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losangelista

New York: Anticipo di Gatsby

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E’ stato anticipato a per la stampa a New York il Gatsby di Baz Luhrman con Leonardo di Caprio di cui molto si parlera’ sulla Croisette dopo che avra’ aperto in gran pompa il festival di Cannes. Il nuovo adattamento del grande romanzo ‘modernista’ di F Scott Fitzgerald e’ reso in 3D e con caratteristica esuberanza visiva e musicale dal regista australiano (Romeo e Giulietta, Moulin Rouge) che lo definisce un testo tragicamente romantico ma anche un grande affresco di un rutilante sogno americano e il suo lato oscuro e illusorio – della sua essenziale amoralita’,  espressa da un personaggio centrale affascinante. “Appare inizialmente come un personaggio assolutamente amorale,” afferma Luhrman,  “un gangster che ha fatto i soldi con manipolazioni illecite del mercato, o altri misteriosi  affari. Poi invece emerge che si tratta di un personaggio che ha un singolo obbiettivo; lui e’ in certo senso ‘ipermorale’. Secondo me  e’ cio’ che rende Gatsby l’equivalente americano di un Amleto,  un paradosso  che puo’ essere interpretato e adattato con infinite sfumature a diverse epoche – un classico.” Per Di Caprio si tratta una storia d’amore ‘senza tempo’ che contiene verita’  tuttora assai attuali. “Credo che Gatsby si rivolga ancora tutti noi. E’ un romanzo universale il cui sfondo anticipa il grande crollo di Wall Street negli anni ’30,” ci ha raccontato l’attore che riprende il ruolo gia’ interpretato da Robert Redford e con questo film segue la bella prova di Django.  “Lo prefigura attraverso il grande eccesso degli anni ‘20. Parla di un periodo in cui l’America stava diventando una superpotenza attraverso un sorta di anomalia aristocratica che era l’alta societa’ di Long Island. E accanto a loro sigificativamente c’e’  la valle delle ceneri che devono attraversare per andare a New York, il luogo dove abita la classe operaia che rende possibile il lusso sfrenato. E’ davvero profetico: parla del crollo inevitabile gia’ qualche anno prima che avvenisse, e quindi di quel ciclo che si ripete da 80 anni, in America e nel mondo. Continuamo a ‘progredire’ senza alcuna comprensione del prezzo di questo progresso – e’ cio’ che rende il romanzo tuttora cosi’ attuale. Non solo in America in quel periodo, ma ancora oggi in tutto il mondo. Fitzgerald ha perfettamente colto l’ingenuita’ e arroganza del progresso umano.”