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Rovesci d'Arte

Natalie Djuberg, il corpo deforme è vincente

E’ andato alle figure ibride, che ammiccano sessualmente e che sbattono in faccia a tutti le deformità umane (fisiche certo ma per raccontare anche quelle morali)

, alle marionette in argilla e plastilina di Nathalie Djurberg il Premio Pino Pascali della XV edizione. L’artista, già Leone d’argento alla Biennale di Venezia del 2009, si è aggiudicata il premio insieme a Hans Berg, musicista e compositore, oltre che compagno capace di interpretare i suoi incubi in forma di suoni. Il 7 dicembre inaugurerà la rassegna a loro dedicata nelle sale del nuovo museo Pino Pascali. (Polignano a mare, Bari) che si avvale della collaborazione della Fondazione Prada e della galleria Giò Marconi di Milano. “Entrare nel territorio di Nathalie Djurberg è come varcare la soglia del proprio inconscio, eros e thanatos si rincorrono, i tabù vengono sviscerati visivamente in un sincrono perfetto tra le immagini e la musica di Hans Berg. Creatrice di favole per adulti, nella tensione drammatica giocata tra humor e horror, tra perversione e psicosi, l’artista svedese rivela le dinamiche collettive del nostro tempo, i ritmi ossessivi dell’agire, le difficoltà di stabilire equilibri sereni tra uomo e natura”, si legge nelle motivazioni della giuria che l’ha incoronata. In mostra, verrà poi esposta una documentazione delle celebri “clay animation”, videoinstallazioni, ricostruzioni ambientali. Nascono spesso sul tavolo di cucina i suoi pupazzi spaventosi e, assicura l’artista, la prima a mettersi paura è lei stessa.