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losangelista

Ore di Libertà

freedomworks.org

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È durata meno di 48 ore la libertà americana “conquistata” dai ribelli che domenica scorsa avevano impedito il rinnovo del Patriot Act. Dopo un giorno e mezzo in cui (presumibilmente) I cittadini sono di colpo rimasti senza la benevola supervisione del loro attento governo, Obama ha firmato lo USA Freedom Act, la riforma delle intercettazioni di massa battezzata con senso squisito dell’ossimoro. Con le libertà , in particolare con il diritto alla privacy questa legge non ha certo molto a che vedere trattandosi semplicemente di una modesta modifica procedural all’apparato di sorveglianza di stato. Il freedom act Introduce alcuni limiti, questo si, che prima non sussistevano alla capacità della NSA di raccogliere automaticamente tutti “i metadati” di ogni telefonata effettuata ogni giorno da ogni Americano. In sostanza i dati delle chiamate (origine, destinazione, durata) verranno da ora in poi raccolti e conservati nei computer delle aziende telefoniche. Le autorità governative potranno richiedervi accesso mediante mandato autorizzato dalla FISA (Foreign Intelligence Surveillance Court), il tribunale segreto preposto a valutare le richieste delle forze dell’ordine e altre agenzie inquirenti. Un’altra novità prevede l’aggiunta alla FISA di un “garante pubblico” che dovrebbe monitorarne indipendentemente l’operato. Con questi accorgimenti il massiccio “data mining” sulle telecomunicazioni dei cittadini è poi ripreso dopo la breve pausa come dal progetto del Patriot Act – la legge speciale varata dopo l’11 settembre che ha invalidato di colpo e senza alcun dibattito approfondito un intera classe di garanzie costituzionali precedentemente considerate inviolabili, in un paese dove le intercettazioni erano sicuramente meno usate che in Italia. Oltre alla sorveglianza totale il Patriot Act ha prodotto la tortura le prigioni segrete, abolito l’ habeas corpus e il diritto alla difesa (vedasi Guantanamo) – una deriva autocratica e segreta che ha stravolto in pochi anni garanzie secolari. Eppure benché irrisoria in termini pratici la “riforma” della sorveglianza assume una importanza notevole se si consider ache è la prima limitazione dei poteri smisurati “commissariati” dallo stato nel nome dell’emergenza antiterrorism. Benché nessun senatore l’abbia voluto ammettere si è trattato di una conseguenza diretta delle rivelazioni fatte da Edward Snowden due anni fa; la prima prova concreta dell’importanza democratica del suo operato.