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Quinto Stato

«Partita Iva esci da questo selfie e protesta»

la campagna su twitter «#iononmicancello»

la campagna su twitter «#iononmicancello»

Venerdì 27 febbraio a Roma avvocati, freelance e precari in piazza Cavour per un welfare più equo. «Fare coalizione» è il messaggio che sta passando di rete in rete nelle ultime ore. Tra gli altri, parteciperanno farmacisti, ingegneri architetti e geometri, gli studenti e le reti dello “sciopero sociale”

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Dai selfie contro l’iniquità fiscale e previdenziale della Cassa Forense su twitter alla presa di parola dal vero con tanto di megafono e smartphone in uno speakers’ corner organizzato venerdì 27 a Roma in piazza Cavour dalle nove in poi. È la breve, ma significativa, storia della Mobilitazione generale degli avvocati (Mga) che con i social network ha rinnovato la politica forense. Ora si propone come uno degli aggregatori di una coalizione tra i professionisti a partita Iva iscritti ad uno degli ordini professionali e i freelance che versano i contributi nella gestione separata dell’Inps.

«Fare coalizione» è il messaggio che sta passando di rete in rete nelle ultime ore. Un messaggio che rispecchia un bisogno diffuso. Fino a ieri, a questa mobilitazione inedita nel nostro paese, avevano aderito le professioni tecniche (ingegneri, architetti, geologi), gli archivisti e i farmacisti, le guide turistiche, le reti dello sciopero sociale, l’associazione dei freelance Acta, Confassociazioni, gli studenti della Rete della conoscenza, le associazioni forensi Agifor e Adu. È prevista la partecipazione di Lazzaro Pappagallo, neo-segretario del sindacato giornalisti di Stampa Romana. Dopo la manifestazione, durante la quale è previsto un «tweetmob» dove verranno riproposti i selfie con il fortunato hashtag #iononmicancello, al pomeriggio è previsto un incontro programmatico tra le varie sigle all’ordine degli architetti di Roma. «Finalmente inizia a concretizzarsi la coalizione tra le professioni intellettuali, ordinistiche non ordinistiche, una coalizione da estendere a tutti i lavoratori autonomi e a tutte le partite Iva – spiega il presidente di Mga, l’avvocato Cosimo Matteucci – Chiediamo una riforma degli ammortizzatori sociali, un sistema previdenziale equo, solidale e proporzionato al reddito e l’equità fiscale. Vogliamo un sistema fiscale compatibile con la vita. Questa è la sintesi della linea politica di tutto ciò che oggi si sta muovendo».

La spinta propulsiva degli avvocati si spiega con la drammatica riforma della professione a cui sono stati sottoposti dal 2012. Una norma contenuta nella bozza di regolamento emanato dal ministero della Giustizia prevede la regolarità contributiva come requisito per la permanenza nell’albo. È una norma pericolosa per tutti, e non solo per gli avvocati. Potrebbe essere applicata alle altre professioni. Se non si pagano i contributi previdenziali si rischia la cancellazione dall’albo e quindi la disoccupazione. Se approvata, tale norma metterà a rischio di espulsione almeno il 40% degli avvocati italiani che, secondo i dati 2013 della Cassa Forense guadagnano meno di 15 mila euro all’anno. Si verrà così a creare la situazione paradossale che per fare la professione di avvocato bisognerà avere un reddito adeguato. Potrà fare l’avvocato solo chi risponde a questo criterio di classe o ha un genitore che esercita la sua stessa professione. Per i precari dell’avvocatura la pressione fiscale sarà sempre più insostenibile.

Nella loro condizione si riconoscono molti under 45. I geometri, ad esempio, che giovedì 26 hanno programmato un sit-in a piazza del Popolo a Roma, a 300 metri dalla loro cassa previdenziale, la Cipag. Al presidio dei «geomobilitati» parteciperanno gli avvocati in solidarietà. Il giorno dopo, si ritroveranno allo speakers’ corner in piazza Cavour.

I promotori sottolineano che la loro non è una mobilitazione corporativa, né individuale, ma ha un valore generale per il welfare di tutti. «L’alleanza politica dei professionisti è l’unica via che ci potrebbe consentire di affrontare e di risolvere i problemi comuni a tutte le categorie professionali – sostiene Michele Privitera, presidente del Comitato Professioni Tecniche – e tra questi vi è innanzitutto l’eccessiva ed iniqua pressione fiscale e previdenziale». «L’obiettivo – sostiene Andrea Auletta, segretario del comitato professioni tecniche – è definire un programma comune e una rete coordinata tra le professioni intellettuali, ordinistiche e non ordinistiche, da estendere a tutti i lavoratori autonomi a partita Iva». Alla protesta hanno aderito i farmacisti titolari di parafarmacie che «condannano la mancata liberalizzazione dei farmaci di fascia C». Una norma rimossa dal Ddl concorrenza approvato dal governo Renzi.

Per Davide Gullotta, presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, «si premia il capitale posseduto e non la professionalità dei farmacisti, men che meno il titolo di studio».A «incrociare le lotte» con i professionisti a partita Iva venerdì in piazza Cavour ci sarà anche una delegazione dello «Sciopero sociale», interessato «ad aprire un decisivo confronto tra i freelance e i professionisti atipici e degli ordini sull’equità fiscale e previdenziale».