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FranciaEuropa

Ocse: l’università contro la crisi

Lo “Sguardo sull’istruzione” pubblicato oggi dall’Ocse (l’organizzazione dei paesi più ricchi del mondo) è un inno alla scuola e, più in particolare, agli studi superiori. Secondo questa organizzazione, che non puo’ certo essere accusata di avere tendenze “socialiste”, i paesi che usciranno prima dalla crisi economica in corso, saranno quelli dove i poteri pubblici hanno investito di più sull’istruzione. “Il periodo che seguirà la crisi economica mondiale sarà caratterizzato da una domanda senza precedenti per l’insegnamento universitario”, afferma il segretario generale del’Ocse, Angel Gurria. L’Ocse, che ogni anno compara i dati dei suoi paesi membri, conclude che “gli investimenti nel capitale umano contribuiranno alla ripresa”. L’Ocse rileva che nel 2007, la media dei paesi Ocse era di un terzo delle persone di 25-34 anni con diploma superiore, mentre questa proporzione sale al 50% per Canada, Giappone e Corea del Sud. L’Ocse ci dice che l’occupazione cresce con un maggiore livello di istruzione. E che l’investimento negli studi superiori aiuterà gli stati ad uscire dalla crisi.

Lo studio annuale del’Ocse sulla scuola, a partire da un’analisi comparata, afferma che la qualità del sistema di istruzione non dipendente tanto dagli stipendi degli insegnanti, ma dalla considerazione che la loro professione riscontra nella società. Al primo posto per la qualità della scuola, in Europa, da anni c’è la Finlandia. Gli insegnanti finlandesi non sono pagati tantissimo, sono addirittura sotto la media Ocse (come i francesi). Ma la differenza sta nella valorizzazione del loro lavoro nella società, nel rispetto che suscita.

www.oecd.org