closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
in the cloud

Onu, in calo i rifugiati richiedenti asilo

GINEVRA – Continua a diminuire, anche nel 2010, il numero di richiedenti asilo nei paesi del mondo industrializzato. La cifra attuale infatti è pari a circa la metà del livello di inizio millennio.

È questo uno dei dati principali emersi dal rapporto statistico sulle domande d’asilo presentate nel 2010 in 44 paesi industrializzati*, pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, UNHCR (vedi il testo completo). È importante precisare che il rapporto prende in esame le nuove domande d’asilo presentate e non il numero di persone alle quali è stato riconosciuto lo status di rifugiato.

Lo scorso anno – si legge nel rapporto – nei paesi industrializzati sono state inoltrate complessivamente 358.800 domande d’asilo, il 5% in meno rispetto all’anno precedente e ben il 42% in meno del 2001. Negli ultimi dieci anni, il 2001 è stato l’anno in cui è stato presentato il maggior numero di domande: 620mila.

“Le dinamiche dell’asilo a livello globale sono in continuo mutamento” ha affermato l’Alto Commissario per i rifugiati António Guterres. “Il numero di domande d’asilo nel mondo industrializzato si attesta oggi su un livello molto più basso rispetto a un decennio fa. Le cifre annuali sono in crescita solo in un ridotto gruppo di paesi. È necessario studiare le cause alla base di questa tendenza per capire se il declino nel numero di domande sia la conseguenza di una riduzione dei fattori di spinta nelle aree di origine o invece di più rigidi controlli delle migrazioni nei paesi d’asilo”.

Numeri in discesa nella maggior parte dei continenti

Il numero di domande di asilo presentate lo scorso anno rappresenta il quarto più basso dell’ultimo decennio. Su base annuale sono state riscontrate diminuzioni in gran parte delle regioni del mondo, tra cui Europa, Nord America e Asia del nord. Nel vecchio continente, il declino più sensibile si è registrato nei paesi meridionali, nei quali il numero di domande presentate nel 2010 è stato complessivamente inferiore del 33% rispetto all’anno precedente. Ciò si spiega principalmente col fatto che un numero minore di persone ha chiesto protezione a Malta, in Italia e in Grecia. Tale diminuzione è tuttavia bilanciata da aumenti in altri paesi, come in Germania (+49%), Svezia (+32%), Danimarca (+30%), Turchia (+18%), Belgio (+16%) e Francia (+13%). Al contrario, sensibili diminuzioni sono state registrate in Norvegia (-42%) e Finlandia (-32%).

Nel 2008 in Italia si era verificato un significativo aumento delle domande di asilo, in linea con gli standard europei (30.300). Molti di coloro che presentavano domanda arrivavano prevalentemente via mare. Nel 2009, il numero delle domande di asilo è diminuito drasticamente, tale calo va attribuito anche alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia, fra le quali i respingimenti in alto mare. Dal 2008 al 2009 le domande di asilo si sono quasi dimezzate (17,600). Nel 2010, questo trend è continuato con 8,200 domande (sulla base dei dati attualmente disponibili), classificando l’Italia al 14° posto per destinazione tra i 44 paesi industrializzati.

A livello di continenti, solo in Australia il numero di domande d’asilo presentate lo scorso anno è stato superiore a quello del 2009. In Australia le domande inoltrate sono state 8.250, per un aumento del 33%. Tuttavia le cifre relative a questo continente sono ben al di sotto dei livelli riscontrati in altri paesi – sia del mondo industrializzato che non industrializzato – e si sono rivelate inferiori di oltre un terzo se paragonate con quelle del 2001.

Stati Uniti in cima alla classifica dei paesi destinatari di domande d’asilo

Se si prendono in considerazione i singoli paesi, gli Stati Uniti sono risultati ancora una volta – per il quinto anno consecutivo – il principale destinatario di domande d’asilo. Ogni sei domande d’asilo presentate nei paesi industrializzati considerati dal rapporto, una è stata depositata negli USA. Nel paese il numero di domande è aumentato di 6.500 rispetto all’anno precedente, anche per l’incremento di richieste d’asilo provenienti da cittadini di Cina e Messico.

