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L'urto del pensiero

Parigi: “L’umanità siamo noi!”

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di PAOLO ERCOLANI

 

E adesso sarà tutto un pullulare di minuti di silenzio.

Sennonché, quei pur doverosi e importanti sessanta secondi di raccoglimento, è molto difficile che possano compensare tutto il battage mediatico (a cui oggigiorno si aggiunge il minestrone spesso delirante dei social network), che si impegna e si ingegna a trasfigurare la realtà ad uso e consumo della visione occidentale.

UN ATTACCO ALL’UMANITA’

«Un attacco all’umanità», è il titolo di alcuni giornali, ma sono anche le parole dei capi di stato e di governo (fra cui il nostro Renzi), ovviamente rilanciate con effetto detonante dal suddetto mainstream mediatico, che ben riassumono il senso della «nostra» visione dei fatti.

L’umanità siamo noi, insomma, ed essa si rivela sotto attacco quando ad essere colpite sono le nostre terre. Quando a morire sono i nostri concittadini.

«Perché ci odiano tanto?», fu uno dei titoli dei giornali americani l’indomani dell’attacco alle Twin Towers.

Già, come mai questi dannati della terra provano un odio tanto viscerale e violento contro l’«umanità»?!

Per rispondere basterebbe compiere un piccolo gesto, oggigiorno rivoluzionario, ma a conti fatti molto utile ai fini della comprensione. Certo, in un contesto in cui vi siano ancora persone che desiderano comprendere e non sproloquiare sui social network alla ricerca del fatidico consenso.

Il terribile gesto è quello di studiarsi un po’ di Storia.

Proviamo a riassumere in maniera schematica e riduttiva.

Si immagini delle terre conquistate e depredate da almeno tre secoli. Con le popolazioni schiavizzate e sfruttate e le ricchezze di quei posti sistematicamente utilizzate esclusivamente ad uso e consumo dei conquistatori.

Conquistatori che, quello che potrebbe apparire un bel giorno, se ne vanno.

Non senza, però, organizzare quelle terre creando degli stati ex novo – come nel caso dell’Iraq – (spesso mescolando popolazioni che non si amano o addirittura si odiano), e per giunta imponendo come Duci assoluti, finanziandoli e proteggendoli, dei dittatori sanguinari (Saddam Hussein, Gheddafi, Assad) che procedono nell’operazione di sottomissione e impoverimento di quelle stesse popolazioni. Con il benestare e anzi l’appoggio effettivo delle grandi nazioni conquistatrici che, in questo modo, continuano a esercitare un potere effettivo, per giunta in nome della laicità e del fatto che quei dittatori sanguinari da loro imposti riescono a contenere il cosiddetto fondamentalismo islamico.

QUALE FONDAMENTALISMO?

Anche se, a dirla tutta, non si capisce bene di quale fondamentalismo islamico si stia parlando. Quello dei talebani forse? Gli stessi talebani finanziati e tollerati (nel loro estremismo e nella violenza contro donne e oppositori) da quei paesi esteri dominanti quando si trattava di contrastare l’Unione Sovietica?!

Oppure l’IS, abbondantemente foraggiato e appoggiato (con il benestare degli Usa e l’ormai strutturale indifferenza di un’irrilevante Europa) da quelle monarchie arabe (tipo l’Arabia Saudita) che si rivelano campioni non certo della democrazia e del rispetto dei diritti umani?!

Ecco che, allora, basterebbe semplicemente mettersi nell’ottica di un abitante medio di quelle terre così sciagurate, in cui la religione islamica è la più seguita.

Schiavizzato e sfruttato da secoli di dominazione straniera occidentale. Sottomesso e violentato da dittatori sanguinari imposti sempre da quelle potenze straniere occidentali.

Quindi mutilato o ucciso dai missili delle suddette potenze che decidono di attaccare quelle terre una volta che il dittatore di turno non si rivela più funzionale ai piani geopolitici ed economici dell’Occidente.

SENZA SPERANZA

Nel frattempo, questo abitante medio, si ritrova anche martoriato e costretto a genuflettersi da organizzazioni violente, richiamantesi a un’interpretazione rigida della religione (talebani, IS), che però, ancora una volta, scopriamo essere finanziate e protette, o con il tacito benestare o addirittura con i finanziamenti diretti, da parte di un Occidente che manipola liberamente (e sciaguratamente) la realtà geopolitica del medioriente a proprio uso e beneficio.

Nei rari casi in cui avviene la possibilità di elezioni democratiche, noi occidentali troviamo il modo anche di annullarne gli esiti qualora non fossimo soddisfatti dell’esito.

Per finire, aggiungiamoci pure che quando provasse a fuggire da questa realtà desolata e senza speranza si troverebbe vittima dei peggiori pregiudizi, ovviamente da parte dei paesi occidentali, sul suo essere un emigrante parassita che viene a togliere il lavoro e la cultura cristiana agli esponenti dell’umanità.

A questo punto, credo, a qualunque persona sensata verrebbe spontanea la battuta ripresa da un noto film con Alberto Sordi: «Potranno essere un po’ incazzati con noi?!».

Ma a molti di noi non viene.

Sull’onda di un comprensibile orrore ed emozione per le povere vittime, stavolta del suolo francese, risulta incredibilmente più agevole accodarsi passivamente alla fiumana di condanna senza appello, di maledizione e richiesta di vendetta, mentre ovviamente gli aerei occidentali si rialzano in volo per bombardare, ancora una volta (e stavolta con «pieno titolo») quelle terre sciagurate e martoriate.

Terre dove non abita alcuna umanità. Perché l’umanità siamo noi!

  • Louis Petrella

    Ottimo! Studiare la Storia, che trasgressione!!

  • Andrea Gino De Nobili

    L’articolo spiega tutto. Solo che Uomo medio non è in grado di vedere oltre a quello che gli fanno credere. Ciò che l’occhio vede o l’orecchio sente la mente crede.

  • Simone C. Caminada

    beh che dire Paolo, centrato il bersaglio. se alle prime dimostrazioni (Hebdo etc..) non riuscivamo a capire una posizione, non credo siano rimasti in molti ora e ancora con gli occhi chiusi; il senso è chiaro, la storia chiede i danni.