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P4, sull’arresto di Papa l’ombra di Craxi nel ’93

P4, sull’arresto di Alfonso Papa il Pdl punta tutto sul voto segreto ma Bossi fa tremare il premier.

«Meglio votare sì all’arresto», anche se «non ne ho ancora parlato con i miei in Giunta…». Umberto Bossi continua a tenere sulle spine il Pdl sulla sorte di Alfonso Papa, il deputato coinvolto nell’inchiesta P4 insieme a Luigi Bisignani. Non è però un improvviso afflato legalitario a muovere il leader della Lega. Infatti è soprattutto il gruppo del Carroccio alla camera a essere sempre più diviso. I 10 deputati fedeli al senatur guidati dal capogruppo uscente Reguzzoni vorrebbero votare contro l’arresto insieme al Pdl, mentre i 36 vicini a Maroni sarebbero per rompere gli ormeggi e votare con l’opposizione.

Tutto lineare? Niente affatto. La Lega è maestra nelle imboscate d’aula nel mischiare le carte sulle proprie intenzioni.

Celeberrimi, in passato, la bocciatura improvvisa della bicamerale nonostante le solenni assicurazioni contrarie di Maroni (leggi qui) a Pinuccio Tatarella.

Torna alla memoria, soprattutto, il voto segreto che per un pelo salvò Bettino Craxi nell’aprile del 1993. Le analogie con quella giornata sono molte. Anche allora la Lega fece propaganda a favore del processo mentre in realtà, nel buio dell’urna, votò massicciamente contro addossando tutte le colpe al pentapartito e portando alle dimissioni immediate dei ministri della sinistra nel governo Ciampi che si insediava proprio quel giorno dopo il risanamento lacrime e sangue fatto l’anno prima da Giuliano Amato. I protagonisti di allora sono ancora tutti lì: Bossi, Maroni, Napolitano (che presiedeva l’aula), Fini, D’Alema.

Anche stavolta su Papa la Camera si esprimerà a scrutinio segreto. I leghisti (come nel ’93) potrebbero votare in massa e di nascosto contro l’arresto dando la colpa agli altri partiti, additandoli al pubblico ludibrio.

Leggi qui lo straordinario racconto di quei giorni di Filippo Facci.

Corsi e ricorsi storici che lasciano il tempo che trovano. Però l’obiettivo del Pdl è proprio arrivare in aula il prossimo 20 luglio senza un pronunciamento definitivo della Giunta, dove i 2 leghisti sono l’ago della bilancia, e sperare nel voto segreto. Per questo, a sorpresa, il deputato relatore del caso Papa, Francesco Paolo Sisto, ha ritirato la sua proposta di negare l’arresto. Certo, se invece Bossi propendesse davvero per il sì non è escluso che l’opposizione ottenga il rispetto degli accordi, e cioè il voto preliminare stamattina in Giunta con tutto quello che ne consegue. Il Pdl, in ogni caso, pare intenzionato a prendere tempo, trincerandosi dietro la scusa della «grande mole» di atti da leggere. «Noi, comunque – assicura il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti – un voto domani lo facciamo. Chi lo presenta? Potrebbe farlo anche l’opposizione…». L’Idv, spiega Antonio Di Pietro, lo farà sicuramente.

Aggiornamento alle 14 del 15 luglio 2011:

Alla prova dei fatti stamattina la Lega si è astenuta in Giunta, confermando sospetti. spaccature e fibrillazioni sul comportamento successivo in aula il 20 luglio, l’unico che alla fine conta davvero.