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losangelista

Oscar Imbalsamato

Prevedibili,  scontati, assolutamente banali;  da settimane i produttori degli 83mi oscar hanno proclamato di voler innovare e svecchiare la piu’ stolida delle autocelebrazioni del cinema, una mission affidata a James Franco e Anne Hathaway, i giovani presentatori-star ingaggiati all’uopo. Ma lo spettacolo andato in scena al Kodak  theater non avrebbe potuto essere piu’ deludente: l’unica scintilla di vivacita’ dell’Oscar “giovane” e’ venuta da un Kirk Douglas prorompente e spiritoso a 94 anni!  Per il resto l’insipida stucchevolezza dell’ 83mo Oscar  e’ stata in buona parte dovuta  alla completa prevedibilita’ appunto, dei premi nelle principali categorie, a partire dalle 4 statuette guadagnate dal Discorso del Re, uno dei film piu’ conservatori  dell’anno. Non e’ che i riconoscimenti a Colin Firth, Natalie Portman,  Christian Bale e Melissa Leo non siano stati meritati ma l’assenza di qualunque sorpresa, salvo forse l’inabilita’ de Il Grinta di vincere in nemmeno una delle 10 categorie in cui era stato (esageratamente) candidato, ha rimosso ogni interesse. Certo in gran parte e’ inevitabile che la cerimonia piu’ “accademica” del cinema si risolva in un mega-saggio congratulatorio bonificato di ogni segno di estro; al massimo si puo’ sperare che lo spettacolo televisivo come a volte avviene, compensi con trovate, virtuosisimo tecnico e mostre di talento. Un arduo compito che principalmente ricade sui presentatori e la coppia Hatahaway-Franco – particolarmente quest’ultimo – ha dimostrato che il glamour non si traduce automaticamente in carisma televisivo, anzi. Cosi’ la loro presenza e’ sembrata una disperata manovra per contenere la fuga di giovani dall’audience, invocando Twitter e Facebook come un mantra: internet come  elisir di giovinezza,    facendo invece rimpiangere la caustica scorrettezza politica di  Ricky Gervais ai Golden Globes ma anche la patina da vecchio mattatore  di Billy Crystal, apparso per una comparsata a sorpresa e subito accolto da una standing ovation  (per non parlare di Bob Hope  presente “olograficamente” sul palco) e se e’ per questo quasi ogni altro presentatore negli ultimi dieci anni. Assente dallo show non solo ogni accenno di polemica (ci si e’ avvicinato solo Charles Ferguson il regista di Inside Job, che ritirando il premio per il suo documentario sul crack finanziario ha ricordato che a tre anni dalla gigantesca frode bancaria che ha sprofondato il mondo nella recessione non e’ stato processato neanche un banchiere di Wall Street) ma anche ogni altro riferimento alla realta’ al di fuori dello scintillio hollywoodiano. Insomma un oscar spento che ha deluso le pur modeste aspettative di chi lo conosce come il sopravvalutato pseudo-evento che e’.