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FranciaEuropa

Parigi: enorme corteo del primo maggio

Per la Cgt, c’erano 250mila persone al corteo del primo maggio, che ha attraversato Parigi, da Denfert-Rochereau alla Bastille (la polizia ne ha contati 48mila). Sarkozy afferma che c’erano 200mila persone al suo contro-primo maggio, al Trocadéro (la polizia non ha fatto il conteggio, perché si trattava di un meeting politico elettorale), in  nome di un supposto “vero lavoro”. Al di là della battaglia della cifre, il confronto è stato tra una manifestazione, tradizionale il primo maggio, che ha riunito una partecipazione tre volte maggiore dell’anno scorso con cittadini di tutte le età, e una novità, un meeting politico concepito volontariamente contro le organizzazioni dei lavoratori istituzionali, dove la maggioranza di partecipanti erano dei pensionati. “Posate le bandiere rosse” ha urlato Sarkozy, rivolgendosi ai sindacati (non ha digerito che la Cgt abbia invitato a votare Hollande) . La mattina, Marine Le Pen ha riunito i suoi a Parigi, 10-15mila persone, che ha invitato a votare “bianco”, cioé a non scegliere tra i due candidati del 6 maggio. Per Marine Le Pen, ormai il Fronte nazionale è diventato “la bussola della vita politica francese”. La giornata è stata anche caratterizzata dalla presa di posizione del ministro della difesa, Gérard Longuet, che in gioventù aveva partecipato a Occident, movimento di estrema destra: in un’intervista a Minute, pubblicazione di estrema destra, ha affermato che Marine Le Pen è ormai “un “interlocutore” dell’Ump, a differenza del padre, Jean-Marie (in ballo ci sono i voti dei 6,4 milioni di elettori dell’estrema destra). Rachida Dati, eurodeputata dell’Ump, ha protestato. Per la socialista Martine Aubry, “Sarkozy divide una volta di più” i francesi. Hollande, che oggi era Nevers per commemorare la morte per suicidio dell’ex primo ministro socialista Pierre Bérégovoy nel ’93, ha parlato del primo maggio come “festa del lavoro” che è prima di tutto “festa del sindacalismo”. Jean -Luc Mélenchon del FRont de Gauche, presente al corteo parigino, rivendica “un primo maggio rosso da sempre”. Mélenchon sottolinea che “non c’è rivendicazione sociale che non sia stata strappata in altro modo che attraverso le lotte”.  In Francia, ci sono stati ieri altri 290 cortei sindacali del primo maggio, tutti con una imponente partecipazione (750mila persone).

  • Spartacus

    Nel suo discorso Sarkozy ha millantato 100.000 partecipanti. La capienza stessa della Place du Trocadero impedisce di fatto che vi possano esserci stati 100.000 simpatizzanti : al massimo potevano starci, fatti i calcoli, 32.000 persone.
    Un “risultato” molto inferiore al previsto. Tale cifra può (molto) generosamente al massimo raddoppiata se si tiene conto dei migliaia di manifestanti sparsi sui viali.
    Ciò non leva, che il gesto sia grave e lascia trasparire un Sarkozy febbrile e pronto a tutto, anche a distruggere le basi stesse sulle quali è stata costruita la 5a Repubblica.
    È l’ennesimo tentativo di aizzare gli uni contro gli altri i cittadini francesi (lo stesso metodo è utilizzato con gli immigrati e i discendenti d’immigrati), mentre la grave situazione economica rende auspicabile un capo dello stato capace d’intraprendere un dialogo serio e approfondito coi cittadini, le associazioni del mondo civile, i sindacati e tutte le organizzazioni che si fanno portatrici di una visione della Francia.

    Ma per Sarkozy non c’è scelta: dopo 5 anni di governo soldatosi con una serie di scacchi, non può che cercare la rissa e indicare dei capri espiatori, da dare in pasto alla folla. Altrimenti gli occorrerebbe dar di conto del proprio operato.
    E soprattutto che si taccia di banchieri, assicuratori, grandi gruppi petroliferi e speculatori della finanza.
    Loro non hanno ovviamente alcuna responsabilità in tutto ciò.

    Il 2 maggio sera (mercoledì) sarà trasmesso da France2 il dibattito televisivo fra i due contendenti.
    Che il meno peggio vinca, cioè Hollande

  • Spartacus

    Nella lotta (senza esclusione di colpi) intrapresa da Sarkozy per restare presidente, oltre alla faccenda del 1 Maggio con la “Vraie fête du travail” (la “Vera festa del lavoro”, che avrebbe dovuto chiamarsi, secondo gli auspici del candidato della destra, la “Festa del vero lavoro”, in polemica coi sindacati !); c’è quella dei suoi sostenitori, fra i quali figura Richard Prasquier, presidente del CRIF (Conseil Représentatif des Institutions Juives de France).

    In un intervento pubblicato il 25 aprile dal quotidiano israeliano “Haaretz”, Prasquier minimizza la “pericolosità” del risultato del Front National di Marine Le Pen, perché “ciò non avrà alcuna influenza sulla politica riguardo agli Ebrei di Francia”. E aggiunge, “È la comunità musulmana e i problemi dell’immigrazione che erano al centro della campagna” del F.N.
    Se lo dice Prasquier che il Front National non è pericoloso, allora siamo tutti rassicurati!

    (la notizia può essere verificata sul Canard Enchaîné di oggi, 2 maggio 2012, p.2)