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Islamismo

Pakistan, donna condannata per blasfermia

Asia Bibi, a 45-year-old mother of five, is the first woman to have been convicted under Pakistan’s notorious blasphemy law. But numerous Christians like her and others have been victims of it, either because they have made a comment which has been construed as critical of the prophet of Islam or as a way of settling property and business disputes. Now she has become the first person to be sentenced to death under it.
Did she blaspheme Muhammad? It seems more likely that she angered her tormentors in a theological discussion about the relative merits of Christianity and Islam. Such debates take place all the time among adherents of different faiths. Whichever it may have been, the law has created intolerable injustice for often powerless people and quite unacceptable restrictions on freedom of speech to which the state of Pakistan is committed.In undivided India, the British had laws which were meant to prevent incitement to religious hatred (yes, that is where this approach was first tried). The penalties, however, were generally moderate and proportional to the offences. Increasing Islamisation in Pakistan has made these laws more and more draconian. Thus there is now a mandatory life sentence for desecrating the Qur’an and a mandatory death sentence for blaspheming the prophet.
We need to know urgently from our Muslim friends whether these laws are really Islamic. The different formal schools of medieval sharia were unanimous that anyone who insults the prophet is to be put to death and differ only about the method of execution. It is this unanimity which has led the federal shariat court to rule that the death penalty is mandatory and left the judges with little discretion in particular cases.
Against this, the Qur’an only threatens those who insult God or the prophet with a curse and a humiliating punishment in this life and the next. It is claimed sometimes that the execution of poets, such as Ka’ab ibn al-Ashraf, for insulting the prophet is a precedent for executing blasphemers. On the other hand, it is said that they were put to death not for blaspheming but for sedition. The Hadith also tells us that while some were punished, others were freely pardoned by Muhammad himself. The question is, which of these attitudes is to prevail in Muslim nations and communities today?
It may be that a country like Pakistan needs laws to prevent religiously aggravated hatred discrimination. Such laws would be very different from the present ones and would protect religious minorities equally with Muslims.
How can Asia Bibi and others be saved from the gallows? The blasphemy law is a bad law enacted under pressure from extremists who threaten violence if the government does anything to lessen its impact or to ameliorate the lot of those who have fallen victim to it. A bad law will always come back to haunt us and that is why our ultimate aim must be its repeal.
Pakistan is a signatory to international agreements which prohibit cruel and degrading punishment. It is time for it to honour its commitments and to stand up to extremist purveyors of hate, if it is to have a respected place in the family of nations. The international community, the UN, the Commonwealth and the EU must do everything they can to make sure this vulnerable woman does not suffer the extreme penalty and that others, like her, are not subjected to months and even years of harassment, imprisonment and anxiety as they await a final verdict on their cases.
l’articolo è tratto da The Guardian del 13 novembre 2010, l’autore è Michael Nazir Ali
  • danilo recchioni baiocchi

    E adesso venite ancora a dirmi che la civiltà islamica e la civilità occidentale vanno messe sullo stesso piano!…

  • alvise

    @Giuliana
    Forse l’articolo e la domanda che si pone il Gaurdian ( We need to know urgently from our Muslim friends whether these laws are really Islamic. ) dovrebbe essere rivolta alla comunità islamica che vive in Italia.

  • http://sulaymanonline.blogspot.com Valter Di Nunzio

    La domanda che si pone l’articolo è purtroppo un’interrogativa retorica. Tutti questi processi per blasfemia o apostasia non trovano vere giustificazioni nella sharia o nel Corano o negli hadith e meno che mai in quanto ci è stato narrato sulla vita del Profeta (sia con lui la benedizione e la pace di Dio), ma in un complesso di interessi più mondani, che vanno dalla predazione degli accusati all’utilizzo della “punizione esemplare” per consolidare un potere traballante. Non a caso avviene sopratutto in Paesi dove più gravi sono i problemi sociali.
    Detto questo, a prposito della blasfemia, non posso non testimoniarvi il fastidio e il disagio che invece ogni musulmano prova vedendo irrisa e distorta la religione e la storia dei profeti (su tutti loro la pace di Dio)da società che praticano “laici” bombardamenti per imporre la democrazia, “laici” prestiti ad usura per soffocare i Paesi poveri e “laicissimi” spot quotidiani per promuovere l’uso commerciale del corpo delle donne.

