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losangelista

Oyelowo: Da Selma a Ferguson

“Selma” il bel film di Ava DuVernay scorre come un manuale pratico di disubbidienza spedito 50 anni fa di Martin Luther King al popolo di Ferguson. Nei panni di MLK c’e’ il nigeriano-britannico David Oyelowo a cui chiediamo il nesso fra gli eventi separati da 50 anni giusti.

David Oyelowo

“La verità è che la campagna per Selma prese davvero forza dopo l;assassinio di un giovane afroamericano reduce del Vietnam, Jimmy Lee Jackson, da parte della polizia, un evento che galvanizzò l’opinione pubblica e stimolò la protesta contro la brutalità e I soprusi della polizia. Praticamente l’identica cosa accaduta a Ferguson dove la morte di Michael Brown è stati l’evento scatenante per l’odierno movimento nazionale. Prima ero c’erano stati Taryvon Martin e Oscar Grant e tutti gli altri casi recenti. Ora però per la prima volta in molti anni, proprio come avvenne per Selma un movimento popolare di disubbidienza civile è legato ad un luogo fisico divenuto simbolico nel mondo intero. Sono fiero di essere parte di questo film che esce proprio ora anche per via dell’erosione del Voting Rights Act, la legge sul diritto al voto per le minoranze che Johnson firmò in seguito alle proteste organizzate d Martin Luther King. L’anno scorso la corte suprema ha considerato che quelle tutele non sono più necessarie perchè il paese sarebbe “progredito abbastanza”. Invece significa che ancora una volta alcuni segmenti dell’elettorato possono essere marginalizzati. Non potrebbe insomma esserci momento più opportuno per rammentare a tutti l’importanza e il valore dei diritti per cui allora molti morirono.”