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Lo scienziato borderline

Il nulla montato a neve del Vertice di Lione

Due giorni fa, in occasione dell’incontro Monti-Hollande a Lione, sono stati firmati cinque accordi riguardanti – udite udite – altre cose e non il TAV, mentre avveniva una grande manifestazione del popolo NOTAV, francese e italiano, di cui parlerò nel prossimo articolo.

Qualcosa è stato detto anche sulla Torino – Lione, certamente. E devo da queste pagine fare un minimo di controinformazione, perché è davvero inspiegabile come tutti i media italiani (con le dovute solite eccezioni come la mia testata e poche altre) abbiano inneggiato ai risultati del vertice come “SI DEFINITIVO ALLA TORINO-LIONE”. Ma dove? Quando?  Questa non è informazione, questa è  FANTASIA PURA.

Dal vertice di Lione, dedicato a diverse altre questioni, non è uscito assolutamente nulla di nuovo per il TAV.

Le cose che sono davvero state decise su questo argomento – al di là delle generiche affermazioni sulla “importanza dell’opera” che sono quanto di più ovvio ci si potesse  aspettare – sono queste:

– impegno a far ratificare dai Parlamenti l’inutile e vuoto accordo Italia-Francia che langue dal 30 gennaio 2012 e che riporta al primo articolo: “questo accordo non impegna i due paesi alla costruzione dell’opera”.

– impegno a far nascere un “ente promotore” diverso da LTF che è in scadenza (e la Corte dei Conti francese aveva recentemente trovato da ridire sulla mancanza di un “pilotaggio” attendibile);

– utilizzo dei 600 milioni e rotti attualmente disponibili dall’Europa per gli “studi preliminari” ed eventuali altri fondi europei “per gli studi” per realizzare uno scavo che unisce due delle tre discenderie francesi, adducendo “problematiche geologiche” emerse a Saint-Martin-de-la-Porte. (C’è chi in Italia presenta tutto questo come “l’inizio dei lavori”, sostenendo che questo scavo che unirà due discenderie francesi sarà “coincidente” con una parte del tracciato del tunnel di base: poveretti, mi fanno quasi pena, se non fosse che si gabellano da tecnici esperti).

– “pressione” sull’UE per convincerla a erogare il famoso finanziamento del 40%, senza il quale non si va avanti.

Punto e basta. Questo è il nulla montato a neve dei risultati del grande vertice.

Leggiamo infatti la stampa francese (grazie all’amica Maria Cristina Ferro per le preziose informazioni):

Le Monde: http://www.lemonde.fr/planete/article/2012/12/03/le-lyon-turin-nouveau-front-ecologiste-contre-le-gouvernement_1798764_3244.html

Fonti governative lasciano intendere che, in mancanza del finanziamento europeo, sarà impossibile portare avanti il progetto. E non basta. Oltre a finanziare il tunnel, bisogna trovare i finanziamenti per realizzare le opere di accesso al tunnel e per rendere coerente il sistema globale di trasporto ferroviario: miliardi di euro totalmente a carico dello stato francese e degli enti locali. Mentre i sostenitori dell’opera vorrebbero rendere indipendenti le due fasi, quella nazionale e quella internazionale, molti riconoscono che sono complementari ed entrambe indispensabili per realizzare un sistema coerente.

Le Moniteur: http://www.lemoniteur.fr/147-transport-et-infrastructures/article/actualite/19575636-lyon-turin-ferroviaire-hollande-et-monti-rassurent-a-moitie

Monti e Hollande hanno cercato di rassicurare sulla sorte del progetto: ma resta il problema dei finanziamenti: appare sempre più difficile che l’Europa possa mettere il 40%. La prosecuzione del progetto dipende da questo finanziamento. Il presidente di Transalpine ammette la propria delusione perché Hollande non ha voluto fissare né una data di inizio dei lavori né l’eventuale durata. Dal vertice non è uscito altro che un impegno comune di Francia e Italia a “chiedere all’Europa di confermare la sua partecipazione finanziaria”.
La Croix: http://www.la-croix.com/Actualite/S-informer/Economie/France-et-Italie-signent-l-accord-sur-la-Ligne-a-grande-vitesse-Lyon-Turin-_NG_-2012-12-03-883127

Parigi e Roma devono ancora convincere l’Europa a finanziare il 40% del progetto. “Occorre che Francia e Italia continuino nella loro opera di convinzione”, ha dichiarato François Hollande, riconoscendo che “il finanziamento dipende molto dal bilancio europeo”, sul quale finora non è stato raggiunto un accordo.

Io a questo punto invito caldamente certi organi di informazione italiana a:

1) Imparare a fare il proprio mestiere con  serietà

2) Imparare le lingue straniere e leggere le fonti e non le traduzioni

3) Imparare che copiaincollando le “veline”  si fa poca strada, alla lunga.