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Quinto Stato

Roma, Cinema Aquila: Il movimento Cinque Stelle censura i film, le associazioni disobbediscono: “Li proiettiamo”

piccolo mondo cane

Piccolo mondo cane: la locandina del documentario censurato

Una storia della Roma a Cinque Stelle. Il comune di Roma non vuole proiettare al cinema Aquila – da ottobre spazio di co-progettazione tra cittadini e municipio governato da M5S – tre film che denunciano l’apartheid del popolo palestinese e un documentario sugli ex lavoratori del canile municipale della Muratella critico con la giunta Raggi. Le associazioni li proietteranno: “Disobbediamo civilmente”. 

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Il comune di Roma non vuole proiettare al cinema Aquila nel quartiere del Pigneto tre film che denunciano l’apartheid del popolo palestinese e un documentario sugli ex lavoratori del canile municipale della Muratella che contiene anche critiche alla giunta Raggi. 

La polemica sta attraversando un esperimento partecipato di gestione di un cinema, bene confiscato alla criminalità organizzata, è riaperto dall’ottobre 2016 dopo un lungo periodo di chiusura. I cittadini e residenti riuniti nello Spazio Comune Cinema Aquila, costituito da associazioni e cittadini del quartiere, e il quinto municipio della Capitale guidato da Giovanni Boccuzzi (M5S) stanno sperimentando un modo per gestirlo, non senza problemi. A cominciare dalle scelte sulla programmazione.

L’11 marzo i cittadini hanno parlato di “censura” quando Boccuzzi, sulla pagina web del municipio, ha annunciato il blocco del tavolo partecipato avocando al municipio la programmazione cinematografica. Nella loro ricostruzione, le associazioni raccontano di avere ricevuto una email dall’assessora alla cultura Maria Teresa Brunetti che ha negato il consenso alla proiezione del film documentario inedito,“Piccolo mondo cane” che racconta la lunga vicenda dell’autogestione del canile comunale della Muratella da parte dei lavoratori licenziatiil 31 aprile 2016. Per otto mesi hanno continuato a prestare servizio nel canile a titolo gratuito per non abbandonare quasi 700 animali.

“La proiezione, per esplicita dichiarazione dell’assessora – sostengono le associazioni – non si doveva svolgersi perché un post su Facebook degli ex lavoratori aveva annunciato la notizia accompagnandola con una critica alla sindaca Raggi”. I registi del documentario, Claudio Casale e Matteo Bennati, vorrebbero invece trasformare la proiezione del film in un’occasione di confronto.

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I film sull’apartheid del popolo palestinese sono sostenuti dal movimento non violento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (Bds) nei confronti di Israele. Uno dei film è stato presentato agli Oscar, un altro è stato nominato ai Nastri d’Argento e al David di Donatello nonché trasmesso dalla Rai, il terzo è stato selezionato a Cannes (“The wanted 18”, “This is my land… Hebron”, “The salt of the sea”). Nel pacchetto c’è anche il pluripremiato spettacolo teatrale “Mi chiamo Rachel Corrie”. In questo caso è stato il partito democratico romano a presentare mozioni, a livello comunale e municipale, contenenti accuse di antisemitismo. Per le associazioni queste mozioni sono “inspiegabili”.

“A garanzia della continuità dell’apertura del cinema e dell’imparzialità e massima inclusività, la programmazione per il periodo 13-20 Marzo verrà stabilita dal Municipio – sostiene il presidente Boccuzzi in una nota – Continueremo ad individuare le iniziative da svolgere al cinema, con le proposte provenienti dal territorio e con film che tengano conto di aspetti socio-culturali di pubblico interesse ed adatti ad ogni fascia della popolazione, che siano rispettosi delle diversità e dei diritti dei popoli e con film di autori emergenti che non riescono a trovare sbocco nella grande distribuzione”

Lo Spazio Comune Cinema Aquila ha invece confermato l’intenzione di proiettare i film sgraditi sia al Movimento 5 Stelle che al Pd. “Disobbediremo civilmente”. La censura istituzionale rischia di interrompere uno dei pochi esperimenti esistenti a Roma di coprogettazione tra gli enti locali e i cittadini in una città dove la partecipazione evocata da M5S stenta ancora a vedersi. Le associazioni sono consapevoli del rischio e vogliono tutelare un’esperienza positiva. Per questo sottolineano “la volontà di mantenere aperto e culturalmente vivo il cinema”. “Abbiamo sempre garantito la massima apertura ed inclusione” sostengono. Giovedì 16 marzo alle 19 hanno convocato un’assemblea pubblica.