  • carlo

    @Di Nunzio
    sia gentile, specifichi a tutti noi – poveri infedeli – cosa intende quando scrive : “laico” bombardamento per imporre la democrazia.

    Se lei non gradisce questo sistema “democratico”, non è obbligato a viverci, mi chiedo perchè non si trasferisce dove le sue idee sono più conformi.
    Quanto ai “prestiti a usura” le faccio notare che l’Unione E. ha donato al Pakistan nel corso di questi anni e a seguito di gravi disastri naturali, molti più soldi di quanti non ne abbia donati l’Arabia Saudita o altri paesi mussulmani con riserve di petrolio.

    @ giuliana
    mi pare evidente che “l’accoglienza” di individui o gruppi che hanno obiettivi sociali e politici non omogenei a come ci siamo strutturati e per i quali qualcuno ha combattuto nella Resistenza, non possano essere tollerati. Le idee del sig. Di Nunzio non hanno nulla a che vedere col nostro 25 aprile.

    Se qualcuno poi si illude che questi “si convertano” al credo “laicista” è un illuso. Non è mai accaduto nella storia mondiale.

  • Valtr Di Nunzio

    @carlo specifico volentieri a lei e agli altri “poveri infedeli” che i bombardamenti “laici” (condivisi dai Governi americani ed europei di ogni colore) sull’Iraq e le sanzioni che economiche che li hanno inframezzati hanno causato circa 1 milione di vittime. Un pò più, in percentuale dei morti in Europa durante la seconda guerra mondiale.
    Inoltre, non so se lei o i suoi parenti la Resistenza l’hanno fatta, i miei sì. Il 90 % di coloro che l’hanno fatta credevano di combattere per quel tipo di radicale giustizia sociale che allora si chiamava “comunismo”, altrimenti non avrebbero certo rischiato la vita per “questa roba qui” e avrebbero più utilmente accumulato i soldi e aspettato. Quindi lasci perdere la storia e discuta del presente: lei vive in un pianeta dove ci sono 1,5 miiardi di musulmani. Cerchi di capire gli altri e gli altri cercheranno di capire lei. Rinunci sopratutto all’ansia di convertire e pensi che un Paese appartiene a tutti coloro che vi lavorano e pagano le tasse (molto liberale, no?)

  • danilo recchioni baiocchi

    @ Di Nunzio
    La legge sulla blasfemia non trova riscontro nel Corano…la sharia non prevede sanzioni per l’apostasia…il velo, l’hijab, il burka, l’infibulazione non le voleva Maometto…la lapidazione non è islamica…pene corporali, amputazioni, frustate per i malfattori neanche…ammazzare gli infedeli non è jihad…
    Ma insomma, è possibile che tutti questi ulema, imam e ayatollah che predicano e praticano queste cose in giro per il mondo non abbiano capito niente di islam???
    Cosa aspettano i musulmani a far loro presente che sbagliano tutto ? Magari, dài e dài arrivano pure a poter mangiare prosciutto e bere vino…

  • carlo

    @Di nunzio
    il 25 aprile io festeggio la Liberazione.
    Un evento storico-poltico che mi ha portato una Costituzione la quale non prevede un modello sociale e politico come quello che lei racconta.

    Temo che anche in Italia arriveremo prima o poi ad uno scontro, non molto dissimile da quello avvenuto a Sarajevo.
    E che Dio ci aiuti !

