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Occupy LA: Cronaca di Sfratto Annunciato

Occupy LA e’ sotto sfratto esecutivo. Dopo due mesi il sindaco ha dato un ultimatum all’occupazione che ha cinto il grattacielo deco’ del municipio di Los Angeles con centinaia di tende colorate. Alla scadenza, la mezzanotte di lunedi’  pero’ gli occupanti non hanno sloggiato, diffondendo invece via twitter un apppello che ha portato sotto il municipio migliaia di sostenitori da ogni parte della citta’. Un presidio durato tutta la notte che ha impedito alla polizia di attuare lo sfratto. E’ l’ultima vittoria per Occupy Los Angeles dove sin dall;inizizo l’amministrazione  cittadina nella media e’ parsa piu’ tollerante o comunque decisa ad evitare danno di immagine subito da colleghi piu’ esuberanti in altre citta’ – Portland, Oakland, New York – in seguito a violenti interventi della polizia. In tutta questa storia per la verita’ cio’ che piu’ risalta e’ e’ l’ostenata cortesia dell’LAPD, il corpo di polizia che vanta la peggiore nomea del paese quanto a militarizzazione e propensione a menare le mani. Gli stessi agenti che quattro  anni fa avevano brutalmente caricato una  pacifica celebrazione del primo maggio travolgendo passanti, anziani, giornalisti e osservatori e che sono notoriamente allergici agli assembramenti non autorizzati di cittadini, in questa vicenda sono guidati da un inatteso buonismo; apparentemente tenuti da categoriche direttive a non provocare incidenti hanno dimostrato insospettate doti di pazienza. Decisi a dimostrare di non essere, nelle parole di una portavoce  “come la polizia di New York”, gli ufficiali dell’LAPD sono giunti ad accorciare i turni degli agenti per evitare che esposti agli insulti dei dimostranti troppo a lungo risponedessero alle provocazioni.  Da canto loro i manifestanti hanno dichiarato che ricorreranno alla disubbidienza civile ed e’ quindi solo questione di tempo ormai per uno sfratto annunciato che rusltera’ probabilmente in numerosi arresti  Al momento nell’accampamento continua l’assemblea permanente e prevale la linea della resistenza pacifica anche se non manca una minoranza che giudica utile alzare il livello dello scontro. Qualcuno e’ salito con le corde sugli alberi della piazza per rendere piu’ difficoltoso lo sgombero. Come gia’ successo altrove dopo si porra’ il problema di come procedere senza la presenza territoriale che e’ riuscita finora a imporre il movimento nella coscienza nazionale e nel dibattito politico. Intanto la protesta si estende nelle universita’ – ieri qui a Los Angeles c’e’ stata una manifestazione a UCLA  in protesta contro i pestaggi di studenti avvenuti a Berkeley e Davis – tutti campus dove sono gia’ sorti villaggi di tende.