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losangelista

Obama: Guantanamo deve essere chiusa

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Interrogato sullo sciopero della fame dei detenuti di Guantanamo nella conferenza stampa di stamattina il presidente Obama ha detto che proporra’ nuovamente a congresso di chiudere la colonia penale cubana. Con tutta la compresnione per lo stato d’animo che ha portato nei giorni dopo l’11 settembre a istituirla, ha aggiunto il presidente,  non e’ pensabile mantenere indefitivanente detenuti in una terra di nessuno. Riportato sulla questione dell’alimentazione forzata Obama ha detto “non voglio vedere morta questa gente” ma ha  rivendicato la promessa fatta nella prima campagna elettorale nel 2007 di chiudere la prigione. Nel 2008 il tentativo in questo senso della sua amministrazione era stato bloccato  dal congresso repubblicano contrario anche al traferirmento dei detentuti all’amministrazione civile per  processarli negli Stati Uniti. L’Obama di stamattina e’ sembrato voler riaprire una pratica politica di cui da tempo non si occupava, ricordando che le tradizoni americane impongono di concedere processi civili  agli indiziati come e’ stato fatto per l’attentatore di Times Square e lo “shoe bomber”, entrambi condannati all’ergastolo in penitenziari nazionali, e di rilasciare quei detentuti  gia’ scagionati da tribunali federali. “Sappiamo e possiamo farlo,” ha detto Obama, “continuo a credere che dobbiamo chiudere Guantanamo. Dobbiamo assolutamente renderci conto che Guantanamo non e’ necessaria per la nostra sicurezza. E’ costosa, inefficiente, controproduttiva in termini di statura internazionale, nuoce alla cooperazione con i nostri alleati nella lotta al terrorismo, anzi per gli estremisti e’ un utile strumento di propaganda. Deve esser chiusa.” “L’idea che possiamo continuare a rinchiudere piu’ di cento individui in una perenne terra di nessuno, allo stesso momento in cui stiamo terminando la nostra guerra in Afghanistan, in cui riusciamo ad infliggere sconfitte ad Al Qaeda, mantenere sotto pressione le reti terroristiche transnazionali e perfino trasferire agli Afghani la responsabilita’ dei detenuti – l’idea che possiamo mantenere per sempre un gruppo di persone senza processarli e’ contraria a chi siamo, contraria ai nostri interessi e deve finire.”

  • alvise

    Ho l’impressione che Obama non sia molto in sintonia col suo Paese.
    Perdere la battaglia parlamentare sul controllo delle armi, a ridosso di elezioni di medio termine, non è forse il segno che il cittadino comune si sente indifeso e preferisce avere un’arma vicino a lui ?
    Non ne sono forse aumentate le vendite poco prima del voto ?
    Ma se questo feeling corrispondesse al vero, perchè allora insistere e lanciare il tema dello smantellamento di Gitmo, che di fatto rappresenta uno strumento di difesa ?
    Non c’è contraddizione ?
    Non è che Obama ha perso il polso del suo Paese ?
    Le elezioni ce lo faranno sapere in modo chiaro.
    Tuttavia resta aperta una domanda : si può aprire un fronte di guerra in Siria (per l’uso di gas tossici) e contemporaneamente chiudere Gitmo ?

  • luca celada

    Dopo quattro anni e rotti di amministrazione e’ lecito ormai valutare che Obama non sia il presidente piu’ politicamente abile o efficace nel plasmare la “policy” del paese. E’ pur vero altresi’ che per gran parte del suo mandato ha avuto a che fare con un congresso repubblicano che gli ha remato contro e lo ha privato della maggioranza necessaria a promulgare effettive riforme. La questione dell controllo delle armi nella fattispecie dimostra proprio questa dinamica. I sondaggi dicono che una grande maggioranza dei cittadini e’ a favore dei controlli limitati proposti ciononostante il progetto di legge e’ statao affondato dai deputati repubblicani legati alla potente lobby dell’NRA e dei costruttori di armi. Una “casta” politica cioe’ che in questo caso ha agito negli interessi propri piu’ che quelli dei cittadini che dovrebbe rappresentare – un conflitto fra politica a piazza non dissimile da cio’ che avviene oggi in Italia.