  • Paolo1984

    Veramente mi pare che gli ultimi bombardamenti sull’Iraq siano stati disapprovati dai laici governi di Francia e Germania non per ragioni umanitarie certo, però li hanno disapprovati.
    Di Nunzio, ma quando i bombardamenti “laici” nel 1999 hanno colpito la Serbia di Milosevic ammazzando tanti civili serbi innocenti, per difendere (in teoria) i kosovari albanesi musulmani, lei immagino abbia protestato contro quelle bombe, vero? ricordo che si parlò addirittura di “guerra umanitaria”: un orribile ossimoro.
    Comunque se lei parla di “bombardamenti laici”, io posso parlare di “terrorismo religioso”.
    Prendo atto poi che secondo lei mostrare una donna sexy in una pubblicità è sullo stesso piano di condannare a morte una persona “blasfema”.
    Davvero un giudizio equilibrato il suo!

  • Paolo1984

    Caro signor Di Nunzio, a me da’ fastidio ad esempio che la tv pubblica ogni domenica mi trasmetta il discorso di un monarca assoluto di bianco vestito che sta in uno staterello dentro Roma e critica l’illuminismo, nega la libertà di autodeterminazione del proprio corpo. Mi da’ fastidio quando i credenti si credono possessori di una moralità superiore o più autentica rispetto a chi non crede.
    Mi da’ fastidio, ma devo sopportarlo.

  • lina

    @ Paolo (per il post 9)
    Fa bene a “sopportare” il Papa e i cristiani, perchè loro sopportano lei.
    Possono permettersi di farlo perchè nella fede cristiana – e non solo quindi cattolica – esiste il principio di separazione tra Stato e Chiesa. Cosa che non è contemplata nella religione islamica del sig. Di Nunzio.

    Qualcuno dirà che non è sempre stato così nella storia del cristianesimo. Verissimo ! Ma oggi nessun cattolico contesta il passo del Vangelo :”date a Dio ciò che è di Dio e a Cesare ciò che è di Cesare”.
    Mi chiedo cosa accadrebbe se Di Nunzio pretendesse l’applicazione della sharia sul territorio italiano.

  • Paolo1984

    Ho l’impressione che il signor Di Nunzio consideri libertà una donna che può indossare il velo islamico, ma la libertà non sta nell’indossare quel velo sta nel poterselo togliere in pubblico se lo si desidera senza rischiare la pelle

  • Valter Di Nunzio

    @Paolo Ho protestato contro l’aggressione alla Yugoslavia promossa dagli Usa e appoggiata dai Governi italiani di tutti i colori, proprio perchè non mi faccio infinocchiare dalla logica della “scontro di civiltà”.
    Quella ideologia era appunto stata creata per giustificare l’aggressione all’Europa dell’Est ed era infatti ritagliata contro la cultura cristiano-ortodossa. E’ stata poi riadattata per l’aggressione ai Paesi musulmani, con l’annessa propaganda mirata ai settori liberal dell’opinione pubblica occidentale, tesa a enfatizzare i presunti caratteri teocratici delle società islamiche.
    Sulla blasfemia, mi creda, nessuno vuole pesare insieme una condanna a morte e uno spot. Io non credo affatto che la signora del Pakistan abbia veramente bestemmiato contro il Profeta o contro il Corano. So per esperienza che quel tipo di processi vengono imbastiti con altre finalità.
    Un mio giovane amico e fratello dell’Afghanistan è vivo per miracolo dopo che un suo zio gli ha organizzato un linciaggio con l’accusa di aver bruciato dei Corani e con il fine accaparrarsi tutto il patrimonio familiare.
    Dopo di chè accetti con più comprensione che per molta gente Dio (gloria a Lui, l’Altissimo) esiste esattamente come esistiamo io e lei, anzi molto di più. Se qualcuno la insultasse o insultasse sua madre pretenderebbe che fosse punito? Se, daltronde, per lei Dio non esiste perchè bestemmiare il nulla? Ma questo non ha nulla a che fare con i processi farsa

