closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rovesci d'Arte

Niente prescrizione per le opere rubate dai nazisti

Dopo il clamoroso ritrovamento in una casa a Monaco di circa 1400 quadri, di cui una buona parte rubati durante il nazismo, il governo bavarese vuole presentare una proposta di legge al Bundesrat – la camera federale dei Laender – per limitare la possibilità di prescrizione del reato. In base alla nuova legge, i possessori di tesori di arte portati via ai legittimi proprietari in epoca nazista non potranno appellarsi alla prescrizione se risulta che sono a conoscenza, o hanno almeno il fondato sospetto, che si tratti di opere acquisite illegalmente. Nel presentare il disegno di legge, il ministro degli interni della Baviera, Winfried Bausback, ha definito «insopportabile» che i proprietari di queste opere abbiano finora potuto invocare il termine attualmente in vigore di 30 anni per la prescrizione. A rendere urgente la legge è stato il ritrovamento (già avvenuto nella primavera del 2011, ma reso noto solo nel novembre di quest’anno) dei quadri “degenerati” a Monaco a casa del collezionista 80enne Cornelius Gurlitt. Una vicenda che è ancora oggi oggetto di indagini. Il padre di Cornelius, Hildebrandt Gurlitt, era un importante mercante d’arte e collaborava con il Fuhrer, trafficando in oggetti d’arte per conto del regime. Dalle ricerche è risultato che almeno 300 dei quadri rinvenuti in uno sgabuzzino di Gurlitt erano stati etichettati come “arte degenerata” (alcuni erano capolavori che si ritenevano perduti), ed esposti nella mostra di opere confiscate allestita dalle autorità naziste nel 1937. Altre opere erano state invece rubate a collezionisti ebrei, oppure comprate a prezzi stracciati in cambio di una via di fuga. Negli anni ’30 e ’40, molti dipinti erano stati poi acquistati dal commerciante Hildebrand Gurlitt. Il quale, alla fine della seconda guerra mondiale, disse che la sua collezione si trovava nella casa di famiglia a Kaitzer Strasse a Dresda e che lì era stata bombardata, andando distrutta. Fra le opere ritrovate in mezzo a barattoli di cibi scaduti dagli anni Ottanta, ci sono Matisse, Picasso, Chagall, Franz Marc. Cornelius Gurlitt viveva vendendo via via i lavori che possedeva: l’ultimo dipinto a prendere il volo era stato, in un’asta di Colonia, un Max

Beckmann per 864mila euro.

Degenerate4-480x337Degenerate4-480x337

Hitler-opere-ritrovate---13

Benvenuto su ilmanifesto.it

Uso di alcuni dati personali

I cookie sono piccoli file di testo che vengono memorizzati durante la visita del sito. Hanno diverse finalità:

Icona ingranaggi
Cookie tecnici

ilmanifesto.it usa solo cookie anonimi e necessari al buon funzionamento del sito. Non raccolgono dati personali e sono indispensabili per la navigazione o i nostri servizi.

Icona grafico
Cookie statistici

ilmanifesto.it non profila gli utenti per il remarketing o per scopi pubblicitari. Usiamo cookie statistici che servono per analizzare grandi gruppi di dati aggregati.

Icona binocolo
NON ospitiamo cookie pubblicitari o di profilazione.

Non vendiamo i tuoi dati e li proteggiamo. Potremmo però essere intermediari tecnici di alcuni contenuti incorporati da terze parti (ad es. video, podcast, post o tweet, pagamenti via Stripe). Consulta le privacy policy delle terze parti raccolte sul sito.

Se chiudi questo banner acconsenti ai cookie.