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FranciaEuropa

Nuovo processo contro Nedim Gürsel in Turchia

Lo scrittore di origine turca e di nazionalità francese Nedim Gürsel, per la seconda volta nella sua vita, dovrà commparire di fronte ai giudici in Turchia. Il processo è per il 5 maggio. L’accusa è di aver insultato “i valori religiosi” nel suo ultimo romanzo, Le figlie di Allah, pubblicato nel 2008 (in Francia uscirà da Seuil). Gürsel racconta in questo romanzo l’infanzia e  la gioventù del prefeta Maometto.

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 “Il mio reato è di aver parlato in modo allegaorico e immaginario dell’avvento dell’islam. Nel rispetto della fede dei musulmani – afferma – mi sono accordato la libertà di interrogare ogni forma di credenza religiosa”. All’origine del processo, che si terrà di fronte a un tribunale civile, Nedim Gürsel sospetta che ci sia una denuncia di un gruppo islamista e creazionista, l’Adnan (quello che ha diffuso anche nei paesi dell’Unione europea un testo, rilegato in modo lussuoso, che combatte il darwinismo). Ma questo gruppo ha smentito. Nedim Gürsel, del resto, non è in odore di santità presso l’attualme potere turco. La direzione degli affari religiosi di Ankara, un ente che dipende direttamente dal primo ministro Erdogan, di recente ha emesso un giudizio negativo sullo scrittore, che dopo anni di vita in Francia, dove ha preso la nazionalità e insegna all’università, ultimamente si reca molto sovente in Turchia. Nell’81, il primo romanzo di Nedim Gürsel (Una lunga estate a Istambul) era stato condannato da un tribunale militare turco, nell’83 un altro romanzo (La prima donna) era stato censurato nel suo paese d’origine. In attesa del processo del 5 maggio, Nedim Gürsel ha scritto una lettera aperta a Erdogan, pubblicata dal quotidiano Milliyet, dove ricorda al primo ministro che un processo a uno scrittore non è una buona carta da visita nei negoziati in corso per l’entrata della Turchia nell’Unione europea. Su Le Monde, lo scrittore francese Marc Levy, che ricorda di avere anch’egli delle origini turche, ha pubblicato una lettera aperta al presidente del tribunle di Sisli, che dovrà giudicare Gürsel (dopo aver già giudicato il premio Nobel, Orhnan Pamuk) : Levy chiede alla Turchia di rispettare la libertà di pensiero e di non condannare gli scrittori, uomini di pace, mentre niente viene fatto per reprimere chi, con il ricorso alla violenza, “offende realmente i valori dell’islam”.