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losangelista

Osama: day after

In America e’ il day after di Osama day e sento il bisogno di puntualizzare il post fatto a caldo dopo l’annuncio della morte di Bi Laden. Lasciando da parte i Palestinesi tirati in ballo dai commenti, alle cui eventuali azioni si potrebbero peraltro ascrivere motivi piu’ plausibili che non ai ragazzotti di Georgetown visti davani alla casa bianca, vorrei precisare che da piazzale Loreto, a Falluja ritengo che la festa davanti ai cadaveri martoriati non e’ mai un bello spettacolo. Insomma in questo mondo-blog tocca perfino trovarsi allineati col Vaticano. Anche se le folle che scandiscono U-S-A in piazza, o allo stadio, suscitino sempre un tantino di preoccupazione per l’attitudine che dimostrano nei cittadini della superpotenza, vorrei respingere preventivamente accuse di antiamericanismo gratuito, non per questo c’e’ bisogno di allinearsi con la retorica della “vittoria” e della “giustizia”.  Soprattutto perche’ proprio riguardo quest’ultima,  i falchi americani hanno subito rivendicato con l’azione dei seals il primato dell’”azione di guerra” sulla giustizia oridinaria, la stessa idea che ha impedito di processare in tribunale i detenuti di Guantanamo, che privilgia cioe’ ovunque la guerra  come paradigma geopolitico appropriato nai nostri tempi. E anche nel giorno “di festa” e’ importante dissentire su questo punto fondamentale. Un ultimo pensiero: l’esecuzione del neo-Saladino  conclude una settimana di modernita’  intensa comiciata col matrimonio reale e proseguita con la beatificazione di un papa.

  • carlo

    Messo in questi termini , ovvero dopo un matrimonio reale, la beatificazione di un Papa e l’uccisione di un uomo che pare si difendesse nascondendosi dietro le sue donne, deve essere proprio un giorno “no”, per il sig. L.Celada.
    Se fosse un Navy Seals , gli ricorderebbero il loro motto : “il giorno più duro ? E’ stato ieri”

  • Francesco

    No, scusate, ma chi è questa gente che scrive i commenti sui blog del Manifesto. Questo blog lo trovo sempre molto interessante, divertente e profondo (cosa non semplice da fare su internet). In particolare quella contenuta nell’articolo precedente mi è sembrata, nella sua coincisione, la lettura più corretta dell’avvenimento in questione che mi sia capitato di leggere. I tratti fondamentali del fenomeno sono appunto i due indicati: le folle fondamentaliste nel centro di New York e la mondanità medioevale dei matrimoni reali, delle beatificazioni, degli scontri di civiltà.
    p.s. visto che ormai andiamo sul personale, w il giornalismo alla Luca Celada!

  • http://www.rosannamaiolino.com Rosanna

    Concordo pienamente con quanto scritto da Celada, e ne sono anzi molto colpita…io stessa ieri ‘a caldo’ ho sentito il bisogno di scrivere ed inviare alla mia rete di conoscenze una mail in cui chiedevo il conforto della condivisione di un sentimento di nausea…Ho scritto:”Ieri, mentre da noi la betificazione di papa Woityla fagocitava di santità la festa del 1°maggio, i nostri alter ego a stelle e strisce sancivano con una azione assassina la loro vittoria sul ‘male’: Bin Laden è stato ucciso, ‘giustizia è fatta’ ha dichiarato Obama: il popolo americano esulta e si dà alla festa (e che colori! Obama 1, Bin Laden 0)… anche da noi si plaude all’evento…mentre un santo vola in cielo un diavolo è spedito negli inferi da cui proveniva…(dove si sposterà, ora, il fronte di guerra?)
    Da tutta questa logica manichea, militarista, imperialista, nonché barbaramente ‘televisiva’ io mi dissocio. Sono disgustata e offesa nel sentimento che mi fa da sempre sentire vicina alle parole di tutti i grandi uomini che del pacifismo hanno fatto la loro bandiera…vorrei non sentirmi isolata in questa indignazione.”

    Rosanna

  • Don Bairo

    vogliamo chiudere il cerchio? attenzione, attenzione:
    «L’eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme  miracolo per il mondo  regalato dal Papa più amato che tanto tuonò contro la rete del terrore».
    michaela biancofiore (pdl) dixit, via ansa
    il miracolo vero, che sarà negato anche a GPII, sarebbe inculcare il catechismo alla biancofiore.
    ma anche solo un minimo di analisi logica…

  • Galaverna

    Non capisco proprio questi arricciamenti di naso, Celada: che c’è di strano nel fatto che negli USA la gente (gente comune, non “ragazzotti”) sia scesa in piazza a festeggiare?
    Non dovevano sentirsi almeno sollevati dalla morte di chi ha sterminato tremila persone solo negli attentati del 9/11?

    Per il popolo USA la fine di Bin Laden accende molte speranze, alcune delle quali probabilmente esagerate.
    Ma che quella morte abbia cambiato le cose è difficile negarlo: il ritiro dall’ Afghanistan, ad esempio, è oggi una possibilità ben più concreta di quanto lo fosse ieri, con Bin Laden vivo.
    E’ mica questo che dà fastidio?

  • lina

    Mi rendo conto del sentimento di smarrimento e desolazione che percorre il popolo della sinistra italica dopo il susseguirsi di certi eventi in breve tempo, ma mi chiedo e chiedo ai lettori del blog se qualcuno non sia rimasto indietro rispetto alla Storia e al suo divenire continuo.
    Ideologie e slogan politici di qualche anno fa valgono ancora ?
    L’analisi che Marco D’Eramo fa su un altro blog del Manifesto mi pare molto meno sentimentale di quella di L. Celada.( che trovo sia anche un pò retrò)