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losangelista

ObamaStan

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“Credo che gli Americani abbiano imparato che è più complicato finire le guerre che cominciarle” ha detto Barack Obama la settimana scorsa nel delineare la fase definitiva del ritiro americano dall’Afghanistan. “E’ così che finiscono i conflitti nel 21mo secolo”, ha aggiunto, “non con la firma di un trattato ma con colpi decisivi assestati ai nostri avversari, transizioni a governi eletti e forze di sicurezza locali pronte  ad assumere piena responsabilità”. Gli armistizi del nuovo millennio apparentemente includono anche una forte dose di spin politico per addolcire l’amara constatazione, dopo tredici sanguinosi anni, di un sostanziale stallo e, se non di una ritirata alla  “vietnamita”, di una uscita sottotono che lascia il paese in mano ad un governo corrotto e ostile.

Dal punto di vista della amministrazione Obama il pregio maggiore della guerra Afghana e stato ’ forse quello di aver offuscato la memoria della débacle irachena, avventura  sanguinosa quanto futile, servita esattamente a niente. Ma il conflitto afghano (il più lungo della storia d’America – in cui le guerre certo non fanno difetto) e’ anche costato la vita a 2300 militari e molte decine di migliaia di civili in più. Le stime ONU parlano di “circa 50000” vittime accertate del conflitto a cui si aggiungono altre migliaia di morti indirettamente connesse al conflitto.

“L’Afghanistan non sara’ forse un posto perfetto ma non e’ responsabilità americana assicurarci che lo sia” ha eufemisticamente detto il presidente. Apparentemente gli armistizi del 21mo secolo insomma alla fine assomigliano molto a quelli di altri secoli Per gli USA sicuramente e’ un film ripetuto più volte dalla fine della seconda guerra: con l’impasse in Corea, la catastrofe del Vietnam, la pantomima mediatica della prima guerra del golfo e il pantano iracheno. Di tutte l’Afghanistan si candidava a guerra “giusta”,  retribuzione per l’attacco frontale del 11 settembre e per questo più di ogni altra avrebbe richiesto una vittoria chiara. Alla fine nella migliore delle ipotesi sara’ invece un non-sconfitta che prelude ad un futuro a dir poco incerto.  Per il presidente che inizia il suo ultimo biennio in carica, chiudere la partita afghana significa però mantenere la promessa fatta fin dall’inizio di districare il paese dalle guerre di Bush. E mantenere fede al ruolo di pacificatore. Ai cadetti di West Point Obama ha potuto dire: “sarete la prima classe in oltre un decennio che forse non andrà  in Afghanistan”. Quando si dice peace dividends….