaia sono state uccise. Negli ultimi anni, almeno 50 cristiani sono stati torturati ed eliminati per questo delitto e molti villaggi e chiese cristiane sono stati distrutti e bruciati. L’ultimo episodio in ordine di tempo è quello di Koriyan e Gojra, dove migliaia di musulmani hanno attaccato case dei cristiani e chiese per una falsa accusa di blasfemia e hanno ucciso 7 persone, fra cui donne e bambini arsi vivi. Queste uccisioni avvengono così, senza processo, con una giustizia sommaria da parte di folle inferocite, aizzate dai loro imam o da parte delle guardie carcerarie, conniventi nel fanatismo o corrotte.
    Questa legge è in realtà uno strumento abusato per eliminare avversari politici, concorrenti nel commercio, vicini di casa e per mettere a tacere le minoranze cristiane, indù, sikh, ahmadi, e perfino la minoranza islamica sciita. Essa è di fatto una bomba ad orologeria che rischia di far deflagrare tutta la società pakistana dividendo gli uni dagli altri e tradendo gli ideali laici da cui è nato il Paese nel 1948, che escludeva ogni discriminazione religiosa, valorizzando l’apporto di ogni comunità.

    Il mondo europeo e italiano, dovrebbe comprendere che esiste un problema culturale del rapporto fra Islam e modernità, islam e convivenza con altre religioni e minoranze.

    Diversi Paesi occidentali , vedi Gan Bretagna non solo accettano la possibilità della sharia fra le loro comunità islamiche ima appoggiano risoluzioni Onu, volute in origine dai Paesi islamici, che vorrebbero attuare una legge contro la blasfemia a livello internazionale.
    Queste risoluzioni, se attuate, potrebbero scardinare la convivenza mondiale. Altro che minareti a cuccù !

  • Giovanni Tognoli

    Sinceramente rimango sempre più colpito nel constatare l’involuzione antidemocratica che oramai da tempo ha infettato la sinistra, anche se devo dire è dal ‘789 che il popolo, quello “rozzo” contadino, non è considerato dai rivoluzionari, all’altezza di prendere decisioni che lo riguardano.
    Lei confonde Democrazia e Diritto che sono due cose distinte, la democrazia è il potere decisionale a maggioranza e, la maggioranza può anche scegliere posizioni “arcaiche” e “oltranziste” che possono ledere i diritti di alcuni: delle minoranze etniche, religiose, comportamentali o dei più ricchi; cosa è sennò la tassazione progressiva se non una lesione del diritto individuale dei più ricchi?
    Il diritto è la garanzia delle libertà individuali, che a volte convive con la democrazia, a volte con dittature che impongono la “libertà”.
    Nell’Epitafio di Pericle per i caduti del primo anno di guerra, il dittatore democratico ateniese descrive la sua città come democratica ma dove c’è anche la libertà, stando così a significare una dicotomia tra le due cose che in Atene avevano una sintesi riuscita.
    E’ il regime democratico che uccide Socrate, e lo fa contro il diritto.
    Si tratta di essere chiari, se si è democratici, lo si è sempre, altrimenti si abbia il coraggio di dirsi antidemocratici.

  • Roxy

    Stiamo attenti a non lasciarci andare a concessioni che, in un futuro non troppo lontano, potrebbero portare al crearsi, anche nel nostro Paese, di situazioni simili a quelle che si verificano in Gran Bretagna.
    Basta osservare ed analizzare i fatti: in quel Paese i mussulmani, diventati numerosi e quindi sempre più incisivi sia nel tessuto sociale sia in quello economico-politico, stanno protestando e pretendendo di applicare la loro legge islamica, senza volere rispettare quella locale. Questo è estremamente pericoloso poichè c’è il rischio di ritornare a tempi bui di irrazionalità ed aberrazione, dove i diritti umani venivano sistematicamente violati (pensate a come i mussulmani vedono il ruolo della donna, a come puniscono adulteri, omosessuali e ladri).
    Vogliamo rischiare tutto questo? Credo che la risposta sia no. Allora è necessario contenere tutto ciò, il che non siglifica impedire loro di professare una fede diversa dalla nostra, ma significa sbarrare il passo ad ogni loro tentativo di imporre a noi occidentali le loro regole!

