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Napoli centrale

Nel Pdl si sfidano a duello

Oramai è conclamato Stefano Caldoro proprio non va giù al Pdl. E se non lo fanno andare a casa forse è solo perché di questi tempi non si sa come potrebbero finire eventuali consultazioni regionali. Ma la scia di scaramucce e dissidi interni alla “casa” di Berlusconi è lunga e non manca di colpi di scena. Nell’ultima puntata il governatore ha addirittura sfidato Nitto Palma a duello e l’ex guardasigilli ha risposto di attendere i padrini socialisti per vedersi recapitato l’invito.

Ma queste battute al vetriolo sono l’epilogo dell’ennesimo screzio nato tra i due. Martedì sera è arrivata una nota contro il presidente da parte di 21 parlamentari campani, mentre lo scorso fine settimana Nitto Palma aveva bacchettato il presidente socialista che reo di aver difeso l’operato dei giudici, quando Berlusconi ancora scappa da un processo all’altro. Non solo. La magistratura continua a collezionare inchieste prima nei confronti dell’ex coordinatore regionale Nicola Cosentino ora del presidente della Provincia Lugi Cesaro accusandoli di avere rapporti poco chiari con i casalesi, mentre le procure arrestano i sindaci in Terra di Lavoro. Non ultimo quell’Enrico Martinelli primo cittadino di San Cipriano d’Aversa cugino e omonimo del boss finito in carcere 4 anni fa. Una situazione delicata.

Ma i motivi dello scontro politico non sono solo questi, che al massimo possono fungere da pretesto. Al Pdl non è andato giù che Caldoro eletto con i voti del partito di “menomale che Silvio c’è” poi sostanzialmente abbia deciso di andare per la sua strada. Innanzitutto mettendo i suoi uomini nei ruoli strategici di potere. Molti, troppi sono stati affidati al nuovo Psi. C’è per esempio Nello Polese nominato presidente dell’Eav. Arturo Polese, responsabile del nucleo valutazioni investimenti pubblici, Sandro Santangelo caposegreteria e assistente del presidente, Alberto Di Ferrante vicecapo di gabinetto. A creare non pochi mal di pancia c’è poi l’assessorato alla ricerca e all’università affidato a Guido Trombetti, considerato anche uomo vicino al centrosinistra tanto da chiedergli di candidarsi alla regione postbassoliana prima di Vincenzo De Luca. Così da alcune settimane si parla di rimpasto in giunta, un modo per Alfano e Nitto Palma di inchiodare il governatore alle sue responsabilità. L’idea è quello di un “restauro” totale, ma nonostante si facciano progetti e se ne straparli in pratica è tutto in stand by.

Nel frattempo Stefano continua a gestire i rapporti con De Magistris. A stanziare i finanziamenti per i grandi eventi in programmazione. Somme che per la Coppa America hanno toccato quote cospicue: 22 milioni di euro dei fondi comunitari. L’appalto di circa 8 milioni per la gestione degli eventi legati alle regate è appena andata alla Jumbo che ha costituito un’impresa temporanea con la K-events e la Infront. La Jumbo ha organizzato la Luis Vuitton cup di Valencia nel 2006, i mondiali in Sud Africa le olimpiadi invernali di  Torino e ha vinto la gara per i giochi olimpici a Rio de Janeiro nel 2016. Ma nell’affare sono dunque entrati anche Diego Della Valle e Aurelio De Laurentis, presenze che hanno creato malumori tra gli imprenditori che invece sostengono il Pdl. Le gare sono state gestite da Palazzo San Giacomo secondo i termini di legge, ma c’è già chi ora lamenta la facilità con la quale Palazzo Santa Lucia finanzia il comune. Critiche strumentali, che però alimentano le tensioni.

Da parte sua Caldoro si è invece coperto le spalle in Regione. E’ infatti salito a 9 il numero di consiglieri tra nuovi socialisti e vecchi democristiani che fanno parte del gruppo misto Federati per Caldoro presidente. Basterebbe una sola new entry e si potrebbe anche procedere a un ribaltone andando a governare con il Pd.

Nel fine settimana è in programma il congresso che deve eleggere il nuovo coordinatore del Pdl per la città di Napoli. Fino a qualche tempo addietro il favorito era Marcello Taglialatela rispetto ad Amedeo Laboccetta. In questo clima però tutto può accadere.

  • http://maschileindividuale.wordpress.com/ MaIn

    Caldoro ha due difetti:
    1) è di destra e fa politiche di destra
    2) trascura le aree interne della regione, di cui non conosce nulla ed i cui problemi comunque non lo sfiorano(napoli caput mundi, anche per lui come per bassolino).

    per il resto non ha nulla da spartire con la destra collusa alla cosentino,landolfi….

  • bouffierel

    Taglialatela, Laboccetta… Suono nostalgico di cognomi del parterre missino di napoli negli anni ottanta , e forse prima ancora. Sono proprio loro, sono i figli? non lo so. Comunque a napoli si conferma l’assoluta pochezza del pdl, diviso tra i fratellini in quota publitalia, i vecchi fascisti e gli ex socialisti rampanti. meno male che de Magistris c’è – e gode di discreta salute.