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losangelista

Neologismo della Settimana


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A Hollywood e’ senza dubbio e’ “Romantic Industrial Complex” – sublime conflazione di banalita’ sentimentale e complottistica dei poteri forti che rende perfettamente la manipolazione “industriale” cui ci sottopone la fabbrica hollywoodiana.  L’approccio industriale degli studios alla produzione di film e’ ben noto, certo, ma il cinismo con cui  di recente perseguono il target giovanile e’ davvero spudorato. Orfane di “franchise” del calibro di Harry Potter e Twilight, le major sono alla disperata ricerca di personaggi in grado  di prederne il posto nei cuoir e nei portafogli “teen” il che spiega la valanga di cloni e varianti sulla formula  sentimentale adolescenziale a sfondo fantasy. Un vero bombardamento a tappeto di progetti assemblati a tavolino  per riprodurre la magica ricetta delle rom-com soprannaturali che negli ultimi anni, assieme ai blockbuster di supereroi, sono stati i cavalli piu’ vincenti di Hollywood. Da qui le vaporose varianti di flirt adolenscenziali che dilagano nei multisala, da Hunger Games, (l’amore ai tempi della distopia) a Warm bodies (giovani zombie innamorati) a Beautiful Creatures (souther gothic con streghetta liceale spasimante).  Formule replicanti pensate per blindare le giovani menti in uno stucchevole guantanamo dell’immaginazione – un “complesso romantico industriale” appunto, che abbandonando ogni pretesa di originalita’ lancia un  nutrito drappello di talentuose giovanissime attrici (fra cui Emma Stone, Saorsie Ronan, Mia Wasikowska, Jennifer Lawrence e Elle Fanning) sulle orme di Kirsten Stewart. Una tendenza alla telenovela da mutisala che non fa che evidenziare il distacco crescente fra il cinema di Hollywood e ad esempio la fiction televisiva di qualita’.

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LucaCelada