  • John Zorn

    paradosso o no (ripeto: SBAGLIATO) perché non utilizzare questo episodio POSITIVAMENTE per far nascere un Islam EUROPEO, lontano dall’anacronismo di quegli spicchi di nord Africa e medioriente spesso importato nei nostri paesi in Europa e negli Usa?

  • Cigaliga Bum

    Cara Giuliana,
    il giorno in cui nei Paesi Arabi vi sarà una Sgrena che si batterà e indirrà referendum per fare costruire delle chiese cattoliche e protestanti,io sarò con lei anima e corpo.
    QUESTA SI CHIAMA:”RECIPROCITA'”!!!
    P.S.Se fossi in lei, per coerenza,proporrei agli Emirati la reciprocità. Magari offrendo i servizi di Emergency!
    Cordialità.

  • Erminio

    I nostri islamofobi, che mi sembrano abbastanza simili agli ayatollah, ci ricordano sempre che dobbiamo “difendere la nostra identità” e perciò hanno plaudito al referendum svizzero. Ma è assurdo vietare la costruzione di minareti perchè in Arabia o in Iran non permettono di costruire i campanili.
    Se per “nostra identità” si intende quella dell’Europa occidentale, bisognerebbe far notare a questi signori che essa, almeno in teoria, si basa sul liberalismo, la laicità e il rispetto delle minoranze. Perciò io vedo messa in discussione la mia identità proprio quando si proibisce la costruzione di un minareto, mentre la vedo affermata quando si manifesta rispetto per tutti, musulmani compresi.
    Ciao,
    Erminio

  • danilo recchioni baiocchi

    Ringrazio chi ha avuto la pazienza di leggermi e rispondermi, e cerco di replicare sinteticamente.

    Per Rosario: vivo in Italia e francamente non avverto alcuna ingerenza della Chiesa. Non vedo ordini o imposizioni dati a politici, ma vedo semmai un contributo ragionato su tanti argomenti oggetto di dibattito pubblico. Di più: da qualche anno vedo provenire da uomini di Chiesa argomentazioni e ragionamenti che si contrappongono a slogan sconclusionati.
    Non sono d’accordo sulla spiegazione di ordine sociale della violenza islamica. Essa è giustificata, se non imposta ( a seconda delle interpretazioni) dal Corano, che è stato scritto ben prima della caduta del Muro di Berlino. (Mi ha molto impressionato il post n. 35 di Lina.) Tanto è vero che la distinzione fra islamici europei e non europei è del tutto annullata dall’alto numero di terroristi e kamikaze che sono risultati o convertiti o comunque cittadini europei.

    Per Lorenzo: facciamo una previsione? Quale Paese musulmeno potrà dirsi democratico, e quando, per primo? I blog che hanno origine nei Paesi musulmani, li leggiamo solo qui o hanno un seguito degno di questo nome da quelle parti? E quale politica dovremmo fare noi? Esportare la democrazia pacificamente? Condizionare gli aiuti – che so – al rispetto della parità uomo donna o ad un’interpretazione “politically”, anzi “christianly corretc” del “jihad”?
    In quanto al paragone fra Svizzera e Arabia Saudita, ha un certo sapore razzista la sottolineatura della futilità della loro ricchezza, come se svizzeri e sauditi non fossero capaci di fare altro. E d’altra parte: se le nostre banche avessero un’eccellente reputazione, non ne approfitteremmo? Se avessimo il petrolio, non lo sfrutteremmo? E per il resto, anche se ironico, continua ad essere un paragone che non sta nè in cielo nè in terra.

