closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rovesci d'Arte

Non abolite la Quadriennale. La facciamo noi!

La Quadriennale di Roma? Abolita, nel 2012 e forse per sempre. Mancano le risorse finanziarie, dice il presidente Jas Gawronski. Cui però ha risposto il ministro per i beni culturali Ornaghi: i fondi sono stati erogati, ma non sono mai stati presentati progetti.  Mancano idee insomma. La rassegna – che nacque nel 1931, in pieno fascismo, voluta da Cipriani Efisio Oppo, era stata pensata come una specie di vetrina dell’arte italiana. Trasformatasi sul finire del XX secolo in Fondazione, non è riuscita a calamitare intorno a sé gli sperati sponsor privati e ha ricevuto budget sempre più esigui (poco più di trecentomila per questa edizione “saltata”).  Ma alla notizia della sua soppressione, alcuni critici e  storici dell’arte hanno preso carta e penna e gridato allo scandalo. Hanno detto così: la Quadriennale la facciamo noi, con i soldi che ci sono. Ce li faremo bastare. Ecco la loro lettera aperta al presidente Gawronski, firmatari dell’appello Raffaele Gavarro, Cecilia Casorati e Claudio Libero Pisano.

LA LETTERA

“Davvero. Non è più possibile tollerare oltre questo stato di cose. L’unica manifestazione che per statuto si occupa dell’arte italiana dichiara, attraverso il suo presidente Jas Gawronsky, che purtroppo la prossima Quadriennale prevista per ottobre 2012 non si farà. La ragione è naturalmente economica. Lo Stato, attraverso la società Arcus, non ha versato i due milioni di euro necessari e nel fondo cassa della fondazione restano circa 360mila euro. Il progetto previsto, quindi, non si riesce a realizzare. Con tutto il rispetto per il presidente e per il progetto previsto, noi riteniamo che la Quadriennale si debba fare.
La Quadriennale la facciamo noi, che siamo certi che la somma a disposizione sia sufficiente per costruire un buon programma che dia una visione chiara dello stato attuale dell’arte italiana. Abbiamo inoltre, e sempre con massimo rispetto, una domanda da porre: siamo certi che un grande giornalista, che pure ha a cuore l’arte italiana, conosca così a fondo i diversi aspetti gestionali, manageriali e curatoriali necessari per la realizzazione di una grande manifestazione come la Quadriennale?
Nessuno di noi si sognerebbe di dirigere una redazione o un giornale, essendo critici d’arte e curatori.
Con immenso rispetto chiediamo quindi al presidente Jas Gawronsky di darci la possibilità di realizzare la prossima Quadriennale, presentando un progetto curatoriale in linea con lo statuto della fondazione, accompagnato da una previsione di spesa coerente con i fondi a disposizione e da un adeguato piano di fund raising.
Siamo certi che il presidente non potrà che essere d’accordo con le nostre parole, conoscendo il suo amore e la sua attenzione per l’arte contemporanea italiana, e attendiamo fiduciosi di essere convocati per definire le modalità di presentazione del nostro progetto per la realizzazione della XVI edizione della Quadriennale di Roma”.

Raffaele Gavarro

Cecilia Casorati

Claudio Libero Pisano

  • c c

    3600000 euro? due milioni di euro??? ma a Roma che realtà si vive? non quella che si vive nel resto dell’Italia, e di almeno mezzo mondo, si direbbe proprio.
    La Quadriennale è una di quelle manifestazioni artistiche – obsoleta com’è già a causa delle sue origini – della cui presenza quasi nessuno si è mai accorto, al di fuori dell’Urbe, e la cui importanza è molto vicina alla cifra zero, eppure qualcuno (?) avrebbe chiesto due (2!) milioni di euro per organizzarla, e qualcun altro dichiara che “si accontenterebbe” di 3600000 euro per farla comunque.
    No, davvero, mancano le parole.. poi non prendiamocela con la cosiddetta ‘casta’ dei politici, perché in altri ambienti, vedi questo dell’arte, veramente si scimmiotta quell’altro, e davvero manca il senso della realtà.
    Con cifre del genere (anche la più bassa delle due) si potrebbero fare moltissime piccole cose di qualità, residenze all’estero, produzioni di opere (ormai una chimera, a parte pochissimi ‘eletti’, gente minimo 65enne). Altro che mega-mostre! No, qui si rifiuta di capire, e si cerca, ancora e sempre, di scroccare soldi pubblici, invece di cambiare completamente mentalità. Ciò che sarebbe necessario fare ma, temo, non si farà mai. E se non ora – in questo tempo di crisi totale – quando?

  • http://mirkopagliacci@yahoo.it mirko

    ..gli organizzatori o “curatori”hanno sempre sprecato e intascato soldi pubblici (nostri!) per esporre gli artisti che appartengono alle solite gallerie d’arte creando una vera “Lotizzazione del Mercato dell’arte”.
    La cultura si può fare a zero-euro!!!
    (parola di Artista)

  • arianna

    scusa mirko, potresti ogni tanto articolare meglio il tuo pensiero?