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FranciaEuropa

Mururoa: dagli esperimenti nucleari allo tsunami

Nell’arcipelago di Mururoa, nella Polinesia francese, la Francia ha realizzato 46 esperimenti nucleari atmosferici e, tra il ’75 e il ’96 (nell’ultimo anno, per decisione di Jacques Chirac)  147 esperimenti nucleari sotterranei, 137 dei quali sotto l’atollo di Mururoa. La potenza di questi esperimenti è stata pari a 700 volte la bomba di Hiroshima. Dopo gli effetti  della radioattività subiti dagli abitanti (2mila persone sono state indennizzate), adesso il timore è che l’atollo di Mururoa, corroso dagli esperimenti, possa crollare e causare uno tsunami di grandi dimensioni. Una parte della barriera corallina di Mururoa è a rischio crollo: causerebbe un’onda alta 20 metri, che avrebbe un’influenza su 500 metri attorno. Un’onda tra i 2 e i 5 metri potrebbe raggiungere le zone abitate dell’atollo di Tureia. La popolazione di questo atollo – 227 abitanti – ha firmato una petizione, dove vengono chieste “delle spiegazioni” e la messa in opera  di “misure di precauzione”. Gli abitanti del luogo affermano che il temuto tsunami provocherebbe “la morte immediata” di chi abita la zona. “La sola cosa che ci hanno mandato sono delle sirene per allertarci che l’onda arriva e che moriremo tutti” denuncia il sindaco di Tureia, Taitua Maro.

Il rischio è ammesso da Marcel Jurien de la Gravière, delegato alla sicurezza nucleare e alla radioprotezione, responsabile dei siti francesi dove sono stati realizzati degli esperimenti nucleari. “Non possiamo ignorare che questo fenomeno avrà luogo – afferma il rapporto – siamo incapaci di dire quando”. Dopo l’esperimento nucleare sotterraneo del 25 luglio ’79,   un blocco corallino si è staccato e ha provocato un’onda alta più di due metri. Come reazione, è stato costruito un muro di protezione a Mururoa. Ma, in seguito, altri 105 esperimenti nucleari sono seguiti, che non possono che aver reso ancora più fragile la barriera corallina. Il ministero della difesa, fino ad ora, ha sempre negato che gli esperimenti potessero avere delle conseguenze tragiche per la popolazione locale.

  • Leonardo Livi

    che mondo di merda………………..

  • francesca

    A dire poco, una vergogna!
    Francesca.