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losangelista

Newsroom

Jeff Daniels, anchorman pentito in “Newsroom”. Nel riquadro Aaron Sorkin

Anche a una superstar della sceneggiatura puo’ capitare di inciampare, perfino a un riverito artigiano del dialogo quale e considerato Aaron Sorkin (West Wing, Social Network, Moneyball). La sua ultima creatura, Newsroom, era destinata ad essere la nuova fiction ammiraglia della HBO e invece la serie schricchiola sotto ilpeso della propria ambizione e francamente della supponenza con cui tratta il proprio Argomento. Con la maiuscola appunto, dato che Newsroom e’ ambientata nelle redazioni di un telegiornale, un news channel commerciale il cui mezzobusto-star (Jeff Daniels) attraversa una crisi spirituale che lo porta a rinnegare lo svilimento del giornalismo, succube di televisiva superficialita’, e alla espiatoria risoluzione di riportare il mestiere alle nobili origini di quinto potere guardiano di giustizia e verita’. Per quanto nobile l’intento, o meglio, a causa della nobilta’ dell’intento, suo come di Sorkin, la serie rimbomba di una tale mole di aulica retorica  sul ruolo del Giornalismo da mettere a disagio Edward R Murrow ma anche un isegnante di educazione civica delle medie. I personaggi esplicitano dubbi e dilemmi da tesi di lauera con discorsi enfatici che ad intervalli regolari intervengono per sottolineare a mo di civiche geremiadi il ruolo dei mass media nella societa’  e quanto questo sia ormai travisato. Quelli che evidentemente dovevano essere tersi duelli verbali sono  invece  prediche pedanti e verbose  su cio’ che e’ giusto ed etico in questo mondo imperfetto; insomm a una inutile lezione di  macluhanismo, che oltretutto vista dal mondo di facebook, twitter ma anche Indiemedia e Wikileakes risulta disperatamente anacronistica.

  • Marco

    Newsroom? Chomskyano!