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losangelista

Il Compagno Obama con Cuba nella storia

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  https://www.youtube.com/watch?v=pyw1iKif9Zs E poi ci sono le mattine che mentre ti fai il caffè, improvvisamente ti senti Obamiano. Anzi Obamista dato che todos somos Americanos. Per il compagno Obama non poteva apparentemente esserci di meglio che perdere le elezioni – dalla batosta presa alle midterm, il presidente ha annunciato la riforma radicale dell’immigrazione, rilasciato il rapporto sulla tortura e abbattuto il muro dei Caraibi e scusate se è poco. La fine dell’anacronismo più calcificato dell’emisfero – forse del mondo – apre la prospettiva di una modernizzazione troppo a lungo rimandata in entrambi i paesi: quella effettiva nella Cuba strangolata dall’embargo e quella mentale negli USA, prigionieri della loro stessa antiquata propaganda e ostaggio della diaspora oltranzista di Miami. Obama è il primo presidente in 60 anni che ha avuto il coraggio di riprendersi il paese dalla lobby di nostalgici reazionari che dalla Baia dei Porci in poi ha operato impunemente una rete terrorista e tenuto in ostaggio le elezioni e la politica americana per molti decenni. Gli esuli sono diventati crocevia e incubatore di una miriade di infausti disegni eversivi radicati nell’estremismo di destra colluso coi servizi. Ad esempio la CIA ha addestrato, finanziato, protetto personaggi come Luis Posada Carriles, appaltandogli attentati mortali all’Avana, tentativi di uccidere Fidel, manovre eversive in Venezuela, aiuti ai Contras in Nicaragua – perfino l’abbattimento di un volo Cubana de Aviacion che nel 1976 fece 73 morti innocenti. Dalle connivenze fra Washington e Miami sono scaturite l’incursione nella Baia dei Porci e lo scassinamento dell’ufficio Watergate sotto Nixon. E la Florida caposaldo dei Cubanos è stata al centro di vicende elettorali come l’elezione sospetta di George W Bush nel 2000 con tutte le tragiche conseguenze globali. Per tutte queste ragioni quando Obama ha detto: “una nazione che accetta le nostre condizioni e rinuncia al terrore non deve esseere sottoposta a sanzioni” avrebbe potuto parlare del suo stesso paese, in cui Posada Carriles vive tranquillamente libero a Miami. “Alcuni ci considerano fonte di speranza”, ha detto ancora il presidente, “altri ci vedono tuttora come colonizzatori. Io dico lasciamo indietro sia comunismo che colonialismo (…) per un futuro comune di pace, sicurezza e democrazia”. Già iniziato e preventivato l’attacco durissimo di una opposizione repubblicana spiazzata che dopo il “plebiscito” dei midterms si vede invece  costretta, dopo l’immigrazione, ad incassare un altro affondo di Obama. L’abrogazione ufficiale dell’embargo nel nuovo congresso da loro controllato è tutt’altro che scontata ma il discorso di ieri è ormai agli atti della storia. Non so se aiuterà Cuba – sicuramente all’America ha fatto un gran bene.

  • Paolo Scatolini

    e c’è ancora in italia chi lo chiama fascista e non capisce quanto sia profondo quest’uomo