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Rovesci d'Arte

Notizie deliziose per tombaroli e archeomafie

Notizie “paradisiache” e musica celestiale per tombaroli e  tutti i criminali che si aggirano fra i reperti archeologici per arricchirsi. Con una norma contenuta nella Finanziaria, “Disposizioni in materia di emersione e catalogazione di beni archeologici, nonché revisione delle sanzioni penali”, prenderà piede il cosiddetto «archeocondono», ossia verrà depenalizzato il possesso illecito dei beni archeologici. E’ questo l’allarme lanciato da un gruppo di Facebook e subito ripreso dal sito “Patrimonio sos” affinché i cittadini, attraverso un appello, cerchino di fermare questa nuova barbarie. La norma finirà nella legge finanziaria, che sarà sottoposta in Parlamento al voto di fiducia in blocco e, quindi, approvata. Il fine dichiarato è quello di far emergere un patrimonio sommerso e di consentirne la catalogazione. In realtà la norma di fatto si rivelerà un enorme regalo ai tombaroli e alle organizzazioni criminali dedite agli scavi clandestini e ai traffici illeciti internazionali di antichità, quelli diretti dalle archeomafie.
Non si tratta, infatti, del condono del coccio o del vasetto di ceramica comune che il contadino ha trovato nel suo campo o che l’appassionato può aver incautamente acquistato, ma di una indiscriminata legalizzazione dei beni archeologici frutto di scavi clandestini e dunque sottratti alla collettività.
Se la norma sarà approvata, chiunque detenga beni archeologici, anche se provenienti da scavi clandestini, potrà ottenere dallo Stato una “concessione in deposito” della durata di trent’anni, rinnovabili. Basterà dichiarare di possedere il bene già prima del 31 dicembre 2009 e pagare una modesta sanzione. I reperti così “legalizzati” probabilmente potranno persino venduti. Da un giorno all’altro la legge trasformerà, dunque, ope legis i “tombaroli” e gli “archeomafiosi” cui le nostre forze dell’ordine e la magistratura danno la caccia, in collezionisti e manager dei beni culturali. Forse è veramente troppo…

  • aulo gellio.

    Ma sì, condoniamo anche questa. Anzi: gli italiani andrebbero privati di ogni fastidioso bene culturale, architettonico, paesaggistico. Una colata di cemento a forma di stivale, con sopra insediamenti fatti di villette bifamiliari di cemento armato grigio con pavimenti di piastrelle grigie, che si possano lavare agevolmente con l’idrante come i pollai. Le acque luride finiranno in pratici canali di scolo a cielo aperto, da lì nei fiumi e nel mare. Per i più ricchi saranno consentite case in stile: moresco, spagnolesco, aiazzoniano, barocchetto, neomoderno anni70, versailles-brianzolo ecc.
    Ricordo le parole amare di uno scrittore a una trasmissione radiofonica: l’Italia è ormai un paese brutto e sconciato, nel quale le ricchezze del territorio si perdono in una immensa discarica di capannoni di cemento e brutture residenziali senza storia e senza buongusto.
    Ci sarà un motivo… quindi, eliminiamo pure quello che resta, fino all’ultimo resto del nostrio passato: produrrà reddito, lecito o meglio illecito, comodo, senza regole (non è questo quello che conta?). Ai neo-italiani andrà benissimo.

  • paola mazzei

    Cari Manifesto, grazie per l’attenzione che, unici, avete dedicato ad un argomento così importante. Vorrei far presente un dato essenziale, a cui chi non è del settore solitamente non pensa. Se “Il fine dichiarato è quello di far emergere un patrimonio sommerso e di consentirne la catalogazione”, ebbene, l’obiettivo è sbagliato: infatti, nel momento in cui l’oggetto archeologico, dal corredo funerario alla statua, al mosaico, o a qualsiasi altra cosa, si trova in casa del “tombarolo”, o del “villarolo”, il danno irreparabile ormai è già stato fatto, e non servirà a niente “catalogarlo”, per lo meno non servirà a scopo scientifico. Tutti gli archeologi, infatti, sanno bene, dato che è il loro mestiere, che qualsiasi oggetto archeologico ha un valore scientifico in quanto appartiene ad un contesto, e che entro quel contesto assume un significato, e contribuisce a dare, insieme agli altri oggetti che ne fanno parte, un significato a quel contesto. Mi spiego, il vaso dipinto, anche se “bellissimo”, ha un significato perché fa parte del corredo di una tomba, e quella tomba ha un significato in quanto si trova proprio in quel punto di quella necropoli, e quella necropoli, con tutte le sue tombe e tutti loro corredi, ha un significato in quanto si trova in quel punto del territorio di quel centro abitato. E ho fatto l’esempio più semplice. Quando lo scavatore clandestino entra in azione altera uno e più di uno di questi “punti” significativi, sottraendone elementi costitutivi, e tutto il contesto, quindi, risulta alterato, perdendo il significato che avrebbe potuto avere se non fosse stato alterato.
    Queste nozioni sono patrimonio basilare di chiunque si occupi di archeologia, e mostrare di ignorarle, come fa il decreto in questione, è un atteggiamento, prima di tutto, incredibile, nel senso che non si riesce a credere che nessuno dal Ministero dei Beni Culturali abbia fatto presenti queste elementari nozioni. Conclusione: il condono serve soltanto, non a “sanare” una situazione ormai “insanabile”, ma a dare il via libera a tutti gli scavatori clandestini, con le conseguenze che ho sopra descritto. Grazie dell’ospitalità e vi pregherei di pubblicare il link su cui firmare.
    Paola

