closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

Occupy Everything!

Lo slogan spruzzzato ieri su un muro di Westwood, il quartiere universitario di Los Angeles da la misura dell’esasperazione della protesta degli studenti che e’ esplosa non solo sul campus della UCLA qui, ma in tutti gli atenei californiani: UC Davis, Berkeley, Santa Cruz, Irvine, Riverside, San Diego…Sono le universita’ del UC System, quelle che erano state il vanto del paese come centri di ricerca e insegnamento all’altezza delle esclusive Yale, Harvard o Stanford ma, differentemente dalle cittadelle di privato privilegio che e’ l’Ivy League,  progettate – e pubblicamente sovvenzionate – per dare massimo accesso agli studi superiori. Le rette delle scuole californiane erano ancora la meta’ comparate alle migliori d’America cui sono equivalenti. Un idea progressista di istruzione democratica che per 40 anni ha ampliato la middle class della California alimentando innovazione e benessere. Ma come spesso ripetiamo su queste pagine, 30 anni di liberismo populista, l’involuzione iniziata con la Reagan Revolution e il suo mantra del meno tasse – meno stato, hanno  ridotto in brandelli  il bilancio dello stato e allo stremo i servizi pubblici soggetti a implacabili tagli alla ricerca di un impossibile pareggio dei conti. A novembre e’ stata deciso l’aumento delle rette universitarie del 32%, scaricando i peccati dei padri sulle spalle dei figli, i giovani tagliati improvvisamente fuori dalle universita’. E’ un ulteriore indice  di uno shift ideologico che, come scrivevamo qalche giorno fa qui sotto, ha fatto si che le prigioni abbiano sostituito i campus come settore in boom, il simbolo di un patto sociale fratturato rimpiazzato dalla visione cinica e criminalizzante di una societa’.  

Il tradimento delle universita’ e’ una promessa infranta ai giovani della societa’ piu’ multietnica – e farne le spese saranno nautralmente i ceti disagiati e “diversamente pigmentati”,  ma in defintiva una California destinata ad essere impoverita del suo bene piu’ prezioso: la dinamicita’ intellettuale.  Gli studenti di oggi sono una lost generation espropriata del proprio futuro dalla bieca miopia di una classe dirigente che per 30 anni ha pensato a rimpinguire i propri forzieri con la  speculazione e poi con Wall Street e’ sacppata con la cassa. Rimane la rabbia, e quella scritta spruzzata ieiri: occupy everything.

  • francesco lovati

    Interessante però sarebbe interessante sapere un pò di più del fatto in sé oltre al commento sul fatto. Il fatto in sè è ” A novembre e’ stata deciso l’aumento delle rette universitarie del 32%”: una riga di informazione è un pò poco.
    grazie comunque l’articolo mi ha dato spunti di riflessione.
    cordiali saluti
    francesco