    Il manicheismo (porre tutto il male da una parte e tutto il bene da un’altra) non mi apprtiene. Lo ritengo un inganno al pari dell’indifferentismo rispetto alle religioni e ai grandi fenomeni sociali in generale. E’ l’equivalente del qualunquismo in politica: brutta cosa.
    Ribadisco in sintesi quel che ho già scritto: l’islam non ha ancora saputo conciliare la democrazia (e i suoi valori fondanti) con se stesso. Non vedo francamente segni solidi in questo senso. Perchè dovremmo fare finta di niente? Perchè non ammettere francamente che abbiamo il problema di concilire i nostri principi di libertà, uguaglianza, laicità, sacralità della vita umana con una comunità che esplicitamente dice di non riconoscere quei principi e di volere costituire una società basata sulla sharia o comunque sul Corano? Quanto tempo passeremo ancora a baloccarci con i sogni, a inventare ingerenze ecclesiastiche, a immaginare come si può essere felici sotto un burka, a nasconderci gli incitamenti alla lotta armata presenti nel Corano e nella vita di Maometto, a far finta che tutte le religioni e tutti i modelli di società siano uguali? Non è ora di guardare in faccia alla realtà per quella che è? Chi, francamente, può affermare che fra islam è democrazia non c’è alcuna incompatibilità? Che tutte le questioni sollevate (rapporto Stato-religione, uguaglianza di sesso e di genere, apostasia, condanna della violenza, e così via) sono state risolte?
    So che l’Italia e l’Occidente hanno tanti difetti, ma io amo l’Italia e vorrei che fosse migliore, non che venisse distrutta sfruttandone la tolleranza e l’apertura. Sono sicuro che è lo stesso sentimento provato dalla maggioranza degli Svizzeri. Per adesso Sagunto ci ha pensato da sola.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    io ringrazio tutti quelli che scrivono su questo blog e hanno la pazienza di leggere quello che scivono gli altri, non mi sembra però questo il caso di danilo che continua a ripetere le stesse cose indifferente oppure facendo caricature di quello che pensano gli altri, me compresa
    giuliana

  • alvise

    @ Erminio – vorrei far notare che non spetta a noi “cambiare” l’islam e farlo diventare “europeo”.
    Non si è mai visto un non-credente” /”infedele” riuscire nell’impresa di trasformare una religione che non gli appartiene.
    Non sarà certo un caso se non ci indica nemmeno da dove vuole partire !
    Quanto alla sua identità “non in pericolo”, prima dovrebbe testarla andando a lavorare , ovvero non come turista, in uno di quei paesi che negano i diritti degli altri.
    Proverebbe sulla sua pelle cosa ci attende il giorno in cui i rapporti demografici saranno a loro favore anche in Europa.
    Alvise

  • http://wash-wear.ch franco

    Caro Rosario, I minareti in Svizzera non hanno il muazzin perchè é vietato dalla legge Federale. Perciò non correrersti nessun rischio di essere svegliato mezz’ore prima dell’alba. Io non mi sento affatto disturbato dalle campane del campanile alle sette di mattino,basta “girarsi” dall’altra parte. Saluti.

  • Cigaliga Bum

    @ERMINIO
    Carissimo, mi fai tenerezza(lo affermo in tutta onestà)continua così. Continua a volare e ad immergerti nel tuo politicamente corretto.Fai solo attenzione al risveglio dai tuoi sogni,potresti cadere e farti male.
    Oggi va di moda riempirsi la bocca col liberalismo.Vogliamo far capire ai n.s. ospiti che prima di chiedere bisogna dare? Questo mi hanno insegnato i miei genitori e questo cerco di far capire ai miei ospiti.Cominciamo ad istituire delle scuole per imam che predichino in lingua italiana. Cominciamo a stabilire una gerarchia”ecclesiastica” onde poter individuare i fomentatori di odio contro i blasfemi-cristiani…etc…etc…etc…!!!Ho vissuto in Svizzera e posso assicurarti che mi sono trovato meravigliosamente bene, sai perchè? Ho rispettato il luogo e le usanze del posto…adeguandomi! I problemi cominciano ad essere evidenziati quando politica e religione sono la stessa cosa, quando il potere religioso e quello politico partoriscono la stessa idea. Questa, a mio avviso, è la differenza tra noi e l’islam. Per fortuna la Svizzera è ancora una nazione laica.P.S. Speriamo che in Italia non si indichi alcun referendum simile. Penso che il risultato possa essere simile e forse superiore a quello svizzero.

  • lina

    gent. sig.ra Giuliana
    quando leggo certi commenti (n°44) a proposito di campane e muezzin, per cui basta girarsi dall’altra parte, allibisco. Ho la triste sensazione che a qualcuno basti girarsi dall’altra parte anche quando quel muezzin magari bastona la moglie o la segrega in casa.
    Questa non è più “tolleranza”, ma assoluta “indifferenza”.
    Forse qualcuno, non sapendo più cosa dire in questo blog, non si è accorto di essersi accomodato dalla parte del torto,….. solo perchè c’era più nessun altro posto a sedere.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    Purtroppo anche in Italia c’è chi sta raccogliendo le firme contro i minareti, per fortuna (in questo caso) i nostri referendum non sono propositivi…
    giuliana