  • Paolo1984

    Caro signor Di Nunzio, il punto è questo: anche se quella signora avesse davvero criticato o “bestemmiato” l’islam non meriterebbe comunque di essere condannata a morte, è proprio questo che distingue uno stato laico da una teocrazia, la bestemmia, la “blasfemia” non è reato penale. Sì pure noi avevamo il reato di vilipendio alla religione (che non prevedeva la pena di morte, comunque) ma l’abbiamo abolito (almeno credo).
    Io non bestemmio e non insulto le madri degli altri, ma non voglio che uno vada in galera solo perchè ha bestemmiato o ha insultato mia madre.
    X Lina: il Papa mi tollera solo perchè, avendo perso il potere temporale (e non l’hanno mica ceduto spontaneamente), è COSTRETTO a tollerarmi.

  • Paolo1984

    cara Lina, ho idea che se solo potessero tanti cristiani devoti e tradizionalisti a me e a quelli come me gli farebbero fare una brutta fine! Solo che non c’è più l’Inquisizione (e non c’è più grazie a secoli e secoli di illuminismo e laicismo) e si devono trattenere.

  • Valter Di Nunzio

    @Paolo Il Papa e i cristiani non hanno bisogno che li difenda io. Ma per amore di verità sono molti, molti di più i cristiani e i credenti uccisi, imprigionati e oppressi dai regimi “laici” che gli “illuminati” maltrattati dai Paesi cristiani o musulmani. La verità è sempre rivoluzionaria, o no? E se il Papa fosse solo un tiranno di un piccolo staterello, crede che tante persone lo ascolterebbero?
    Credo anch’io che la blasfemia non vada punita con la morte, ma effettivamente credo giusto che venga punita, perchè si è veramente liberi quando si è liberi dal male e la blasfemia è male ed è stupidità.

  • Paolo1984

    Signor Di Nunzio, i tiranni religiosi e non hanno sempre trovato chi li ascoltava.
    Sulla blasfemia le consiglio di ascoltare, se non la conosce questa canzone di Fabrizio De Andrè )un uomo non credente che però aveva grande rispetto per la figura di Gesù e per le altre culture):
    http://www.youtube.com/watch?v=CxzyfUHcqek

    E poi sul “bestemmiare” questa bella canzone, sempre di Fabrizio De Andrè, in genovese, ispirata ad una vera vicenda storica, “Sinan Capudan Pascià”
    http://www.youtube.com/watch?v=V32zM0JQLJ0

    Le metto anche la traduzione in italiano:

    SINAN CAPUDAN PASCIA’

    Teste fasciate sulla galea
    le sciabole si giocano la luna
    la mia è rimasta dov’era
    per non stuzzicare la fortuna
    in mezzo al mare c’è un pesce tondo
    che quando vede le brutte va sul fondo
    in mezzo al mare c’è un pesce palla
    che quando vede le belle viene a galla
    E al posto degli anni che erano diciannove
    si sono presi le gambe e le mie braccia
    da allora la canzone l’ha cantata il tamburo
    e il lavoro è diventato fatica
    voga devi vogare prigioniero
    e spingi spingi il remo fino al piede
    voga devi vogare imbuto
    e tira tira il remo fino al cuore
    e questa è la mia storia
    e te la voglio raccontare
    un po’ prima che la vecchiaia
    mi pesti nel mortaio
    e questa è la memoria
    la memoria del Cicala
    ma sui libri di storia
    Sinán Capudán Pasciá
    e sotto il timone del gran carro
    con la faccia in un brodo di farro
    una notte che il freddo ti morde
    ti mastica ti sputa e ti rimorde
    e il Bey seduto pensa alla Mecca
    e vede le Uri su una secca
    gli giro il timone a libeccio
    salvandogli la vita e lo sciabecco
    amore mio bell’amore
    la sfortuna è un avvoltoio
    che gira intorno alla testa dell’imbecille
    amore mio bell’amore
    la sfortuna è un cazzo
    che vola intorno al sedere più vicino
    e questa è la mia storia
    e te la voglio raccontare
    un po’ prima che la vecchiaia
    mi pesti nel mortaio
    e questa è la memoria
    la memoria di Cicala
    ma sui libri di storia
    Sinán Capudán Pasciá
    E digli a chi mi chiama rinnegato
    che a tutte le ricchezze all’argento e all’oro
    Sinán ha concesso di luccicare al sole
    bestemmiando Maometto al posto del Signore
    in mezzo al mare c’e’ un pesce tondo
    che quando vede le brutte va sul fondo
    in mezzo al mare c’è un pesce palla
    che quando vede le belle viene a galla.

