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losangelista

Non c’e’ posta per te

Deserto postale. Mojave, CA.

Solo negli ultimi paio di giorni ci sono stati annunci su un nuovo sistema di posta elettronica di Facebook e una revisione della mail di aol, quest’ultimo soprendente sopratutto per la l’inattesa rivelazione che il dinosauro dell’online ad insaputa di molti, continua ad esistere. E’ noto invece che molti dei piu’ giovani utenti del social network considerano la posta elettronica un sistema antiquato quanto la piuma d’oca e ci si chiede perche’ allora questa concessione di Zuckerman all’antiquariato digitale? La risposta sta nel gioco del traffico: qualunque espediente vale per massimizzare il tempo passato dagli utenti sul proprio sito – cosicche’ da vendere il massimo “numero di occhi” agli insertori. E’ naturale quindi che un gigante come Facebook introduca servizi presenti sul maggior concorrente, Google che a sua volta tenta di potenziare l’aspetto “sociale” dei propri browser, copiato ora anche da siti commerciali come Ebay che sta introducendo lo squisito concetto di “social shopping” (fare acquisti e poi parlarrne con gli amici di network!) per consolidare il ruolo di untenti-consumatori-produttori di contenuti (che loro poi vendono). Sullo sfondo di questo turbine di vario “messaging”, c’e’ l’agonia dell’ USPS, le poste americane il cui cronico deficit pende ora verso un rosso profondo ($7 miliardi di buco operativo per il 2010). A nulla sono valsi i tagli ($4miliardi sottratti alle pensioni solo lo scoroso anno), i prepensionamenti, l’aumento dei francobolli e l’immissione sempre piu’ decisa sul mercato per competere coi corrieri privati come FedEx e UPS. Le poste statali sono vittime della crisi economica e soprattutto di quella strutturale, cioe’ l’emorragia di utenti che usano ormai di prefernza la mail elettronica. Il governo sta ora valutando di limitare il servizio a cinque giorni invece di sei ma si sente parlare sempre piu’ spesso della fine definitiva delle poste come servizio pubblico – ultime vittime della rivoluzione elettronica.