  • alvise

    Ai proponenti di un islam nostrano vorrei suggerire la lettura di un libro, pubblicato nel 2003 in Italia, Marsilio ed., dal titolo significativo : “EUROISLAM”, con sottotitolo : “L’integrazione mancata”.
    L’autore è Bassam Tibi un intellettuale siriano con passaporto tedesco, che insegna in una università di quel paese e ha descritto la situazione dell’islam in Europa, ovvero il modo col quale loro vedono e prevedono il loro futuro in Europa
    Il prof. Bassam Tibi è molto autorevole e stimato. Ha spesso partecipato ai forum di politica internazionale organizzati da Marta Dassù (consigliera di politica estera di D’Alema, quando fu Presidente del Consiglio)
    Buona lettura

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo

    @Cigaliga Bum.

    Quelli che chiami i nostri ospiti pagano le nostre tasse.

    Ma, sai, non votano.

    E ogni anno devono fare file interminabili per dimostrare che lavorano e pagano le tasse.

    Mentre tu no.

    Che forse evadi le tasse, ma nessuno ti caccerà di qui.

    Al massimo pagherai una multa. Se la pagherai.

    Il tuo discorso sugli “ospiti” avrebbe forse un vago senso se questi ospiti non facessero nulla.

    Invece rappresentano il 6-8% del PIL italiano.

    I figli di questi “ospiti” pagano e pagheranno i debiti che tu hai contratto.

    In una misura molto maggiore in termini di inserimento sociale e culturale in questo paese di quanto farà tuo figlio.

    E c’è qualcuno che vuole sbarrargli la strada ancora di più.

    C’è qualcuno che vuole la “dimostrazione di italianità”, come se a me o a te avessero mai chiesto una idiozia simile.

    E in tutto questo io, che sono italiano, posso sputare sulla mia bandiera.

    Un Bossi ci si può pulire il …

    Cosa succederebbe se uno di quegli schiavi che ti raccolgono i pomodori facesse una cosa simile?

    Resto in attesa per capire bene gli usi e costumi svizzeri. Hai dovuto metterti in pantaloni alla zuava?

  • carlo

    @ Lorenzo
    Parlare di immigrati in senso generico è una costante che non porta a nulla. Nessuno in effetti è ossessionato da filippini, cingalesi, indiani, sudamericani…. tanto quanto si lamenta del gruppo islamico ( che non ha una precisa nazionalità, prprio perchè dal loro punto di vista la caratteristica religiosa prevale sull’aspetto statale-nazionale).
    Converrà anche lei che questo lamento non c’è solo in Italia.
    Se la loro integrazione passasse davvero e principalmente attaverso gli aspetti da lei elencati e non invece attraverso tutti gli altri che si leggono in questo blog, forse la sua analisi troverebbe qualche attenzione.
    Mi pare invece che agli occhi di una maggioranza crescente di italiani ed europei , la sua impostazione ne riceva sempre meno.
    Credo dovrà trovare farsene una ragione o proporre nuovi argomenti.
    Quelli esposti sono certamente necessari, ma di sicuro non sono sufficienti per far cambiare idea.