  • Paolo1984

    Comunque signor Di Nunzio, le consiglio davvero di farsi quattro chiacchere con Taslima Nasreen scrittrice bengalese minacciata dai fondamentalisti islamici perchè si è dichiarata lesbica e atea.
    Parli con Salman Rushdie (immagino conosca la vicenda) visto che non può più parlare con chi tradusse in giapponese I versetti satanici poichè è stato ucciso nel 1991 e anche il traduttore italiano Ettore Capriolo subì un’aggressione nello stesso anno da parte di un fondamentalista islamico.
    E non può parlare più neanche con il regista Theo Van Gogh.
    La blasfemia non è reato punto e basta altrimenti non è più stato laico e io (e non solo io) alla laicità ci tengo perchè è garanzia di libertà di coscienza per tutti.

  • danilo recchioni baiocchi

    @ Valter Di Nunzio
    Il Sig. Di Nunzio afferma che la blasfemia va punita, anche se non con la morte. Come, di grazia? Che tipo di pena propone? Frustate, bastonate, amputazioni, reclusione, in castigo nell’angolo?…
    Non sono musulmano. Devo essere punito per questo? Spero di no. Ma se non sono musulmano, vuol dire che non credo che Maometto sia un profeta e che Dio gli abbia parlato attraverso l’Arcangelo Gabriele. Ma se non credo che Dio gli abbia parlato, o (se sono ateo) penso che si sia inventato tutto o (se sono credente) penso che gli abbia parlato Satana. Non ho aggiunto niente alla mia affermazione iniziale: “non sono musulmano”, l’ho solo esplicitata.
    Adesso sono blasfemo e devo essere punito? E cosa facciamo di quei cinque miliardi di non musulmani,di gente cioè che ritiene Maometto un bugiardo o un servo di Satana. Devono essere puniti tutti?
    Immagino la risposta: non devono essere puniti per il fatto di non essere musulmani, ma per il fatto di dirlo, affermando quindi tutto quello che vuol dire non essere musulmani. Bell’idea di libertà di espressione! Se si nasconde quel che si pensa o si crede, non si sarà puniti. Qualcuno mi spiega come si concilia questo con la democrazia?
    Per chi non lo sapesse Asia Bibi è stata condannata a morte per aver fatto una domanda: “Gesù è morto in croce per tutti; cosa ha fatto Maometto per te?” Che si sia cristiani o no è una domanda che può interrogare qualsiasi coscienza. Ma è stato sufficiente perché Asia Bibi venisse condannata a morte, e, anche se verrà graziata e liberata, prima o poi qualche credente (come il Sig. Di Nunzio) si sentirà in dovere di punirla. Una madre di quattro figli.
    Ma soprattutto, caro Sig. Di Nunzio, se qualcuno le dicesse che lei deve essere punito perché si pone domande su Gesù, o Marx, o Mao, o Mussolini, Bismark, Garibaldi o Maradona, come la prenderebbe?