  • http://-------------------------------------- VITTORIO DEL PIANO di Taranto

    IL MINISTRO BONDI DEL MIBAC SI PUO’ DIMETTERE O BLOCCHI L'”ARCHEOCONDONO”
    – Quello contenuto nelle (…) “Disposizioni in materia di emersione e catalogazione di beni archeologici, nonché revisione delle sanzioni penali” (…)
    __________________________________________________________________________

    QUANDO L A R T E DIVENTA MERA MERCE – (USATA COME VALORE PER COMPRARE ARMI, DROGA, SUL MERCATO CLANDESTINO IN ITALIA E ALL’ESTERO,UNA PER TUTTE SI VEDA LA NOTA SCULTURA DELLA “DEA IN TRONO DI TARANTO”, SCULTURA IN MARMO DETTA ANCHE “LA PERSEFONE GAIA”, UNICA OPERA CULTUALE AL MONDO DELL’ARTE GRECA (III – IV Sec. a.C.), GIUNTA SINO A NO, trafugata da Taranto (1911)da gente senza scrupoli (anche con la complicità di alcuni funzionari pubblici veri “cialtroni”?…) – L A R T E non è più ‘arte pura’ e il sisgnificato dell’oggetto artistico e il valore culturale autoctono viene violentato e in tal modo si violenta la coscienza estetica delle persone più sensibili.
    La “persona”… Si! “la persona cittadino” con il suo stato di “diritto”, la pesona artista, la persona addetta ai lavori, la persona archeologo. Occorre far capire a chi ha scritto quelle “norme” con i tagli alla cultura e il preannunciato “archeocondono”. Il Governo Italiano riveda e modifichi questa parte della “manovra”. Noi di MediterraneArtePura ivitiamo il Ministro Bondi del MIBAC ad intervenire oppure si dimetta subito con tutto il suo “staf” e dia forza alla nostra rivendicazione legittima.
    VITTORIO DEL PIANO
    – di Mediterraneartepura/Grottaglie-Taranto-Nizza.
    – Tel. 328-318.77.13
    – Atelier:
    Via Giovan Giovine n. 47 – 49.
    74023-GROTTAGLIE.
    ABITAZIONE
    – n. 3/A di Via Lago di Como
    74100-TARANTO (Italia)

  • http://-------------------------------------- VITTORIO DEL PIANO di Taranto

    IL MINISTRO BONDI DEL MIBAC SI PUO’ DIMETTERE O BLOCCHI L'”ARCHEOCONDONO”
    – Quello contenuto nelle (…) “Disposizioni in materia di emersione e catalogazione di beni archeologici, nonché revisione delle sanzioni penali” (…)
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    QUANDO L A R T E DIVENTA MERA MERCE – (USATA COME VALORE PER COMPRARE ARMI, DROGA, SUL MERCATO CLANDESTINO IN ITALIA E ALL’ESTERO,UNA PER TUTTE SI VEDA LA NOTA SCULTURA DELLA “DEA IN TRONO DI TARANTO”, SCULTURA IN MARMO DETTA ANCHE “LA PERSEFONE GAIA”, UNICA OPERA CULTUALE AL MONDO DELL’ARTE GRECA (III – IV Sec. a.C.), GIUNTA SINO A NO, trafugata da Taranto (1911)da gente senza scrupoli (anche con la complicità di alcuni funzionari pubblici veri “cialtroni”?…) – L A R T E non è più ‘arte pura’ e il sisgnificato dell’oggetto artistico e il valore culturale autoctono viene violentato e in tal modo si violenta la coscienza estetica delle persone più sensibili.
    La “persona”… Si! “la persona cittadino” con il suo stato di “diritto”, la pesona artista, la persona addetta ai lavori, la persona archeologo. Occorre far capire a chi ha scritto quelle “norme” con i tagli alla cultura e il preannunciato “archeocondono”. Il Governo Italiano riveda e modifichi questa parte della “manovra”. Noi di MediterraneArtePura ivitiamo il Ministro Bondi del MIBAC ad intervenire oppure si dimetta subito con tutto il suo “staf” e dia forza alla nostra rivendicazione legittima.
    VITTORIO DEL PIANO
    – di Mediterraneartepura/Grottaglie-Taranto-Nizza.
    – Tel. 328-318.77.13
    – Atelier:
    via Giovan Giovine n. 47 – 49.
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    74100-TARANTO