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losangelista

Osama: Primo Maggio Rosso Sangue

Le dirette fiume delle televisioni mostrano le folle radunate alla casa bianca, a Times Square e a ground zero. Sono le due di notte passate ma la gente continua a sventolare le bandiere e a fare festa per la morte di Osama Bin Laden. La folla inneggia, brucia l’effige del nemico in una scena che sottolinea la forza dei simboli  da un lato e la carica emotiva contenuta in questo evento che porta sollievo e anche il dolore del ricordo a questo paese. La gioia per la morte del nemico e gli slogan festanti contengono altresi’ tutta la violenza  del fanatismo di simili folle ovunque e sicuramente di questo paese (“unito sotto dio”) dove l’iconografia della folla giubilante  al cospetto di un cadavere ha dolorosi antecendenti.  Tant’e’,  il compimento di questo occhio-per-occhio  promesso 10 anni fa da Bush e rimasto finora irrrangiungibile e’ inevitabilmente acclamato in questo momento da ragazzi che l’11 settembre erano studenti delle elementari. Difficile sottovalutare l’importanza dell’evento per un paese che di questo cadavere aveva disperatamente bisogno, e che intanto e’ stato subito trasformato in spot militar-patriottico dalla Fox e le emittenti di destra.  Quando passera’ la sbornia ci sara’ il tempo per i fatti, per misurare l’effetto positivo sul gradimento del presidente e per cominciare a capire le implicazioni per i rapporti sempre piu’ tesi fra America e Pakistan.