closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
1 ULTIM'ORA:
Napoli centrale

Nato sul marciapiede

Domani ci dovrebbe essere l’udienza che deve decidere se M.F. è in grado di intendere e volere. Era prevista da tempo, ma nella lenta burocrazia che stritola le persone affette da disadattamento psico-fisico, come spesso accade, si arriva tardi. O ce ne si rende conto fuori tempo massimo. Così lei, una donna di 40 anni nel frattempo ha dato alla luce un bimbo domenica mattina, da sola al freddo su un marciapiede, in una strada laterale della centralissima corso Umberto. A farle compagnia solo una bottiglia di spumante, e l’indifferenza generale che vedeva in lei esclusivamente il volto “respingente” di una clochard ubriaca. Qualcuno le ha dato una coperta, altri hanno detto che si lamentava, ma nessuno si è accorto di quello che stava accadendo. Possibile? In fondo sarebbe bastato chiamare un’autoambulanza. In solitudine invece M.F. Ha dato alla luce il suo bambino e poi come se niente fosse si è allontanata, scombussolata. Solo allora sono stati avvertiti i carabinieri, che hanno portato il bambino in un ospedale. Il piccolo fortunatamente pur avendo una leggera ipotermia e pesando solo 2 chili è stato accudito e ora sta bene. Forse verrà dato in affidamento. M.F. È stata rintracciata a qualche centinaio di metri distanze, anche lei è ricoverata al Loreto Mare e sta meglio.

Ma la famiglia accusa lo stato. La donna infatti era scappata da diversi ospedali, l’ultima volta qualche giorno prima del parto e per i parenti non è stata tutelata.

Il problema è sempre lo stesso da quando sono stati opportunamente chiusi i manicomi, non sono mai partiti i progetti che dovevano sostenere la legge Basaglia. Le case famiglia sono pochissime, i centri di cura psichiatrica sono ridotti all’osso, e i servizi sociali non riescono a contenere le emergenze. Così i parenti si trovano a dover gestire impreparati situazioni estreme. Quello di M.F. è un caso che dovrebbe far riflettere sulla necessità di investire e redistribuire i fondi per la sanità, e di creare dei presidi di frontiera per raccogliere il dolore e dare risposte a chi con cure adeguate potrebbe avere un’esistenza dignitosa.

  • ciaciovenexian

    Vorrei capire se i ricoveri erano stati proposti dalla famiglia o dagli Enti istituzionali, perchè fosse chiaro su chi avesse la responsabilità di “gestire” questa povera donna. La seconda faccenda é chi e come l’ha messa incinta. Se, come sembra di capire, non é in grado d’intendere e volere, avrebbe dovuto partire una denuncia. E’ stata fatta o no? Mi sembra che non ci sia stata solo l’indifferenza dei passanti. O mi sbaglio?

  • francesca

    Beh per domani è prevista un’udienza per dichiarla incapace di intendere e volere prevista già da tempo. Quindi è abbastanza chiaro che le denunce sono state fatte. Mi sembra inverosimile non accorgersi di una donna che sta partorendo, non è proprio un evento che passa inosservato o no?

  • ivan

    lo stato sociale dov’è,addirittura vengono abbandonati anche quelli coi problemi di salute mentale,e non chiamatelo un caso isolato,è vergognoso pensare che una donna venga lasciata sola a partorire in un luogo come se fosse un animale selvaggio,penso che le istituzioni competenti faccino un esame di coscienza.

  • Francesca Silvana Scoppio

    Le violenze nei reparti di psichiatria sono all’ordine del giorno; ne danno testimonianza non solo i pazienti ma anche gli operatori coscienziosi, e per violenze non intendo solamente quelle traumatiche ma anche quelle che avvengono nelle corsie a sfondo sessuale. Spero che questo non sia avvenuto per la povera donna in questione, ma in ogni caso dovunque essa possa aver concepito, resta il fatto che qualcuno abbia abusato di lei e che nessuno si sia interessato del suo stato successivamente.