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FranciaEuropa

Obama fa ombra a Sarko’

nicolas-sarkozy

Oltre alle serie  preoccupazioni  sulla difficoltà a cui dovranno far fronte i capi di stato e di governo che partecipano al G20 di Londra per concludere il breve vertice con un qualche successo, Nicolas Sarkozy deve fare i conti con una piccola ferita dell’ego: con l’arrivo al potere di Obama, il presidente francese si sente spodestato dal ruolo di primo piano in campo internazionale, che gli aveva  dato molte soddisfazioni durante il semestre di presidenza francese del Consiglio europeo (la seconda metà del 2008). Cosi’, la diplomazia francese si è prodigata per ottenere un incontro in tête-à-tête tra i due presidenti. Dopo molti tentivi falliti, finalmente è riuscita a strappare un incontro a due, che avverrà venerdi’ a Strasburgo, ai margini del vertice Nato. Sarkozy ha digerito male che Obama abbia ricevuto subito Gordon Brown, mente finora ha rifiutato un incontro diretto con il presidente francese, malgrado gli sforzi dell’Eliseo per riannodare un’amicizia con gli Usa che si era raffredata ai tempi di Chirac. L’Eliseo pensava di incassare in fretta i dividendi del rientro della francia nei comandi militari della Nato, deciso da Sarkozy. Il 25 marzo, c’è stata una mezz’ora di telefonata tra i due presidenti, per parlare del G20.  Il primo ministro, François Fillon, è stato ricevuto a Washington dal vice-presidente, Joe Biden.  Obama, poi, dovrebbe finalmente venire in visita in Francia, il 6 giugno prossimo, per la celebrazione dell’anniversario dello sbarco in Normandia. Il direttore generale dell’Eliseo, Claude Guéant, afferma che le relazioni tra i due presidenti sono “eccellenti, assolutamente produttive”, ma precisa, con un’excusatio non petita : “il fatto che gli Usa siano  una grande potenza non significa che la Francia debba rinunciare ad avere influenza sulla scena internazionale, sui problemi economici del mondo. Non significa fare concorrenza a Obama”. Una cosa che ha irritato molto Sarkozy è stata la lettera affettuosa che Obama ha inviato, qualche giorno fa, a Jacques Chirac: “sono certo che nei 4 anni a venire – ha scritto il presidente Usa – potremo collaborare assieme in uno spirito di pace e di amicizia per costruire un mondo più sicuro”. Obama non si è confuso sul nome dell’ospite attuale dell’Eliseo, ma ha voluto rendere omaggio all’attività attuale di Chirac – una Fondazione – in ricordo, forse, della sua opposizione a Bush sulla guerra in Iraq.

La diplomazia francese ha fatto di tutto per organizzare in tempi brevi un incontro diretto Obama-Sarkozy prima di doversi accontentare del 6 giugno prossimo. Sarkozy aveva proposto a Obama di venire questa settimana sulle spiagge normanne dello sbarco, tra il G20 e il vertice Nato di Strasburgo. Ma gli americani hanno respinto l’invito, con la scusa di una “agenda troppo densa”. Sembra, pero’, che sia lo stile bling bling di Sarkozy a far venire i sudori freddi agli americani. Obama teme le immagini della passeggiata sulla spiaggia, con Sarkozy che gli mette il braccio sulla spalla e lo tratta con troppa confidenza. Inoltre, quello che soprattutto gli americani non volevano – mentre sarebbe piaciuto tanto all’Eliseo organizzare una passeggiata a quattro – erano le immagini delle due coppie, Barack e Michelle, Nicolas e Carla, che avrebbero fatto colare un fiume di commenti, sullo stile, i vestiti ecc., considerati assolutamente fuori luogo in un momento di gravissima crisi economica.