Al secondo posto, tra paesi che hanno ricevuto più richieste d’asilo, si trova ancora la Francia. Soprattutto provenienti da cittadini di Serbia, Federazione Russa e Repubblica Democratica del Congo, le 47.800 domande pervenute nel 2010. Il terzo paese – con una crescita del 49% – è invece diventato la Germania, anche a seguito dell’aumento di domande presentate da cittadini di Serbia e Repubblica ex jugoslava di Macedonia. Si tratta di uno sviluppo ampiamente attribuibile al fatto che dal dicembre 2009 i cittadini di questi due paesi non hanno più bisogno di un visto per entrare nell’Unione Europea. Al quarto e quinto posto troviamo poi Svezia e Canada. Complessivamente, i primi cinque paesi hanno ricevuto più della metà (il 56%) del numero totale di domande d’asilo presentate in tutti i paesi presi in esame dal rapporto.

Proviene da cittadini serbi il maggior numero di domande

Passando ora ai paesi d’origine, il più alto numero di domande – 28.900, si legge nel rapporto – è stato presentato da cittadini della Serbia, tra i quali vanno inclusi anche quelli provenienti dal Kosovo. La cifra rappresenta un aumento del 54% rispetto al 2009, quando il paese si collocava alsesto posto nella classifica dei paesi d’origine di richiedenti asilo. È interessante notare che la cifra del 2010 risulta vicina a quella del 2001, quando si era appena usciti dalla crisi del Kosovo.

Al secondo posto – tra i paesi d’origine delle persone che hanno presentato domande d’asilo nel 2010 – si trova l’Afghanistan, con una diminuzione del 9% rispetto all’anno precedente. A differenza del 2009, quando la maggior parte degli afghani ha inoltrato la propria domanda in Norvegia e Regno Unito, l’anno scorso i paesi più richiesti sono stati Germania e Svezia. Terzi tra i richiedenti asilo del 2010 i cinesi, anche per la contemporanea sensibile diminuzione di domande presentate da cittadini di Iraq e Somalia. Per la prima volta dal 2005 infatti l’Iraq non è tra i primi due paesi d’origine di richiedenti asilo. Si trova ora invece al quarto posto, seguito dalla Federazione Russa. La Somalia – terza nel 2009 – si trova invece al sesto posto.

È necessario – secondo Guterres – ricondurre le cifre più recenti alle recenti emergenze in corso in Costa d’Avorio e in Libia. “In definitiva – aggiunge l’Alto Commissario – è ancora il mondo in via di sviluppo a  farsi carico della responsabilità maggiore nell’accoglienza dei rifugiati. Nonostante debbano far fronte a molte altre sfide, paesi come Liberia, Tunisia ed Egitto hanno tenuto aperte le proprie frontiere per le persone bisognose. Esorto tutti i paesi a sostenere il loro impegno”.


* I 44 paesi presi in esame dal rapporto sono – oltre ai 27 dell’Unione Europea – Albania, Australia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Repubblica di Corea, Croazia, Giappone, Islanda, Liechtenstein, Repubblica ex jugoslava di Macedonia, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Serbia, Stati Uniti, Svizzera e Turchia.

—- ooo —-

Where people seek asylum, and where they are from

LAST year 358,800 applications for asylum were lodged in 44 of the world’s richer countries, according to a report by the UN High Commissoner for Refugees published on March 28th.

This has fallen by around half since 2001. The largest number of claims came from Serbians, for whom restrictions on travel to the European Union without a visa were lifted in December 2009. This resulted in a rise in applications from 18,800 in 2009 to nearly 29,000 last year. Meanwhile, claims from citizens of neighbouring Macedonia increased by 600% to 6,351. Applications made by people from Afghanistan and Iraq fell by 9% and 18%.

Over 11,000 applications for asylum in America last year were made by Chinese citizens, by far the biggest claimant nationality in the United States.

tabella e testo in inglese tratti dall’Economist.