  • danilo recchioni baiocchi

    Sull’idea di creare un islam italiano, faccio notare che è proprio dei regimi dittatoriali il proposito di inventare una religione a tavolino. Alla fine quell’esperienza o viene mantenuta in vita forzosamente o avvizzisce e viene abbandonata perchè o una religione – come qualsiasi altra esperienza culturale – è viva ed in grado di esprimersi liberamente, o muore. L’islam è una cosa terribilmente seria, che a mio avviso non può essere ingabbiata in norme e regolamenti da uno Stato democratico.
    Mi sembra poi di continuare a veder molta confusione sui temi dell’integrazione, in cui si mescolano concetti come legalità, xenofobia, razzismo, etc. In questo modo si fa proprio il gioco di quelle forze politiche che vogliono nascondere la loro xenofobia sotto il manto della difsa della religione. Per essere chiari, la Lega mi sembra avversa agi stranieri tout court, indipendentemente dalla loro razza o religione. Compie in modo del tutto speculare lo stesso errore di chi considera invece uguali tutti gli stranieri purchè producano e paghino tasse e contributi.
    Entrambi dimenticano che un essere umano è molto più di questo, anzi è soprattutto l’insieme dei valori che danno un senso al suo agire e alla sua esistenza, e in terra straniera uno può essere indotto a legarsi sempre più alla propria cultura di origine se trova un deserto valoriale, se gli dicono che la sua esistenza si riduce a pagare tasse e contributi, che la nostra civiltà finisce con la banca dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps.
    A mio avviso la questione della legalità è del tutto irrilevante in questo ambito. Tornando all’esempio della Svizzera, sono convinto che il no svizzero non sia dovuto a supposte violazioni legali percepite dagli Svizzeri da parte dei musulmani (svizzeri e non). Essendo la Svizzera un Paese serio, non viene lasciato neanche molto tempo per non rispettare le regole, che si tratti di quelle sul lavoro nero o di qualsiasi altro tipo. Questo argomento si pone da noi in Italia, dove è notoriamente difficile far rispettare le regole a tutti, italiani e non, cristiani e non. Quindi questo argomento qui è fuori luogo.
    La questione posta dalla Svizzera è di natura culturale ed identitaria. E’ una reazione pacifica a tutela della propra identità che si esprime ovviamente anche nei simboli esteriori.
    La questione che pone a noi è: vogliamo ricordarci la nostra identità finalmente? La nostra storia (che è lunghissima e che comincia molto prima dell’8 settembre ’43), il nostro sistema di valori eistono o no? E’ vero che fra questi c’è l’accoglienza, ma siamo sicuri che sia incondizionata?
    Invece di nasconderci dietro un dito, dovremmo infatti far capire che abbiamo un’identità antica, forte e bella, e che siamo disposti ad accogliere chi voglia abbracciarla per arrichirla, non chi la rifiuta per autoghettizzarsi.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    @ carlo Forse l’islamofobia che si è diffusa in occidente dopo l’11 settembre 2001, come se tutti i musulmani fossero potenziale criminali, non è estranea all’atteggiamento diffuso nei loro confronti. Quando lo scontro tra fondamentalisti e laici in Algeria nessuno si preoccupava di condannare i sostenitori di un islam politico oltranzista, tanto si ammazzavano tra di loro. E poi non solo di musulmani si tratta. Vi siete forse dimenticati della caccia al romeno e prim ancora all’albanese come se fossero la causa di tutti i guai in Italia?
    giuliana

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    Oggi, 10 dicembre è la giornata per i diritti umani. Forse non è inutile ricordare che tra i diritti della dichiarazione universale dei diritti umani, fra gli altri, vi è anche il diritto alla migrazione
    giuliana

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo

    @carlo

    1. rispondevo a Cigaliga Bum, che parlava addirittura di “ospiti” e volevo spiegargli che ospiti non erano, ma lavoratori che pagano le tasse. Musulmani o meno. Se non si è d’accordo su questo non si va avanti.
    2. non voglio essere convincente. Non voglio vincere una disputa. Non voglio ottenere consensi. Non sono un politico alle prese con un impatto mediatico. Ne voglio derubricare la questione dell’integrazione dei musulmani in Italia o in Europa. Bensì impostarla in maniera corretta. Ma se tu dici: “visto che questo argomento non convince nessuno cambia argomento” mi stai dimostrando che per te “vincere” consensi è meglio che dire cose ragionevoli. Io non cambio argomento in base a maggioranze o minoranze. Se tutti gli europei fossero nazisti io non direi che bisogna sterminare ebrei, zingari e omosessuali. E non accetterei compromessi del tipo “va bene gli omosessuali e ma gli zingari ma gli ebrei no” al fine di convincere qualcuno… Ma non erano quelli di destra a condannare i relativismi?

    Insomma: se hai qualcosa da dire nel merito delle mie riflessioni, come all’inizio del tuo commento, bene. Altrimenti la tua “critica”, per quanto mi riguarda, lascia il tempo che trova.

    p.s. ci sono degli indiani musulmani (10%). Ci sono dei cingalesi musulmani (8%). La tua percezione del “gruppo di musulmani” è decisamente vaga. Il fatto è che ci sono molti modi per affrontare le questioni che riguardano una società pluriconfessionale. Abbiamo diversi esempi nella storia e nel mondo contemporaneo. Vogliamo parlare di questo oppure vogliamo fare a chi tira il sasso più grosso?