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Islamismo

Non solo Sakineh, ma anche Nasrin e le altre

Fortunatamente la condanna alla lapidazione della donna iraniana condannata per “adulterio” è stata sospesa, anche se non annullata. Quindi non dovremo abbandonare il caso. Ma soprattutto Sakineh non è l’unica donna che rischia la vita nelle carceri iraniane e di altri paesi retti da regimi fondamentalisti e fanatici. Mentre la comunità internazionale si mobilitava per Sakineh, a Tehran è stata arrestata Nasrin Sotoudeh, avvocata che ha sempre difeso soprattutto i minorenni condannati, gli oppositori e ultimamente anche la premio nobel Shrin Ebadi. Interrogata senza che la sua avvocata potesse assistere si trova ora in isolamento nel famigeraro carcere di Evin e accusata di attentato alla sicurezza dello stato. Un’accusa pensantissima. Non lasciamola sola.

  • alvise

    Va bene, non lasciamola sola, ma in quale modo ?
    Non sarebbe il caso di chiedere alle comunità mussulmane presenti in italia di prendere posizione a loro favore e di manifestare assieme ?

  • giuliana

    @alvise, ottima idea
    giuliana

  • Fabio

    Davvero un ottima idea alvise!!!

  • Carla

    Mi hanno fatto una domanda a cui non so rispondere.
    D’accordo che la pena di morte è obbrobriosa, tanto più lo è quando il processo non garantisce minimamente i diritti dell’accusato.
    Ma purtroppo questo accade in molti paesi, non solo nell’Iran di Ahmadineshad.
    Allora perchè ci si accanisce tanto su questo caso?
    Non sarà che qualcuno vuole montare l’opinione pubblica per trovare un motivo in più contro A. in vista di una eventuale guerra, dopo i fallimenti in Iraq e Afganistan o quanto meno di sanzioni eccessive e controproducenti?
    E noi rischiamo di essere pedine involontarie di un gioco più grande di noi? Carla

  • http://caneliberonline.blogspot.com/ Caneliberonline

    WASHINGTON – Il 23 Settembre avverra’ negli Stati Uniti l’esecuzione di Teresa Lewis, la donna mentalmente disabile colpevole di aver ingaggiato due uomini per l’assassinio di suo marito e del figliastro. Secondo l’IRIB la donna, che ha incaricato due uomini di assassinare suo marito e il suo figliastro nel 2002, azione effettuata dai due killer poi arrestati, è stata condannata a morte.

    La donna che ha una figlia di 16 anni è pero’ mentalmente disabile e secondo il Huffington Post non è nemmeno in grado di scrivere una lista per la spesa. La cosa strana è che il caso, che ha causato ampi dibattiti nello stato americano della Virginia non abbia trovato alcun spazio sulla stampa di altri paesi e che non si siano levate voci e non ci siano state mobilitazioni per “impedire” l’esecuzione della donna.
    NON LASCIAMOLA SOLA…………cara Sgrena (non sono un islamista, ma, neanche un Americanista)

  • Ahmed

    Intanto i boia del regime islamico iraniano hanno condannato Sakineh a 99 frustate perche’ avrebbe acconsentito alla pubblicazione della foto del volto non-velato da parte di un giornale britannico.
    La notizia pubblicata dal Guardian e’ stata riporata anche dalla BBC.

  • alvise

    Apprendo oggi la sinistra francese in Parlamento si è astenuta sulla legge contro il burqa, giudicandola “incostituzionale” . Pare per il timore di perdere gli appoggi del mondo islamico.

    Mi domando se quella sinistra sarebbe disposta a sostenere Sakineh e le altre, come chiede Giuliana.

    Di sicuro abbiamo chiese e scuole cristiane bruciate e morti in Asia, solo per la paventata minaccia di uno squilibrato in Florida di bruciare un Corano.

    Se la Tolleranza non incontra la Reciprocità : tu costruisci moschee nel tuo paese ed io posso fare altrettanto con chiese nel tuo, allora piantiamola di girarci attorno.
    Siamo in una guerra di civiltà.

  • lina

    @ caneliberonline
    E’ vero in USA lo Stato uccide, come accade anche del resto in Cina, dove pare che le esecuzioni avvengano solo quando c’è la richiesta di un organo del condannato compatibile con il corpo del compratore.
    Tuttavia c’è una differenza che un maschietto non coglie.
    La lapidazione per l’adulterio è solo per le donne.
    Non viene lapidato l’uomo “adultero”, che l’ha sedotta.
    E quando un “reato” trova diversa applicazione, allora c’è qualcosa che è semplicemente ingiusto e non ha molto a che vedere con la tua dietrologia politica a tutti i costi.
    Sarebbe ora di finirla di giustificare questi assassinii, solo perchè si preferisce essere anti-americani.

  • http://30secondi.wordpress.com Lorenzo Declich
  • alvise

    @ Giuliana
    a distanza di 10 gg dal mio primo post, che è stato cortesemente pubblicato, non vedo reazioni ufficiali , a favore di Sakineh, da parte di organizzazioni islamiche presenti sul nostro territorio.
    Forse sarebbe ora di domandarci perchè !

  • Francesco

    http://www.voltairenet.org/article167006.html

    Vi invito a leggere quest’articolo sul caso Sakineh!! Da non credere!!

  • Fresi Carmine

    continuiamo a denunciare con forza tutte le atrocità, non permettiamo che passino sotto silenzio,l’unione fa la forza!

  • Fiorino

    @ Carla
    Ma tu credi veramente che se gli USA hanno intenzione di attaccare l’Iran la loro decisione dipende se abbiamo o meno difeso Sakineh??? Tra l’altro ci era stato già spiegato che Bush avrebbe attaccato l’Iran, quanto al fallimento dell’operazione in Iraq, benché contrario alla guerra, ci andrei un po’ più cauto. Per la prima volta i Curdi hanno uno stato dove poter praticare la loro lingua, senza la guerra sarebbero stati prima o poi assimilati dato che le minoranze curde in Iran, Turchia e Siria sono vittimi di repressione, e loro non hanno nessuno stato contrariamente ai Palestinesi la cui identità si è costruita in opposizione a Israele, la regione è piena di stati arabi e musulmani.

    @ lina
    Non è esatto anche gli uomini subiscono la lapidazione in Iran solo che sono sepolti à metà mentre la donna è sepolta sino al collo. Ora la legge iraniana prevede che se riesci a fuggire sei graziato/a. Dunque è già successo che gli uomini sepolti solo a metà riescano a liberarsi contrariamente alle donne. Per il resto sono d’accordo con te, in Usa la pena di morte per quanto condannabile sia è prevista solo per i criminali, non per gli omosessuali o l’adulterio e l’obiettivo non è la sofferenza del condannato (che anzi soffre sicuramente più nelle prigioni americane dove l’ergastolo è veramente ergasatolo) in Iran invece il codice penale prevede che la taglia delle pietre sia di una misura tale da non causare morte sul primo colpo, ma in modo da far soffrire adeguatemente il condannato o la condannata.