  • carlo

    @ sig. Paolo
    Lei mescola con troppa faciloneria tutte le religioni.
    Il rapporto Uomo-Dio che ognuna di loro propone non è identico e quindi non si possono estendere i “difetti” o i “pregi” di una anche alle altre.
    Mi rendo conto del fatto che per un ateo ciò rende tutto più facile, ma non corrisponde al vero e quindi non è nemmeno intelligente.
    La invito ad approfondire le differenze almeno tra islam e cristianesimo. (Noti che ho detto cristianesimo e non cattolicesimo)

  • Ahmed

    Caro sig. Di Nunzio, le sue tesi sono agghiaccianti, lei e’ un analfabeta del diritto.
    In qualunque comunita’ libertaria non puo’ esistere nessun reato di blasfemia. La definizione stessa e’ priva di significato: chi stabilisce il confine tra critica ed insulto? Quegli stessi fedeli che adorano una divinita’ e che quindi la considerano al-di-la’ della realta’ umana e quindi non criticabile per-se? Cosi’ se domani io mi inventassi di essere il profeta della divinita’ Pinco-Pallo, mi potrei arrogare il diritto di considerare blasfema qualsiasi critica alla divinita’ stessa. Ridicolo.
    Non esiste nessuna prova dell’esistenza delle divinita’ ed il fatto che miliardi di persone vi credano non giustifica alcuna censura.
    Prima di Galileo il 99,9% della popolazione credeva che il sole girasse intorno alla terra: aveva torto.
    L’umanita’ crede in migliaia di divinita’ differenti (forse lei ignora che al mondo vi sono oggi ca. 35.000 religioni), in perenne contrasto tra di loro. Le piu’ diffuse sono tali a causa di espansioni imperialistiche genocide (i Beduini in Medio Oriente e Nord Africa, gli Europei nelle Americhe e Sud Africa, etc.) che hanno causato centinaia di milioni di morti (non giochi con i numeri: nella sola conquista e sottomissione del sub-continente Indiano i musulmani hanno ucciso 50 milioni di persone).
    Uno stato liberale permette ogni critica verso ogni ideologia, sia essa di tipo teologico, che politico o altro.

  • davide fortunati

    la blasfemia deve essere punita?….odo bene?….e si è veramente liberi se si è liberi dal male?…no comment.

  • danilo recchioni baiocchi

    @ Valter Di Nunzio
    Il Sig. Di Nunzio afferma che la blasfemia va punita, anche se non con la morte. Come, di grazia? Che tipo di pena propone? Frustate, bastonate, amputazioni, reclusione, in castigo nell’angolo?…
    Non sono musulmano. Devo essere punito per questo? Spero di no. Ma se non sono musulmano, vuol dire che non credo che Maometto sia un profeta e che Dio gli abbia parlato attraverso l’Arcangelo Gabriele. Ma se non credo che Dio gli abbia parlato, o (se sono ateo) penso che si sia inventato tutto o (se sono credente) penso che gli abbia parlato Satana. Non ho aggiunto niente alla mia affermazione iniziale: “non sono musulmano”, l’ho solo esplicitata.
    Adesso sono blasfemo e devo essere punito? E cosa facciamo di quei cinque miliardi di non musulmani,di gente cioè che ritiene Maometto un bugiardo o un servo di Satana. Devono essere puniti tutti?
    Immagino la risposta: non devono essere puniti per il fatto di non essere musulmani, ma per il fatto di dirlo, affermando quindi tutto quello che vuol dire non essere musulmani. Bell’idea di libertà di espressione! Se si nasconde quel che si pensa o si crede, non si sarà puniti. Qualcuno mi spiega come si concilia questo con la democrazia?
    Per chi non lo sapesse Asia Bibi è stata condannata a morte per aver fatto una domanda: “Gesù è morto in croce per tutti; cosa ha fatto Maometto per te?” Che si sia cristiani o no è una domanda che può interrogare qualsiasi coscienza. Ma è stato sufficiente perché Asia Bibi venisse condannata a morte, e, anche se verrà graziata e liberata, prima o poi qualche credente (come il Sig. Di Nunzio) si sentirà in dovere di punirla. Una madre di quattro figli.
    Ma soprattutto, caro Sig. Di Nunzio, se qualcuno le dicesse che lei deve essere punito perché si pone domande su Gesù, o Marx, o Mao, o Mussolini, Bismark, Garibaldi o Maradona, come la prenderebbe?