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losangelista

Obama e il mercato della salute

Le domande affilate con cui e’ stato bersagliato il procuratore che ieri presentava l’argomento a favore della riforma sanitaria davanti alla corte suprema, hanno gettato lo scompiglio nelle fila dei rifomisti obamiani. Da un lato l’aggressivita’ delle obbiezioni dei giudici ha confermato fino a che punto la massima corte abbia cooptato la retorica della destra populista (“se il governo puo’ imporre l’acquisto dell’assicurazione medica, cosa impedisce una legge che obblighi a comprare i broccoli?”, ha subito dichiarato il reazionario-capo Antonin Scalia con fine sarcasmo guridico). Dall’altro ha evidenziato la fondamentale fallacia della strategia di Obama che col suo progetto “moderato” ha scelto di  pilotare il “libero mercato della sanita’” invece di istituire una effettiva medicina sociale. Si’, questo e’ lo stato della politica al tempo del libersimo imperante: quello che passa per radicale riforma sanitaria e’ in realta’ la convalida di un mercato dell’assicurazione sulla  salute con aggiunto l’obbligo dei cittadini a parteciparvi. Non per niente e’ praticamente la copia carbone di un precedente progetto gia’ implementato in Massachussets dall’allora governatore, Mitt Romney (che pure ora lo rinnega). Si dira’ che Obama ha scelto l’unica via politicamente praticabile per tentare di creare per la prima volta in America una copertura medica universale. Avvallando pero’ l’idea liberista della salute come provincia legittima del commercio e del profitto anziche’ dei diritti civili, cercando l’impossibile compromesso, i riformisti sono caduti nella trappola dei conservatori che  tramite il loro organo piu’ potente minacciano ora di smontare facilmente il teorema “dirigista” . La logica interna al mercato infatti non ammette imposizioni sui consumi, lo sanno anche i bambini – almeno queli che leggono il Wall Street Journal. E’ lo stato a dover garantire i servizi pubblici attraverso l’imposizione delle tasse – ossia l’eresia “socialista” denunciata quotidianamente dai repubblicani. La sanita’ grava sul bilancio USA per $2500 miliardi ovvero 1/6 dell’economia pur lasciando scoperti 50 milioni di cittadini. La riforma necessaria sarebbe un progetto per eliminare  dall’equazione la logica del profitto, vera zavorra economica e morale del sistema. Obama paga ora la sua timidezza e rischia un clamoroso smacco politico nel mezzo della una campagna elettorale.