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Lo scienziato borderline

NOTAV, Movimento e antifascismo


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Non da oggi i movimenti neofascisti cercano di imitare e di appropriarsi delle lotte sociali per virarle alla loro logica nazionalista e autoritaria. Ci ha provato Forza Nuova con il Movimento No Tav. Ci ha provato CasaPound con il Movimento No Muos. Tentativi respinti sempre al mittente, ma che testimoniano la mediocrità e la miseria del fascistume nostrano.

Molte volte i neofascisti si nascondono dietro effimere “Reti” apparentemente “apolitiche” e “apartitiche”, sia per nascondere lo schifo della loro ideologia criminale, che per attirare e ingannare persone in buona fede ad entrare nelle loro fila. Qui ovviamente subito parte il ricordo della chiosa di Corrado Guzzanti: “anfami”.

Ricordiamo poco tempo fa la  «Rete No Muos» che si definiva apartitica e non schierata dal punto di vista ideologico. Emerse poi che dietro la sigla «Rete No Muos» ci fossero lo Spazio Identitario Atreiu di Palermo e CasaPound di Palermo, due delle sigle che fanno capo al comitato regionale Terra Nostra che raggruppa alcune organizzazioni di estrema destra siciliane. Il Movimento No Muos, che è antifascista, antimafioso, antirazzista, antiomofobo e antimilitarista, giustamente li smascherò pubblicamente e la “Rete No Muos” dopo una inutile e scarsa sfilata per le vie di Palermo, scomparve nel nulla.

Mi dispiace suonare pedante e noioso, specialmente verso chi – fra i compagni di lotta nei Movimenti – ha sposato la keyword “né destra né sinistra”. A questo si potrà anche dare ragione, visto lo schifo della destra (automatico e insito nella natura stessa della destra italiana) e della “sinistra” attuale, termine violentato e ucciso nel suo significato dall’attuale PD e dalla galassia di sigle che col PD a vario titolo collabora. Se è quella, la sinistra, allora è ben comprensibile il ripudio di quell’ideologia. Sul fatto che il sottoscritto sia ovviamente convinto che non sia quella “la sinistra”, sorvoliamo.

Ma l’antifascismo, reale e non di facciata o da parate del 25 aprile, deve restare un valore e una pregiudiziale – anche oggi e soprattutto oggi – per il Movimento. E non è una vecchia e superata tiritera da nostalgici: perché il fascismo – oggi – è più che mai fra noi: le sue metastasi, a causa dell’incuria nella vigilanza del tempo recente, sono in piena virulenza.

Vorrei anche spiegare perché, al Movimento, non solo occorre, ma *conviene* essere antifascista. Se appellarsi alla coscienza politica può suonare vuoto, appelliamoci alla convenienza politica.

Non si può non essere antifascisti.

Chi si dice indifferente all’ideologia politica del compagno di strada in una lotta, nel nome di un “unione che fa la forza”, deve capire perlomeno che il gioco non vale la candela.

Pensiamo ai neofascisti più “presentabili”, la cosiddetta “destra sociale”, coloro che si ispirano a certi principi pseudosocialisteggianti dell’ultimo fascismo morente della Repubblica Sociale di Mussolini del 1943-45. Leggiamo allora sui loro siti le belle frasi condivisibili che questi neofascisti scrivono. Quanto sono dalla parte dei lavoratori, quanto sono ecologisti, quanto sono antinucleari, quanto sono onestuomini, contro l’usura delle banche, contro la vivisezione, contro la caccia, “nè di destra nè di sinistra”, contro i politici corrotti, e suon di man con elle.

Quà e là, all’occhio esperto, emergono però le tracce della loro vera natura, il marcio impresentabile: “aiutiamoli a casa loro” per dire no all’immigrazione e sì al razzismo, “incoraggiamo a consumare italiano” per la vecchia autarchia mussoliniana, eccetera.

Leggiamo su uno dei loro fogli “Il lavoro fascista” del 17 apr 2008: “I delinquenti noglobal, no TAV e balle simili sono protetti e garantiti da politici infami e magistrati corrotti”

Sempre sul numero 5 dello stesso foglio, nel 2007:
“Da anni vediamo persone di vario tipo unite da una sola parola d’ordine: rifiutare tutto quanto viene proposto da autorità e tecnici per risolvere i problemi più urgenti… Si grida contro la TAV, contro l’ampliamento delle autostrade, contro il nucleare, contro il Mose di Venezia, contro il Ponte sullo Stretto di Messina, contro i ripetitori, contro le discariche, contro gli inceneritori… Ed i risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti: una Nazione regredita a livelli da Terzo Mondo, invasa dalle immondizie, ridotta a pregare i suoi cittadini affinché risparmino energia elettrica paventando rischi di lunghi black out, percorsa da orde di cialtroni noglobal e similari che protestano contro cose di cui spesso non sanno nulla… Oggi in Italia contano più i pareri di esseri inutili quali Caruso e Pecoraro Scanio, che non quelli di premi Nobel per la fisica! Abbiamo rifiutato il nucleare, con il bel risultato di pagare esattamente il triplo per la produzione di 1 KWATT di energia elettrica rispetto alla Francia, che il nucleare lo utilizza realizzando anche ottimi proventi dalla vendita dell’energia così prodotta… ”

I neofascisti sono, come lo sono stati i loro padri e nonni, creature del potere, loro espressione più deteriore, servi del capitale, protetti dalla questura, servi dei servizi per il lavoro sporco.

Un esempio a noi vicino. Vista la costante crescita del Movimento NOTAV in tutto il paese, specialmente fra i giovani, ecco che i neofascisti si scoprono compiutamente e assolutamente NOTAV. Ma in realtà: non abbiamo bisogno di fascisti nel Movimento NOTAV: fanno schifo, e sono quattro gatti. Inutili e dannosi al Movimento. Non abbiamo bisogno di figuri razzisti e violenti che si improvvisano NOTAV soltanto per cavalcare la tigre della protesta e ottenere di uscire dalle fogne morali delle quali sono da sempre, giustamente, abitanti.

Movimentisti “da giovani”, i neofascisti, rivoluzionari come hobby e divertissement adolescenziale; ma, come nel 1922, pronti – se per assurdo avessero il potere – a ritornare al servizio dei padroni, pronti a rinchiudere gli oppositori in nuovi  lager simili a quelli dove milioni di persone sono state uccise dai loro idoli, cui si ispirano nel nome e nelle idee. Magari in “centri di rieducazione” simili a quelli che già oggi caldeggiano per i migranti.

Il Movimento NOTAV, il NoMuos, ogni movimento che si batte contro le tossicità e i tumori della società capitalista è, motivatamente e per DNA, antifascista.

E poi, appunto. Non abbiamo bisogno di loro per affermare la giustezza delle nostre idee. Non abbiamo bisogno di farci criminalizzare mescolandoci a questa feccia. Non abbiamo bisogno di questa gente falsa per vincere.

Il mondo e l’Italia – poi – non si fermano alle nostre lotte qui: la storia è fatta anche di sei milioni di ebrei, un milione di rom, milioni di prigionieri politici e soldati uccisi nei lager, olocausti di cui questi signori negano persino la realtà fattuale o la giustificano viscidamente sminuendola.

Le uniche bandiere nere che amiamo, nelle nostre file, sono quelle dei compagni anarchici, i primi che, se costoro avessero il potere, verrebbero massacrati e uccisi, come è successo in Europa pochi decenni fa, come è successo, pochi anni fa, in Sudamerica e Centroamerica.

Ecco perché, convintamente, non possiamo non dirci antifascisti.

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